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Gli agrumi più strani protagonisti a Milano

di Camilla Micheletti 20 feb 2020 0

Le storie e le curiosità raccontate dalla rassegna AgruMI, sapori e saperi del Mediterraneo a Villa Necchi Campiglio.

Foto di Gabriele Basilico, 2019, (C) FAI - Fondo Ambiente Italiano

Mentre il CREA – Centro di ricerca olivocoltura, frutticoltura e agrumicoltura – svela la natura dell’acidità degli agrumi, di cui è responsabile il gene battezzato “Noemi”, a Milano va in scena una fiera dedicata alla storia e all’importanza di questi frutti per la nostra alimentazione.

Organizzata sabato 15 e domenica 16 febbraio a Villa Necchi Campiglio, AgruMI è un viaggio attraverso il lungo “albero genealogico” dei frutti simbolo del Mediterraneo. Una storia lunga 8 milioni di anni, che affonda le sue radici ai piedi dell’Himalaya, in Cina, India e Myanmar e che racconta l’origine degli agrumi, dai “primitivi” a oggi.

La vera storia del Genus Citrus è stato, infatti, il tema della tavola rotonda aperta a tutti e fulcro della manifestazione: si è scoperto così che il cedro, come noi lo conosciamo, è un “fossile vivente”, il padre preistorico dei limoni, sopravvissuto al trascorrere dei secoli, e che il pummelo è un frutto ancestrale, antichissimo antenato delle arance e dei mandarini.

AgruMI, Villa Necchi, Foto Luciano Monti 2019 (C) FAI - Fondo Ambiente Italiano

Molti dei frutti protagonisti della tavola rotonda si sono potuti incontrare in prima persona passeggiando tra gli stand della mostra mercato con oltre 30 espositori selezionati provenienti da tutta Italia. Dalle piante agli esemplari insoliti ai prodotti e manufatti d’eccellenza, tra cui mieli, mostarde e profumi. Ancora, prelibatezze a base di bergamotto e chinotto di Savona, presidio Slow Food dal 2004; foglie di agrumi per la preparazione di dolcetti tipici siciliani, ripieni di mandorle, noci, uva sultanina e miele; e poi, cosmetici a base di olio essenziale di pompìa, varietà tra le più rare al mondo, caratteristica della Sardegna, con proprietà antinfiammatorie, antibiotiche e antimicotiche.

Tra gli aspetti più interessanti della rassegna la straordinaria collezione di piante di agrumi raccolte dal vivaista Davide Chiaravalli in quasi vent’anni di attività.

Dalla Valle dei Templi, in particolare dagli agrumeti del Giardino della Kolymbetra, Bene del FAI, sono arrivati l’arancia Ingannaladri, così chiamata perché il suo aspetto simile all’arancia amara cela un gusto straordinario; l’arancia vaniglia, in una rara varietà sanguinea; l’arancia sanguinella, capostipite delle arance rosse; l’arancia brasiliana e il limone dolce, dall’inatteso sapore non aspro, per finire con il limone Cedrato, notevole per dimensioni e denominato nsalatuaru, cioè adatto a essere consumato in insalata.

AgruMI, Villa Necchi, Foto Gabriele Basilico, 2019, (C) FAI - Fondo Ambiente Italiano
Foto di Gabriele Basilico, 2019, (C) FAI - Fondo Ambiente Italiano
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