SOTTOPIATTO News

Per un pugno di link: quello che scrivono gli altri

di Gabriele Rosso 16 nov 2019 0

Il cibo buono al di là della sua bontà, l'Italia e i libri di cucina, la storia di uno strano collettivo gastronomico messicano, può la Nestlè essere virtuosa?

Le cose più interessanti che ho letto sul web negli ultimi giorni, commentate.

La campagna di equity crowdfunding di Forno Brisa. Come diventare soci dei fornai rivoluzionari di Bologna
L'articolo di Livia Montagnoli racconta un'esperienza, quella di Forno Brisa, che dovrebbe fare (e in effetti sta facendo) scuola. Non solo perché in appena quattro anni i ragazzi di Brisa hanno tirato su un carrozzone – si fa per dire – non da poco, ma anche e soprattutto perché hanno dimostrato che mettendo insieme intelligenza manageriale, conoscenze economico-amministrative e idee buone e giuste si può fare davvero un mare di strada. Mi interessa poco qui discettare sulla qualità dei prodotti targati Forno Brisa: non li ho mai assaggiati, anche se in teoria non vedrei l'ora di farlo. Ma il punto vero è un altro: siamo circondati sempre più da progetti e percorsi virtuosi, che vanno premiati ben al di là del loro valore puramente gastronomico. Casi in cui il cibo (la birra, il vino...) diventano un pretesto per fare tanto altro, con un senso etico di fondo che fa star bene solo a pensarci. Bravi, avanti così! - Gambero Rosso

La nuova vita dei libri di cucina
In passato ho riflettuto spesso, anche in alcuni articoli qui su Piattoforte, sulla ricettistica italiana, o sulla fortuna/sfortuna di quella straniera qui da noi. Lamentando il fatto che la ricettistica di qualità oggi si fa perlopiù all'estero, nel mondo anglosassone in primis, anche perché spesso oltre confine i ricettari hanno un mercato editoriale nemmeno lontanamente paragonabile al nostro. Non a caso qui Davide Coppo segnala alcuni libri di cucina che gli sono piaciuti particolarmente, e sono tutti stranieri. Non ci troviamo di fronte a una delle frequenti denunce del provincialismo all'italiana, ma alla presa di coscienza di una differenza sostanziale della nostra scena, che però nell'articolo in questione è solo parziale. Davide scrive, riguardo alla sua esperienza, che è «cresciuto in una famiglia in cui la cucina era una cosa piuttosto importante, ma non si faceva un grande uso di libri di cucina». Ecco, forse il punto è proprio questo: forse la ricettistica italiana è quello che è perché pensiamo (nota bene: pensiamo) di essere già dei bravi cuochi casalinghi, mentre in realtà a volte lo siamo, altre no - Rivista Studio

OLTRE CONFINE

El Sexto Colectivo Wants You to Eat With Your Mind
Prima di parlare di questo articolo si rende necessaria, per quanto mi riguarda, un'osservazione preliminare. Leggo con una certa frequenza Eater da un po' di tempo, e devo ammettere che oggi, a mio modesto parere, non esiste un solo sito gastronomico in grado di produrre così tanta qualità (di scrittura, giornalistica, narrativa) insieme. Al punto che questa settimana, oltre a questo, avrei voluto condividere e commentare almeno altri tre articoli: quello sulla crisi della rivoluzione ristorativa di Daniel Patterson, quello su Dominique Crenn che dimostra come il fine dining possa fare a meno della centralità della carne, e quello sulla depressione di David Chang. Ma infine ho scelto questo su un collettivo di ragazzi messicani, in buona parte ex-studiosi di altre discipline, che si è applicato alla cucina in modo avanguardistico: leggere per credere - Eater

Can a Company Be Virtuous and Profitable? Nestlé Says Yes
Quando si parla di grandi compagnie (in questo caso del cibo) che si spendono pubblicamente per l'ambiente e la sostenibilità, spesso iniziamo a utilizzare il termine greenwashing, con cui si indicano quelle aziende che sfruttano le posizioni ecologiste per lavarsi la coscienza e ottenere vantaggi commerciali ma soprattutto di immagine. Si tratta di un tema spinoso, perché sovente può essere difficile distinguere il greenwashing dalle sane iniziative ambientali. In questo articolo Jack Ewing parla della più grande compagnia mondiale del settore alimentare, la Nestlè, e di come negli ultimi anni si sia instaurato un legame non trascurabile tra profitti e sensibilità ecologica - The New York Times

IN PILLOLE

Come questo locale ha cambiato il volto delle pizzerie in Italia
Se il mondo della pizza gourmet è quello che è, lo dobbiamo ai Tigli di Simone Padoan, ma anche al milanese Dry, che in tempi non sospetti ha sparigliato le carte - Munchies

Eat, Stomp, Poop: Could Better Ranching Help Save the Planet?
L'agricoltura rigenerativa, l'allevamento che fa rinascere i terreni, in grado così di riassorbire le emissioni di CO2, una logica produttiva diversa e molto più sostenibile: il futuro del Pianeta potrebbe passare anche da qui - Mother Jones

COMMENTI (0) AGGIUNGI UN COMMENTO



* Campi obbligatori

Non ci sono commenti