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Viaggio nei Balcani

di Claudia Beccato 20 ago 2015 0

Un appassionante diario di viaggio di una scrittrice e di un fotografo sulle orme del cibo.

Viaggio nei Balcani

Ancora prima di prendere in mano il libro Viaggio nei Balcani. Cibo senza frontiere nel vorticoso cuore d’Europa mi chiedevo non tanto cosa si mangiasse in quei territori, quanto piuttosto in che modo si potesse parlare dei Balcani parlando di cibo e viceversa.

E poche righe più tardi affondavo in una lettura di viaggio appassionante, un crescendo di spunti e riflessioni; ovviamente senza che mancasse una buona dose di acquolina in bocca, tra una ricetta e una foto di succulenti cibi su tavole imbandite.

Viaggio nei Balcani è un diario di viaggio. Di più viaggi, compiuti da una scrittrice, Elisabetta Tiveron, e un fotografo, Nicola Fossella, tra il 2011 e il 2012 a bordo di una vecchia Fiat Panda 900 dalla Romania all’Albania, dalla Croazia al Kosovo. 

Viaggio nei Balcani


Ecco i perché dello scoprire i Balcani attraverso il cibo…


- Il cibo per quei territori è rinascita, riscossa sociale ed economica. Ultimamente sono nate diverse attività nell’ambito del turismo enogastronomico, dell’ospitalità rurale e della produzione agricola di qualità. C’è chi come Altin Prenga, giovane albanese che dopo aver vissuto in Italia e aver familiarizzato con Slow Food, è ritornato alla sua terra con l’intento di far riaffiorare la tradizione gastronomica albanese. E poi c’è chi ha scelto i Balcani per una vita in natura, come Claire e Chris, che dall’Inghilterra si sono spostati in Bulgaria per creare una piccola fattoria sostenibile.

- Il cibo rivela la vicinanza. Anche oltre le frontiere e i confini. Come i ćevapčići – salsiccette di carne in genere mista, molto speziate e cotte alla griglia, che si mangiano in tutti i Balcani (e pure in Friuli): sussurrano la medesima origine culturale di quei Paesi. Certo, vi sono diverse varianti della ricetta, ma la preparazione originaria è la stessa.

Viaggio nei Balcani

- Il cibo fa conoscere la storia dei popoli. È con la placinta sarbeasca, un “pane piatto” di pasta fillo con formaggio telemea, uova e zucchero, che i due autori del libro scoprono l’identità della comunità bulgara in Romania. I bulgari arrivarono a Târgoviște, in Romania, dopo la seconda Guerra mondiale ma non erano graditi alle autorità rumene, quindi cercavano di fingersi serbi, i quali, invece, erano integrati da secoli: ecco spiegato il nome del piatto.

- Il cibo è un aggregatore naturale, come lo sono anche le bevande. “Spesso gli incontri più spontanei, inaspettati, emotivamente intensi, divertenti sono avvenuti davanti a un caffè, grazie ad una birra o ad un bicchierino di grappa.” 


- Il cibo può rafforzare la fiducia negli altri o persino farla nascere. È grazie a birra e caffè che Elisabetta Tiveron e Nicola Fossella si trovano a ridere e scherzare con i membri di una comunità gipsy in Bulgaria, che vive in un paesaggio desolato dove sorgono solo un gruppo di baracche e case diroccate. 

Viaggio nei Balcani ha smosso dentro di me una gran voglia di scoprire quei luoghi, intraprendendo un viaggio senza tempi, al solo ascolto delle storie delle persone e dei piaceri, di cui il cibo è primo su tutti.


Viaggio nei Balcani. Cibo senza frontiere nel vorticoso cuore d'Europa

Elisabetta Tiveron e Nicola Fossella
La strada del cibo
Kellermann
pp. 224
€ 20,00

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