il BOTTIGLIERE Riflessioni

Un clima elettrico

di Fabio Rizzari 21 feb 2020 1

I campi elettromagnetici danneggiano il vino?

Con il tempo tutto muta, le certezze granitiche trascolorano in perplessità, i dogmi si sgretolano e quelle che apparivano evidenze ovvie vengono - con terminologia graviniana - revocate in forse.

In questo quadro magmatico in cui di immutabile rimane solo il fisco, sguazzano i seminatori di dubbi.

Nel vino si dubita di tutto. Ad esempio, sere fa l'amico di un amico, vero talebano della stappatura, dopo aver guardato con schifo la mia mini-cantinetta climatizzata domestica (che uso per tenere poche decine di bottiglie), ha commentato con compatimento: "poveri vini, brutalizzati dai campi elettromagnetici".

Ora, sapevo da anni che molti vignaioli considerano i suddetti campi dannosi in vinificazione. Mario Pojer scriveva tempo fa: "i serbatoi in acciaio formano dei moti convettivi, delle microcorrenti che tendono a ridurre il vino. Ho provato a scaricare queste correnti collegando i serbatoi a terra, ma ne ho intercettate altre provenienti da un vicino elettrodotto. Inoltre nell'acciaio si forma elettricità statica e questo provoca una notevole riduzione del vino, con profumi che non riescono ad esprimersi".

Ma non avrei immaginato che anche gli elettrodomestici fossero incriminabili. Ho proposto quindi un sano confronto tra bottiglie tenute in frigo-cantina e bottiglie gemelle tenute in una cantina talebanamente approvata.

Dopo una rapida consultazione la scelta è caduta su un Brunello di Montalcino Fattoi 2010. Ecco le relative note di assaggio (condotto alla cieca):

Brunello di Montalcino Fattoi 2010 - bottiglia elettrificata
Colore intenso, riflessi già tenuemente granata. Naso sulle prime reticente, arricciato, poi via via più chiaro e aperto. Sapore netto e compatto, frutto succoso, tannini sodi e di grande grip, grande progressione e finale sapido/fruttato/fresco in rapida e iridescente alternanza.

Brunello di Montalcino Fattoi 2010 - bottiglia "umana"
Colore intenso, riflessi già tenuemente granata. Naso sulle prime reticente, arricciato, poi via via più chiaro e aperto. Sapore netto e compatto, frutto succoso, tannini sodi e di grande grip, grande progressione e finale sapido/fruttato/fresco in rapida e iridescente alternanza.

Una differenza che salta agli occhi e al palato, non c'è che dire. Guardatevi dai campi elettromagnetici. Possibilmente degustate a lume di candela.


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* Campi obbligatori

motown
27 febbraio 2020 20:14 Ahahaha bellissimo! Questi talebani...