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La fine dell'era delle ricette

di Gabriele Rosso 04 apr 2016 0

Non è arrivata, e forse non arriverà mai. Ma c'è un pubblico che chiede altro e non ne ha bisogno per cucinare.

Tagliatelle asparagi e scampi

Tagliatelle asparagi e scampi

Foto di Paolo Della Corte

Qualche mese fa da queste parti mi interrogavo sul modo di scrivere le ricette oggi. Lo facevo per una serie di motivi: un po' perché stimolato da un bell'articolo di Tamar Adler, un po' perché mi chiedevo quante ricette che si trovano online e sulla carta stampata siano davvero di qualità (ovvero ben scritte, replicabili e in grado di invogliare a cucinare), un po' perché “annusavo” una certa sovraesposizione della ricettistica, e mi domandavo se la bolla non fosse sul punto di scoppiare.

Oggi lo stimolo a scrivere di questi argomenti viene da un articolo comparso su Grub Street, blog del New York Magazine. Si tratta di una breve intervista di Sierra Tishgart ad Amanda Hesser, co-fondatrice di Food52, uno dei siti stuatunitensi di riferimento in ambito culinario, con oltre 40.000 ricette pubblicate. Nell'articolo si racconta di un'app lanciata da Food52 che si chiama (Not)Recipes, attualmente disponibile solo per iPhone.

Ebbene, come si intuisce dal nome non si tratta di un'app di ricette, bensì di uno strumento che “incoraggia l'improvvisazione”. Ci sono foto, testi semplici e informali, e la possibilità di fare ricerche ordinate per ingrediente. Il tutto nella convinzione che una volta che si sa come trattare un prodotto non ci sia bisogno di una ricetta vera e propria per cucinarlo.

L'app (Not)Recipes
(Not)Recipes
Foto di Food52

Per la verità l'app nasce da una rubrica di Food52 che si chiama per l'appunto (Not)Recipes e che negli ultimi anni ha avuto molto successo. Come ha dichiarato Amanda Hesser, «ci abbiamo messo un po' di tempo a capirlo, ma abbiamo 40.000 ricette sul nostro sito, e ci siamo resi conto che la maggior parte della cucina nel mondo non richiede l'uso di ricette. Perlopiù le persone, se stanno cucinando in un giorno normale, cucinano e basta. Fanno cose familiari. Non c'è qualcosa che mette insieme queste esperienze. Uno degli obiettivi di (Not)Recipes è di essere una fonte di ispirazione per altri cuochi, ma anche, e in ugual modo per noi, di essere utile. Come possiamo usare la tecnologia per fare in modo che le persone non debbano stampare ricette o liste di ingredienti?».

Il tema, mi sembra, è quello della cultura culinaria. In un mondo-ricette che si avvicina alla saturazione, viene da chiedersi se il futuro non stia nella non-ricettistica: con il continuo crescere della disponibilità di ricette, forse c'è – o ci sarà – più fame di tecniche, di consigli, di informazioni ad ampio raggio in grado di far crescere la conoscenza gastronomica di chi se ne nutre.

Non è il caso di fare quelli che “è in arrivo una svolta epocale”: non sono morti i libri di fronte agli e-book, non moriranno i giornali di carta a scapito del web, non scompariranno le ricette in favore delle “scuole di cucina”. Ma, forse, da qualche parte c'è un numero crescente di persone che non si accontentano più della ricetta, e che preferiscono imparare davvero a cucinare partendo dalla conoscenza delle basi e delle caratteristiche dei vari prodotti, pur facendolo solo tra le mura di casa.

Crostata di frolla
Foto di Archivio Giunti/Barbara Torresan

Siamo quindi atterrati nell'era post-ricette? La risposta che mi verrebbe da dare è: no. A tale proposito Amanda Hesser (ancora) ha risposto: «penso sia solo un segnale di grande confidenza, esperienza ed entusiasmo per la cucina. Le persone si stanno guardando intorno e cucinano seguendo le idee che gli vengono in mente, o prendono gli stimoli che gli sono arrivati da ricette differenti e li combinano in un'idea tutta loro». 

Quel che è certo è che se da un lato una certa volgarizzazione e la massificazione della ricettistica continueranno a sopravvivere, dall'altro ci sono anche i presupposti per la diffusione di una maggiore cultura culinaria, magari in ambiti più ristretti ma in qualche modo “militanti”. Insomma: invece di sapere come si fa la crostata ai frutti di bosco, diventerà più utile capire come fare la pasta frolla. Che poi la frutta da metterci sopra ce la scegliamo da soli...

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