Dietro i libri

Pellegrino Artusi, 200 anni e non sentirli

di Redazione 30 ott 2019 0

Ripercorriamo, grazie a un libro in uscita per Giunti Editore, la particolare vita ricca di aneddoti e 50 ricette dell’uomo che ha rivoluzionato la cucina del paese.

“Attenzione!
questo libro contiene immagini e parole che lasciano il segno
e che potrebbero cambiare il vostro punto di vista in cucina...
quindi se siete curiosi continuate oppure richiudetelo subito”

 

Comincia così il libro Le Stories di #Artusi e mostra subito di che pasta è fatto. Luisanna Messeri, autrice di numerosi libri dedicati al food oltre che presentatrice televisiva di programmi di cucina, e Angela Simonelli, architetto e docente di tecniche di impiattamento e autrice di A scuola di Food Design, propongono al lettore un viaggio gastronomico per ri-scoprire, ri-assaporare e re-cuperare 50 ricette dell’Artusi.


E non pensate che siccome sono ricette scritte da più di un secolo siano roba vecchia o sorpassata, pesante o complicata.  ARTUSI È VIVO  E LOTTA INSIEME A NOI


Questo libro è sicuramente un omaggio al volume La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene composto da 790 ricette che Pellegrino Artusi scrisse durante la “vecchiaia” mentre si trovava a Firenze insieme alla sua fidata serva Marietta e ai 3 gatti cui dedicò l’opera.

“Un long seller − che sarebbe un best seller all’ennesima potenza −, uno dei successi editoriali più clamorosi e longevi, con qualche milione di copie vendute dal 1891, un unicum per un libro di cucina”. Sarebbe un grosso errore pensare che ci si trovi davanti a una semplice ri-edizione di quel libro che, nella maggior parte dei casi, tutti hanno in libreria ma che non aprono mai, che resta dimenticato sugli scaffali perché è un bellissimo manuale ma non ha fotografie e i testi sono spesso complessi da interpretare.

Le due autrici del libro, Angela Simonelli (a sinistra) e Luisanna Messeri

Infatti questo volume non è solo un ricettario ma anche l’occasione per uno studio accurato dell’estetica dei piatti e, anche se può sembrarvi strano, quest’attenzione per l’impiattamento è assolutamente fedele allo spirito artusiano. È l’autore stesso che scrive: “La cucina è estrosa, e sta bene perché tutte le pietanze si possono condizionare in vari modi secondo l’estro di chi le manipola”.

Allo stesso tempo i capitoli raccontano il percorso nella vita di questo scrittore, ricercando aneddoti, curiosità e qualche pettegolezzo come nelle “stories” appunto, quei video che si possono registrare e condividere e che narrano un dietro le quinte più reale rispetto alle foto patinate e perfette delle gallery sui social.

La prima particolarità di Pellegrino è che scrisse il primo libro di cucina della tradizione italiana, con particolari e dettagli precisissimi, senza essere un letterato o un cuoco e, soprattutto, non avendo mai preso una padella né un mestolo in mano in vita sua. E riuscì in questa impresa perché era un uomo curioso e un vero buongustaio.

Il percorso alla scoperta di Artusi è stato appassionante oltre che il comune denominatore per le due autrici, apparentemente agli antipodi − tra tradizione e innovazione −, che invece hanno trovato in lui numerosi punti d’incontro e sono diventate prima complici di un progetto ambizioso e poi anche amiche nella vita reale perché “la cucina accoglie e non divide, unisce e non discrimina, mette d’accordo e non fa distinzioni: è cultura e crea solo felicità!

Non resta che mettersi alla scoperta di un Artusi completamente nuovo e “che vi mettiate a cucinare insieme a noi queste ricette buone&belle che abbiam scelto per voi, perché la vita è troppo breve per accontentarsi di mangiare quello che capita...”

Baccalà montebianco rivisitato dalle autrici

Prima di salutarvi ecco a voi una delle ricette più famose del buon Pellegrino, il baccalà montebianco, splendidamente rivisitata dalle due autrici. Mettetevi alla prova e buona fortuna!

Baccalà montebianco

difficoltà: facile
persone: 8

Ingredienti

340 g di polpa di baccalà
200 ml di olio extravergine d’oliva
100 ml di panna fresca

Per la nostra variante:
8 taralli
4 pomodorini ciliegini
15 g di sale
10 g di zucchero
foglie di timo fresco

Procedimento:

Mettete il baccalà su un tagliere, poi copritelo con la pellicola e appiattitelo con il batticarne. Prendete un pentolino e versateci dentro la panna. Aggiungete il baccalà e lasciatelo cuocere a fuoco basso mescolando continuamente. Quando tutti i liquidi si saranno consumati prendete un mixer a immersione e cominciate ad aggiungere l’olio a filo come fareste per una maionese. Non appena si sarà formata una crema legata togliete tutto dal fuoco e trasferite in un sac à poche e fatelo raffreddare.

Preparate i pomodorini confit per la nostra variante: tagliate a metà i pomodorini ciliegini e disponeteli sopra una teglia coperta da carta forno. Spolverateli con sale e zucchero e infornate per un’ora a 100 °C.

Versate un po’ di baccalà mantecato in bicchierini da finger food di colore nero, in modo che contrasti con il bianco della carne del pesce. Immergete leggermente un tarallo croccante e prima di servire aggiungete mezzo pomodorino confit e qualche foglia di timo.

Luisanna Messeri, Angela Simonelli
Le stories di #Artusi
Giunti, Firenze 2019
pp. 224
prezzo di copertina: € 19,90

COMMENTI (0) AGGIUNGI UN COMMENTO



* Campi obbligatori

Non ci sono commenti