SOTTOPIATTO Cibi & Ricette

La cardamine: una pianta per tutti conosciuta da pochi

di Franco Lodini 25 feb 2020 0

Umiltà e orgoglio di una piccola pianta che non si fa notare ma che ha tanto da offrire.

La cardamine (Cardamine hirsuta, conosciuta anche con i nomi popolari di billeri, falso crescione, crescione dei prati) è una graziosa piantina dei prati che spesso passa inosservata da quanto è bassa e piccola. È infatti una pianta annuale, comunissima in tutto il territorio italiano, alta fino a 25 cm quando butta lo stelo, con numerosi fusti che partono dalla base. Le foglie della rosetta basale sono imparipennate con lobi arrotondati, tranne quello apicale, reniformi e rimangono integre durante la fioritura (che avviene tutto l’anno, tranne d’estate con clima molto caldo); le infiorescenze sono grappoli molto densi di corolle con quattro fiori bianchi, minuti; il frutto è una siliquetta lineare che a maturità, appena sfiorata, si apre a molla scagliando i semi lontano dalla pianta. È una specie sinantropica, invasiva degli incolti, dei prati e dei giardini fino a 1400 metri.

Se riuscite a individuarla e a trovarla, nascosta in mezzo a tante altre erbe, raccogliete la rosetta basale, quando le foglie sono ben sviluppate, a fine inverno e a inizio primavera, e quando ci sono le infiorescenze. Vi procurerà tante sorprese, dato che i composti solforati di cui sono ricche le foglie (come tutte le brassicaceae, v. qui: link a Piattoforte37 – borsa di pastore) hanno effetti mineralizzanti, ricostituenti, diuretici e antireumatici: un cocktail benefico e perfetto per il nostro organismo dopo l’inverno. Le foglioline sono leggermente piccanti (un po’ come il crescione, in riferimento al quale è un suo nome popolare), si usano soprattutto crude e servono ad aromatizzare misticanze e frittate; le infiorescenze invece si possono aggiungere nei panini con carne per dare un gusto in più.

Provatela anche per un semplice sugo per le paste, soffriggendo la cipolla in olio evo e aggiungendo le foglie della rosetta basale. Basta tenercele un po’ e il sugo è già pronto, terminerete poi la cottura aggiungendo nella padella la pasta scolata, spolverate a piacere con parmigiano o pecorino; nessuno dei vostri commensali sarà in grado di indovinare da dove viene questo piacevole sughetto con un leggero e caratteristico aroma piccante.


Istruzioni per l’uso: spesso parlo di “rosetta basale”, ma che cos’è esattamente? Si tratta di quella parte della pianta che cresce alla base dello stelo, al livello del suolo, spesso prima che si formi, e le sue foglie si irraggiano verso l’esterno. Sono le foglie più tenere e buone che usiamo per scopi alimentari. Spesso si riduce o sparisce quando la pianta si sviluppa verso l’alto.


Le erbe nell’arte: la Gioconda, non mi riferisco al famoso ritratto di Leonardo dall'enigmatico sorriso, è una simpatica e arzilla signora che ha ormai superato gli ottant’anni. La considero una delle mie “donne delle erbe”, cioè quelle che mi hanno insegnato a riconoscere e usare le erbe del nostro territorio, quando ero ancora all’inizio della mia attività. Grande appassionata, sin da quando era piccina e seguiva la mamma e la nonna nei campi, la Gioconda non solo riconosce e usa tutt’oggi nei suoi piatti semplici e saporiti molte di queste erbe ma si diletta anche a dipingerle, in maniera naif, ma accurata e piacevole. Ecco come ha disegnato la nostra cardamine che lei chiama “billeri”. Le ha dato anche il simpatico soprannome di “sparoncella” perché il baccellino che contiene i semi (come spiego nella descrizione della pianta) si apre appena lo si sfiora, come fosse una molla, sparando fuori i suoi semini.

COMMENTI (0) AGGIUNGI UN COMMENTO



* Campi obbligatori

Non ci sono commenti