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Per un pugno di link: quello che scrivono gli altri

di Gabriele Rosso 19 ott 2019 0

Il cibo e le modificazioni genetiche: una questione politica, cosa ci piace davvero dei ristoranti, cambiamento climatico e vino, l'inventore (inaspettato) della gomma da masticare.

Le cose più interessanti che ho letto sul web negli ultimi giorni, commentate.

Perché litigheremo su CRISPR
L'articolo non è di questa settimana, ha qualche giorno in più. Ma credo mi perdonerete. Andrea Capocci qui affronta un argomento molto complesso, vale a dire quello della ricerca genetica, in modo molto chiaro, comprensibile e per nulla superficiale. La prima parte del testo è quella che ci interessa più nello specifico: è dedicata all'agroalimentare, mentre la seconda parla di applicazioni mediche. Semplificando, il CRISPR è il gene editing, la modifica del corredo genetico di un organismo senza che avvengano impianti di corredi genetici esterni. Oggi se ne discute ampiamente perché in molti ritengono il gene editing accettabile al contrario dell'OGM e della transgenetica: sarebbe una specie di accelerazione artificiale di meccanismi selettivi che possono avvenire in natura. Ora, cerchiamo di vedere la cosa con un certo distacco: il progresso scientifico è un fenomeno inarrestabile, semmai da governare. Mi pare indubbio che la manipolazione genetica sia all'ordine del giorno nel futuro dell'uomo, ma il punto non è se sia accettabile o meno: piuttosto dobbiamo chiederci come governare il fenomeno, come evitare i risvolti negativi, come preservare l'autenticità. Si tratta di una questione politica: forse la garanzia di una dimensione pubblica di tale ricerca e il suo vaglio bioetico sono i primi passaggi imprescindibili, ma (sempre forse) non bastano. La complessità degli ecosistemi naturali è difficile da afferrare anche per certi scienziati molto scafati: quindi ben vengano i super-pomodori CRISPR, a patto che si siano valutate tutte le conseguenze sistemiche, e non solo la redditività a breve periodo e l'adattamento a uno specifico microclima, per esempio. E a patto che le comunità contadine vi abbiano libero accesso, e non trovino l'ostacolo dei brevetti posseduti dalle multinazionali delle sementi - Il Tascabile

Perché le classifiche dei ristoranti parlano solo di chef? Sicuro che sia l'unica cosa che conta?
Anche qui siamo fuori tempo massimo, il pezzo è di venerdì scorso. Ma 1) questa settimana è stata un po' povera, permettetemi di dirlo 2) l'articolo di Alessandro Perricone me l'ero perso e merita di essere recuperato senza se e senza ma. Il motivo è presto detto: mentre si fa un grandissimo parlare di cuochi, mentre si fa un gran parlare di sala quasi come luogo contrapposto alla cucina, qui Alessandro coglie un punto di estrema linearità, quasi scontato nella sua ovvietà, eppure raramente sottolineato con la dovuta attenzione. Insomma, un ottimo ristorante è una sottile e riuscita alchimia, in cui a contare possono essere i piatti, il cameriere molto bravo, una bottiglia di vino, la scelta delle posate, la musica di sottofondo, la luce (o la penombra). A essere davvero decisiva è l'alchimia tra questi fattori, forse anche quel quid inafferrabile che rende una formula apparentemente incomprensibile un ristorante accogliente, di "successo" (per noi), da frequentare con assiduità. Io ad esempio ne ho 2 o 3 di ristoranti così, e al netto delle classifiche, delle stelle e di tutta questa corsa alla misurazione prestazionale che ci investe sempre di più, tendo a essere d'accordo con le parole di Alessandro - Munchies

OLTRE CONFINE

How Climate Change Impacts Wine
Eric Asimov pubblica il primo di quattro articoli sul rapporto tra cambiamento climatico e vitivinicoltura. Un mini-reportage in stile Asimov (quindi ben scritto, ben argomentato, accessibile a tutti), che mette in fila cinque fattori su cui i produttori di vino odierni stanno già concentrando le loro attenzioni, in virtù degli stravolgimenti climatici che nonostante i pochi ma potenti negazionisti (dice niente Donald Trump?) sono un dato di fatto del tutto attuale. Quindi: 1) la mappa del vino si sta espandendo, che vuol dire che si coltiva uva anche in zone un tempo non dedite alla viticoltura (es. Inghilterra meridionale per le uve base spumante) 2) le vigne vengono piantate ad altitudini maggiori, ed è una notizia positiva (se così si può dire) per certe zone di montagna che potrebbero trovare una nuova vocazione 3) si scelgono esposizioni meno assolate, che tendono al nord nell'emisfero nord, e al sud nell'emisfero sud 4) si stanno considerando nuove varietà di regione in regione, che siano più adatte a climi più caldi 5) si stanno installando sistemi di difesa dagli eventi climatici catastrofici come tempeste, grandinate etc. Prepariamoci dunque (e a malincuore) a un'idea di viticoltura nomade, che insegue i microclimi migliori. E prepariamoci a veder andare in pensione certi grandi cru oggi mitici e domani semplicemente troppo caldi. Sigh! - The New York Times

How a Mexican General’s Exile in Staten Island Led to Modern Chewing Gum
Come da tradizione Gastro Obscura, una storia divertentissima: in questo articolo Will Conant racconta la storia della gomma da masticare, e ci fa scoprire come alle sue origini ci sia un vecchio generale messicano senza una gamba e in esilio a Staten Island. Non un vecchio generale qualsiasi, eh. Antonio López de Santa Anna fu soprannominato il Napoleone del West, perché lottò nella guerra di indipendenza messicana (inizialmente con gli spagnoli, ma poi con i messicani), fu presidente del nuovo Stato indipendente con piglio dittatoriale, perse il Texas che passò tra i confini statunitensi, si ritrovò a New York cercando di stabilire un'attività che producesse gomma da cancellare con il tradizionale (per i suoi luoghi di nascita) chicle, e finì per essere rispedito miseramente in patria due anni prima della morte senza aver ottenuto il minimo successo. A creare l'industria derlle gomme da masticare fu il suo socio di allora Thomas Adams, e da lì in poi la storia la conoscete - Gastro Obscura

IN PILLOLE

È giusto che i brand usino le battaglie sociali per farsi pubblicità?
Qui non si parla direttamente di cibo, ma credo sia un articolo interessante anche per noi fanatici del cibo, perché di esempi sul tema ne potremmo portare a vagonate - The Vision

Trump Tax Hike on EU Foods Roils Big Cheese Importers
Si comincia con l'effetto dei dazi USA su alcuni beni europei, tra cui i formaggi - Heated

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