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Per un pugno di link: quello che scrivono gli altri

di Gabriele Rosso 14 dic 2019 0

Lunga vita alla transumanza, la critica gastronomica e i conflitti di interessi, i produttori di latte americani schiacciati dalla loro stessa cooperativa, il ritorno delle donne che fanno il sake.

Le cose più interessanti che ho letto sul web negli ultimi giorni, commentate.

La transumanza diventa Patrimonio Immateriale dell’Unesco
Chi di Unesco ferisce, di Unesco perisce, e il proliferare delle discussioni sul Patrimonio Immateriale dell'Unesco concesso a questa o a quella tradizione gastronomica e/o produttiva ormai sortisce l'effetto assuefazione, quasi che ci aspettassimo di veder premiata da un momento all'altro pure l'usanza di mettere la sottiletta nel toast. Devo ammettere però che in questo caso (quello della transumanza) mi sento più vicino agli amici dell'organizzazione delle nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura. Sì perché il valore culturale, tradizionale e sociale dello spostamento dei pastori al seguito delle proprie greggi è immenso e stratificato nei secoli che hanno attraversato la nostra storia: lo spiega bene Michela Becchi in questo articolo, laddove scrive che «gli abruzzesi hanno imparato a curare le piante ed estrarre l’olio grazie al passaggio dei pastori pugliesi, senza contare tutte le ricette create per sostenere gli uomini durante questo periodo, piatti a base di prodotti facilmente conservabili e nutrienti, in grado di essere trasportati per più giorni». Insomma, viva la transumanza, viva lo scambio, viva il viaggio come dimensione di confronto e arricchimento - Gambero Rosso

Identità Golose: una vertigine di conflitti di interessi
Il vero argomento di dibattito della settimana è questo: i premi consegnati dalla guida di Identità Golose hanno fatto discutere assai, in quanto accusati da più parti di essere stati elargiti in lampante conflitto di interessi (tra sponsor, premiati e critica gastronomica). Ammettendo che anch'io mi trovo in una condizione di conflitto di interessi, avendo per la prima volta collaborato con la stesura di due schede alla guida in questione, devo però aggiungere che mi sembra tutto un po' nebuloso. Non ho dubbi sul fatto che Identità Golose avrebbe potuto spendersi per evitare imbarazzi, pur essendo consapevole che Diego Rossi e Luca Pezzetta (messo nel mirino da Dissapore) sono bravissimi e quindi si meritano millemila premi, ma allo stesso tempo avrei due piccole rimostranze da fare al pezzo di denuncia di Valerio Visintin: la prima riguarda il fatto che non tutte le critiche avanzate nei punti in elenco nell'articolo mi sembrano fondate o comunque così solide, mentre la seconda ha a che fare con la mancanza di un ragionamento di sistema a fronte del solito refrain da "dito puntato". Dopodiché l'idea su chi abbia ragione se la faccia lettore, dato che per quanto mi riguarda in poche righe penso di essere riuscito a scontentare sia critici che criticati - Mangiare a Milano

OLTRE CONFINE

America’s Dairy Farmers Are Hurting. A Giant Merger Could Make Things Worse
Qui David Yaffe-Bellany racconta un caso molto particolare, quello dei produttori di latte statunitensi e della cooperativa Dairy Farmers of America, che tuttavia ha risvolti interessanti per comprendere le dinamiche di mercato e di scala agroindustriale che investono i contadini e gli allevatori di tutto il mondo. Riassumendo, la Dairy Farmers of America a un certo punto della propria vita ha iniziato a trasformare una parte del latte dei propri associati. Così facendo, ha fatto scendere il prezzo del latte stesso, perché una cooperativa di venditori di latte vuole spuntare il prezzo più alto, ma se la stessa cooperativa il latte lo compra vuole farlo al prezzo più basso. Questo cambiamento di rotta ha avuto enormi conseguenze sul mercato americano, al punto che molti allevatori hanno dovuto abbandonare l'attività, e sono aumentati considerevolmente i casi di suicidio nel settore. Ora Dairy Farmers of America vorrebbe ampliare la propria attività di trasformazione acquisendo un grande concorrente recentemente fallito: un altro passo in direzione contraria rispetto agli interessi dei suoi associati, e verso la trasfigurazione degli equilibri di filiera. La morale della favola? Personalmente, mi pare di capire che oggi agricoltura e allevamento non possono più stare da sole e indifese sul mercato. E questo è un bel problema, che prima o poi qualcuno dovrà prendersi la briga di risolvere - The New York Times

The Return of Japan’s Female Sake Brewers
Reina Gattuso testimonia il ritorno delle donne alla produzione del sake in Giappone, un settore da cui erano quasi del tutto escluse per ragioni di chiusura culturale. È straniante scoprire, leggendo l'articolo, che tale esclusione è nata e si è sviluppata soprattutto con la modernizzazione del Paese a partire da fine Ottocento, quando le donne iniziarono a essere ritenute impure, in grado di rovinare il sake con la loro stessa presenza nell'impianto produttivo. Al contrario, il sake delle origini era fortemente caratterizzato dalla presenza e dal protagonismo femminili. Oggi, lentamente, le cose stanno cambiando, e sempre più donne si affacciano con intraprendenza sulla scena. Come scrive la Gattuso, «l'ascesa delle donne nel mondo del sake dimostra che le innovazioni culinarie moderne [la recente fortuna planetaria del sake, ndr] spesso rimescolano le tradizioni gastronomiche». E che la sacralità di certi riti e di certe preparazioni della sfera alimentare a volte si abbevera alla fonte del pregiudizio e dell'irrazionalità, aggiungo io - Gastro Obscura

IN PILLOLE

I pesci dei nostri mari si stanno estinguendo. E a nessuno importa
Un articolo di Jennifer Guerra su un aspetto molto poco considerato nel dibattito eco-gastronomico di oggi, che spesso si concentra solo sul consumo di carne - The Vision

The Rise and Fall of Ukraine’s Fertilizer King
La storia pazzesca del re ucraino dei fertilizzanti, in chiave Russiagate e con risvolti agricoli planetari - Mother Jones

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