il BOTTIGLIERE Le parole del vino

Dizionario italiano/italiano dei termini desueti in degustazione

di Fabio Rizzari 20 nov 2019 0

Elementi di possibile recupero lessicale da alcune vecchie schede del grande Veronelli.

-La mia blanda attività sui social (più o meno tri-settimanale su Facebook e Instagram, occasionale su Twitter, assente su TikTok, Flickr e Tinder) ha conosciuto una fugace fiammata di condivisioni quando ho pubblicato tre foto di vecchie schede degustative. Si trattava di una rivista dei primi anni Settanta del secolo scorso con cui collaborava il grande Gino Veronelli.
Ambetre le schede erano dedicate a vini sommi e inarrivabili, veri totem del culto enoico planetario: Romanée-Conti, Château Lafite-Rothschild, Château d’Yquem. Ne riporto una:

La pubblicazione, che immaginavo interessasse un ristretto numero di pensionati, ha invece generato una discreta serie di commenti anche tra i “ggiovani”. Tutti erano centrati sugli aggettivi - e in generale sugli stilemi - usati all’epoca da Veronelli e oggi caduti in disuso.

La discussione sul lessico della degustazione è viva da molto tempo, sia in forma di fiume carsico, sia come ricorrente riemersione quando si tratta di polemizzare contro la sciatteria, la ripetitività e peggio il velleitarismo degli attuali (chiamiamoli generosamente) critici del vino.  

Stavolta ho potuto cogliere nei commentatori di Facebook una sfumatura sentimentale in più: una sorta di nostalgia degli aggettivi più teneramente polverosi. Aggettivi che suonano arcaici, remoti, quasi misteriosi: l’equivalente gergale dei macinacaffè a manovella, dei mangianastri, dei dischi in vinile.

Mi provo quindi a stilare una sorta di vocabolario italiano/italiano, basandomi sull’autorevole Dizionario Veronelli (curatore Alessandro Masnaghetti, 1992). Con alcune considerazioni personali – quindi eminentemente soggettive – sull’opportunità di ripulire questi termini dalla ruggine e riutilizzarli oggi. Eccoli, in ordine rigorosamente NON alfabetico:

Abboccato: indicava un vino abbastanza zuccherino, senza arrivare a essere definito dolce.
Portabilità attuale: medio/scarsa; si preferisce usare “zuccheri residui”, che suona più professionale.

Sulla vena: una via di mezzo tra abboccato e dolce.
Portabilità attuale: molto scarsa, facendo pensare i bevitori attuali più a un qualche problema medico che a un vino.

Serbevole: facile da bere, immediatamente gustoso. Quindi non duro né austero.
Portabilità attuale: buona, per me si può recuperare con successo. Il suono arcaico lo rende adatto al vinoverismo ufficiale,  al biodinamicismo greco-ortodosso, più in generale all’ampia categoria della “contadinità”.

Acre: “di un vino sgradevole per eccesso di acidità e di tannini”. Portabilità attuale: ottima. Si confronti “serbevole”.

Amabile: “di un vino in cui si distingue il gusto dolce”.  
Portabilità attuale: modesta.

Stoffa: “qualità dei grandi che alla degustazione riempiono la bocca e sembra acquistino una nuova dimensione e volume”.
Portabilità attuale: eccellente, anche perché sostanzialmente vergine come aggettivo, dopo decenni di oblio.   
Butirrico: gusto di burro rancido dovuto ad alterazioni batteriche.
Portabilità attuale: molto scarsa.

Carezzevole: di vino “morbido e vellutato”.
Portabilità attuale: scarsa.

Saldo: stava all’incirca per forte, potente, quindi alcolico e/o molto estrattivo.
Portabilità attuale: modesta.

Nerbo: “qualità dei grandi che alla degustazione rivelano non solo il corpo ma le forze dinemiche che lo sostengono e gli danno carattere”.
Portabilità attuale:  molto buona, soprattutto tenendo conto della bella definizione veronellian/masnaghettiana.

Nervoso: non è, come sembrerebbe sulle prime, un aggettivo critico. Il dizionario recita: “di un vino che dà, in bocca, una piacevole sensazione tattile, in cui la morbidezza è arricchita da brio e vivacità”.
Portabilità attuale: alta.

Genuino: “di un vino prodotto con procedimenti leciti”
Portabilità attuale: molto alta (cfr serbevole)

Costituito: “di un vino in cui si sottolinea particolare saldezza”.
Portabilità attuale: nulla.  

Enantico: “relativo all’aroma caratteristico del vino”.
Portabilità attuale: nulla.

Disclaimer: il fotomotaggio dell'immagine di apertura è stato realizzato con il pieno consenso del Masna. Non necessita di prelavaggio. Evitare il contatto prolungato con gli occhi. Infiammabile. 


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