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Un calzone e un "caprone", grazie.

di Gabriele Rosso 02 gen 2015 0

I perché di un abbinamento: una pizza riccamente farcita e la Bock, una birra di tradizione tedesca dalla divertente traduzione letterale.

È vero: se di questi tempi parliamo di calze, calzette e calzoni è soprattutto per merito della Befana. Tuttavia c'è una calza che non ci stanchiamo di riempire – o meglio farcire – durante tutto il corso dell'anno. È il calzone, ovviamente, una delle pizze tradizionali più diffuse. Talmente tradizionale che già nel lontano 1866, descrivendo le principali ricette allora in circolazione, Francesco de Bourcard in Usi e costumi di Napoli lo nominò insieme alla marinara e alla margherita. Insomma, un bel riconoscimento. 

• Il calzone napoletano e i suoi fratelli

Oggi il calzone conosce numerose varianti. L'originale, manco a dirlo, è quello napoletano, con un ripieno di ricotta, fiordilatte (o provola) e salame Napoli. Spesso, soprattutto in altre parti d'Italia, vengono utilizzati altri ingredienti, dal prosciutto ai funghi, dai pomodorini all'uovo, per citarne soltanto alcuni. Tutti i calzoni, tuttavia, hanno due punti in comune: la tecnica di chiusura della pasta a mezzaluna, e la ricchezza del ripieno. Insomma: all'interno non ci si accontenta di ingredienti standard, ma si preferisce calcare la mano con sapori decisi. 

• La birra in abbinamento? Una Bock chiara

Proprio per questo motivo in abbinamento al calzone dovremo scegliere una birra versatile, in grado di adattarsi a farciture diverse, e con un corpo tale da poter sostenere una certa ricchezza gustativa. Un identikit che ci porta dritti dritti tra le braccia di una Bock chiara, una birra di buona gradazione alcolica che appartiene alla grande famiglia delle lager, che significa bassa fermentazione e tradizione brassicola tedesca. Anticamente le Bock venivano prodotte in occasioni speciali come la Pasqua e il Natale: il lungo digiuno della Quaresima, ad esempio, richiedeva birre più ricche e “nutritive”, e una Bock, che dopo la fermentazione viene fatta riposare a bassa temperatura per alcuni mesi in modo da sviluppare caratteristiche peculiari per sapore, corpo e grado alcolico, rispondeva perfettamente a tale esigenza.


Un Bock classica avrà sentori giocati sulle note dolci dei malti, a volte tostate e caramellate, con poche concessioni alle sensazioni fruttate. In bocca si percepirà, oltre a una buona gradazione alcolica, che può andare dai 5.5° ai 7.5°, anche una leggera vena amara, che potrà avere effetto sgrassante su alcuni ingredienti del nostro calzone.

E se sull'etichetta della birra che ci verrà servita (se avremo optato per una bottiglia) vedremo campeggiare un caprone non spaventiamoci: in tedesco ein bock significa “un caprone”, ed è proprio per questo motivo che moltissimi produttori tedeschi hanno scelto di utilizzarlo come simbolo sulle loro birre.


Photo Credits: thefreetimes, wikimedia commons

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