il BOTTIGLIERE Degustazioni

Castagno, Gravina, Rizzari e il sistema deduttivo in degustazione

di Fabio Rizzari 14 feb 2020 0

Una classica tavolata tra amici, con tanto di sessione di assaggio a bottiglie coperte.

Oggi è San Valentino, il patrono di tutti gli enofili che si prendono il debito tempo tra un assaggio e l’altro durante le degustazioni comparate.
È il giorno dedicato agli innamorati del vino, che si scambiano doni (cavatappi decorati, improbabili termometri, Coravin per i più facoltosi) e si dedicano versi tradizionali come:

Amare vuol dire non dover mai chiedere “il produttore usa lieviti selezionati?”

Per festeggiarlo, e per festeggiare il mio prossimo compleanno, abbiamo organizzato una consueta tavolata alterata al Ristorante Mamma Angelina in Roma, insieme ad Armando Castagno e a Giampaolo Gravina. Per l’occasione si è svolta l’altrettanto tradizionale sagra della stappatura anonima delle bottiglie, con tanto di esercizio deduttivo su nazioni, zone, sottozone, annate, cru, produttore, lotto di produzione, numero progressivo di imbottigliamento.

Una tecnica nella quale Armando e Giampaolo eccellono (si può dire eccellono? diciamo nella quale Armando e Giampaolo sono eccellenti), mentre io in media arranco. Di seguito una trascrizione a memoria degli esiti dell’indagine a bottiglia coperta del bianco (portato da Armando) e del rosso (portato da me medesimo).
Nota bene: alcune cadute di stile volgari nei miei commenti, delle quali mi scuso, sono dovute al tasso alcolico. 

Prima bottiglia. Il bianco

Armando (stappandola con il cavatappi a due lame, a segnalare un’età già venerabile del flacone): bottiglia molto a rischio… vediamo…

Fabio

Giampaolo

A (versando un liquido color giallo ambrato) sì, direi che ci siamo, il vino c’è ancora

F sembra abbastanza evoluto però

A tieni conto che è un macerativo

G ecco, allora il colore non segnala ossidazione

A propoli, miele

F cera d’api, molto. Certo (mettendo le mani avanti) con i macerativi diventa difficile individuare la provenienza... friulano?

A no

G mi sembra qualcosa di più centrale

A bravo, siamo in Toscana

F Colli di Luni? o più a nord?

A (divertito) se fosse più a nord dei Colli di Luni non sarebbe più Toscana

F giusto, sono rinco

G mi pare che abbia almeno una quindicina d’anni

A esatto, e anche di più: è del 2002

(sono seguiti altri commenti ad libitum)

A è un Ariento Massa Vecchia. Ha retto sorprendentemente bene, no?

Seconda bottiglia. Il rosso

F uhm… il tappo non è granché… viene via come burro

G colore molto intenso, ma comunque mi sembra che siamo in Borgogna

F esatto, bravo

A direi Grand Cru, fine anni Novanta

F c̶a̶z̶z̶o̶ cavolo, béccato e affondato

G 1999?

F giusto

A siamo a Gevrey o a Morey?

F (dopo un’esitazione dovuta alla memoria in pappa) a Morey

A allora è un Clos de la Roche

F esattissimo

G dal colore e dalla grande finezza dei tannini potrebbe essere addirittura un vino di Madame (sott.: Leroy)

F vero, potrebbe. Ma non è

A uhm, ci sono almeno 17 produttori che fanno Clos de la Roche…
Ponsot?

F no

A allora direi Lignier

F ma porc… béccato anche questo

G al naso non ha grande espansione aromatica, è incredibilmente ancora giovane. Ma ha un palato magnifico

F che altro aggiungere?


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