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Per un pugno di link: quello che scrivono gli altri

di Gabriele Rosso 07 dic 2019 0

La Michelin è un marchio e si vende come marchio, i (grossi) problemi del caffè all'italiana, Parigi è la città dove si mangia la migliore cucina italiana, che fine ha fatto la parola autenticità?

Le cose più interessanti che ho letto sul web negli ultimi giorni, commentate.

Alleanza Michelin – TripAdvisor – The Fork. Ecco perché la Rossa smetterà di stampare la guida
La notizia gastronomica della settimana è (senza alcun dubbio) quella della partnership siglata tra Michelin e TripAdvisor, che permetterà ai simboli e alle recensioni della rossa di fare breccia nel celebre portale di recensioni firmate dagli utenti. Insomma, su TripAdvisor non troveremo più soltanto la vituperata critica dal basso, ma anche quella alta e professionale degli ispettori Michelin. Un terremoto, o giù di lì. E tra i commenti alla notizia, uno dei più ragionati mi pare quello di Massimilano Tonelli, che segnala, alla fine di un articolato ragionamento, come il marchio Michelin abbia così imboccato la strada della fine della guida cartacea. Da parte mia non sono convinto che sia questo il passaggio finale della rossa in carta e ossa: la forte e persistente diminuzione di vendite degli ultimi anni ha già decretato un mezzo funerale, e se la carta è stata tenuta in piedi finora, può darsi che continui a farlo in futuro. Ma in effetti, e su questo Tonelli ha ragione, la guida Michelin da un po' di tempo prospera intorno al marchio (non intorno alle vendite), e lo farà sempre di più: quindi, in realtà, nulla di nuovo sotto il sole - Gambero Rosso

Caffè: perché l’espresso italiano Patrimonio Unesco non ha senso
Dopo aver letto questo articolo di Nunzia Clemente non mi è chiaro fino in fondo se davvero, come recita il titolo, se l'espresso italiano Patrimonio Unesco abbia senso o meno. Per dire, anche altri Patrimoni Unesco non mi paiono così duri e puri, tutto sommato. Detto questo, il pezzo ha il grandissimo merito di rovesciare alcuni luogjhi comuni sul caffè italiano che vanno rovesciati, e di fare un'analisi di filiera attenta e sensata. Insomma: meno del 10% del valore del caffè espresso italiano finisce nelle tasche dei produttori, i bar e le caffetterie non ci fanno profitti (se rimaniamo in un range di prezzi standard), e mediamente quello che troviamo nella tazzina fa schifo. Diciamocelo. Ripetiamocelo - Dissapore

OLTRE CONFINE

Paris Might Be the Best City for Italian Food (Outside Italy)
Il titolo di questo bell'articolo di Seth Sherwood nasconde (neanche troppo) una piccola provocazione: quella secondo cui Parigi sarebbe la migliore città per mangiare cibo italiano (fuori Italia, o forse potremmo considerare anche la nostra penisola?). La domanda che ho appena posto tra parentesi non ha una risposta scontata. E mi rendo conto che più continuo a non scagliarmi duramente contro l'idea che a Parigi si mangi la migliore cucina italiana del mondo (Italia compresa? boh...), più potrei attirarmi le critiche dei gastrosciovinisti. Chiacchiere a parte, l'articolo dimostra l'enorme spazio che oggi il cibo italiano di qualità si è ritagliato all'ombra della Tour Eiffel. Ma anche che alcuni dei cuochi italiani più bravi operano proprio da quelle parti: dicono niente i nomi di Giovanni Passerini e Simone Tondo? Su una cosa concorderemo: ormai la grande cucina italiana è arrivata al centro della scena parigina, sia che si parli di fine dining, sia che si citino i bistrot, sia che ci occupiamo di pizza o miscelazione d'autore - The New York Times

What did "authenticity" in food mean in 2019?
Quando parliamo di cibo e usiamo la parola autenticità, in realtà cosa vogliamo dire? Questo articolo disegna lo stato dell'arte del cibo autentico nel 2019. Lo ha scritto Jaya Saxena, che ci racconta come tale termine abbia iniziato a scricchiolare già negli anni 2011-2012, e come la scena sia stata conquistata da una comunicazione più flessibile, in cui hanno fatto capolino termini come innovazione, interpretazione e cambiamento. Insomma, è emerso il riconoscimento che non esiste una cucina statica (anche se in Paesi come l'Italia avrei alcune considerazioni da aggiungere, visto che siamo sciovinisti alimentari duri e puri). Nonostante ciò è ancora facile farsi fregare da un'indefinita voglia di autenticità, che altro non è che una costruzione sociale. Dovremmo soltanto ricordarci di accettare una volta per tutte che erigere muri tra ciò che consideriamo tradizione e ciò che definiamo innovazione è sbagliatissimo e pure un po' bigotto - Eater

IN PILLOLE

L'aceto balsamico, spiegato
Il titolo dice tutto. Aggiungo solo che pur avendolo spesso sulle nostre tavole, in pochissimi sanno davvero come si produce l'aceto balsamico e come nascono quelli più buoni - Il Post

The magical ingredient in my Christmas dinner? Family memories
Grace Dent sulla cena di Natale. E sul fatto che al di là delle scelte gastronomiche, a rendere tutto più buono può essere solo la famiglia - The Guardian

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