IN COLLABORAZIONE CON ASSOBIRRA

Un pasto veloce, economico e leggero: i luoghi comuni da sfatare

di Marco Bolasco 12 dic 2014 0

Oltre i pregiudizi il racconto del perché una pizza ben lievitata e una birra servita in maniera corretta fanno bene, non gonfiano e non ingrassano.

Pur essendo una delle formule più apprezzate da donne e sportivi pizza e birra, nella loro classica associazione, rimandano talvolta al concetto di gonfiore o di cibo "ingrassante". Ora, se siete degli appassionati di pizza al gorgonzola rinforzata da salame piccante e in formato gigante, in abbinamento al classico boccale bavarese da litro, beh...qualche dubbio sull'eccesso è lecito.

Viceversa genuinità e semplicità di due prodotti a base di ingredienti naturali sono garanzia del contrario, quando scelti con oculatezza, come nel caso della pizza margherita abbinata a una birra media, ovvero quella che scelgono la maggioranza degli italiani. «L’idea che una pizza accompagnata da una bella birra fresca sia un pasto ipercalorico va sfatata», commenta per Assobirra Nicola Sorrentino, medico specialista in scienza dell’alimentazione

«La birra è una bevanda naturale priva di grassi e povera di sodio e, con il suo basso tenore alcolico – tra i 3° e i 5° per la più consumata, quella chiara - e il 93,5 % di acqua, è adatta perfino a chi è attento alla forma fisica. Basta non berne grosse quantità e consumarla a pasto o a ridosso del pasto. In media, un bicchiere da tavola da 200 ml di birra non supera le 68 kcal, le stesse di un’analoga quantità di succo di arancia, meno di un calice da 125 ml di vino. Lo stesso vale per la pizza. Se scelta tra le più diffuse, come la Marinara, la Margherita o la Napoletana, e consumata in formato standard (spessore centrale di 0,3 cm, diametro di 35 cm, cornicione di 1-2 cm), apporta in genere tra le 400 e le 800 calorie. Meno, per capirci, di un piatto di tagliatelle al ragù (800 kcal) o di un’insalatona tipo niçoise con un panino (900 kcal). Anzi, una Marinara “modificata” con le acciughe non supera le 500 kcal (meno delle 600 kcal di un altro false friend come l’insalata di riso) ed è un piatto gustoso, sano e completo da un punto di vista nutrizionale.» 


Per quanto riguarda la pizza Pino Arletto, maestro pizzaiolo, suggerisce cinque regole fondamentali«1) la lievitazione deve essere lunga almeno 24 ore, in questo modo otterremo una pizza buona e digeribile. 2) quando prepariamo una pizza o la ordiniamo in pizzeria, bisogna verificare che la farina abbia un indice di qualità medio alto (w280), ovvero un ricco contenuto proteico, che darà all’impasto una maglia glutinica forte e, quindi, più elasticità. 3) Condimento equilibrato. 4) La pizza deve essere fragrante e al tempo stesso croccante: per questo è fondamentale la mano del pizzaiolo per una spianatura dolce e in punta di dita.»


La birra, infine, perché non siamo sempre abituati a servirla in modo corretto. E la sensazione di gonfiore ha origine proprio da questo: il suo 
perlage risulta più fine e compatto quando la birra viene spillata al meglio e alla giusta temperatura. In realtà, se versata correttamente, con una schiuma ben compatta e alta più o meno due dita, c’è meno anidride carbonica, e con la giusta quantità di bollicine la birra è più buona e meno gassata. La schiuma inoltre è il filtro naturale della birra, attraverso cui vengono dosati, con eleganza e gradualità, gli aromi del luppolo e del malto, per esaltarne il caratteristico gusto amaro. 

Insomma: piccole regole da seguire per grandi soddisfazioni.

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