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Il Lapacho, o tè degli Inca

di Davide Pellegrino 10 dic 2019 0

Tutto quello che c’è da sapere su questa tisana ideale per scaldarsi nelle fredde giornate invernali.

Originario della foresta pluviale del Sud America, il Lapacho è un albero di medie dimensioni conosciuto da secoli dai popoli indigeni di Brasile, Argentina, Paraguay, Bolivia e Perù soprattutto per le sue proprietà curative; quando gli Spagnoli e i Portoghesi arrivarono in Sud America notarono la sua grande diffusione tra le popolazioni indigene. Alcuni sostegnono fosse utilizzata anche dagli Incas per la cura di diverse malattie tra cui il cancro, la sifilide e la malaria.

Conosciuto anche come Pau d’Arco, termine portoghese che richiama l’uso dei suoi rami per realizzare degli archi da caccia, è stato chiamato in tanti modi diversi: taheebo, termine di origine boliviana utilizzato ancora oggi anche negli Stati Uniti; tajy che per i Guarani e i Tapi significa “avere forza e vigore”, ipe roxo, in riferimento alla spessa corteccia rossa. Anche sul nome scientifico esiste una varietà di appellativi: la pianta, infatti, è catalogata come Tabebuia impetiginosa o come Tabebuia avellanedae (sono sinomimi); per inciso, l’aggettivo “impetiginosa” rimanda all’uso della corteccia della pianta come rimedio tradizionale tra le popolazioni dell’America latina contro l’impetigine, un tipo di infezione batterica.

Il genere Tabebuia, appartenente alla famiglia delle Bignoniaceae, include moltissime altre specie simili al Lapacho che si differenziano per il colore dei fiori (di colore rosa nel lapacho), dalla caratteristica forma campanulata e che creano delle bellissime e prolungate fioriture bianche, gialle, rosse o arancioni. Per questo il Lapacho e i suoi cugini sono molto apprezzati anche dal punto di vista ornamentale; negli Stati Uniti è molto impiegato per realizzare alberature stradale e abbellire la vegetazione dei parchi urbani; diverse specie di Tabebuia sono impiegate anche per la produzione di legname da costruzione.

L’albero del Lapacho, utilizzato anche come pianta ornamentale

A scopi erboristico l’albero del lapacho è ancora oggi utilizzato per la realizzazione di una tisana dalle numerose proprietà salutari. Grattando e raccogliendo la parte interna della sua corteccia, che tende a ricrescere molto velocemente senza danni per la pianta, si ricavano dei sottili frammenti di colore marrone rosso con sfumature aranciate. Da queste leggerissime scaglie si ottiene per decozione l’omonima bevanda molto apprezzata sia per il gusto, ma soprattutto per le sue virtù terapeutiche. La corteccia del lapacho, infatti, contiene numerosi composti, tra cui di particolare rilevanza farmacologica sono il lapacholo e il beta-lapachone; non c’è ancora la certezza scientifica, ma alcuni studi hanno messo in evidenza l’azione antitumorale di tali composti.

Il lapacho è anche ricco di numerosi minerali essenziali come il calcio, il ferro, il rame, il potassio, il manganese, il magnesio e il selenio. Grazie a tutte le sostanze presenti nella corteccia, la tisana di Lapacho è consigliata per rafforzare le difese immunitarie dell’organismo, prevenire e contrastare raffreddori e influenza, ma anche candidosi e altre infezioni vaginali, cistiti e prostatiti. Da evitare, invece, nel caso di assunzione di farmaci anticoagulanti o di gravidanza e allattamento.

La corteccia di Lapacho

In commercio si trova sia in forma di leggerissime scaglie di corteccia (sia pure che aromatizzate), in polvere oppure in capsule; orientatevi su un Lapacho biologico, prodotto senza danneggiare l’ecosistema della foresta pluviale. Se amate le tisane, il lapacho è un’alternativa perfetta per la stagione invernale; è preferibile berlo lontano dai pasti, anche prima di andare a dormire, non contenendo caffeina a differenza del tè.

La preparazione tradizionale e più efficace dal punto di vista terapeutico è il decotto: fate bollire per circa 5 minuti un cucchiaio di corteccia in un 1 litro d’acqua; poi spegnete il fuoco e lasciate riposare 15-20 minuti in un pentolino coperto; filtrate e bevete. Il lapacho vi stupirà con il suo aroma vanigliato molto piacevole e il gusto morbido, non astringente.

Il decotto di Lapacho, da preparare con un cucchiaio di corteccia per litro di acqua
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