Pasta con il pesto trapanese

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di
Pasta e Gnocchi Sicilia Estate
Pasta con il pesto trapanese Foto di Paolo della Corte - Foodrepublic
DIFFICOLTÀ: Media
PREPARAZIONE: MIN
COTTURA: MIN
PER 4 PERSONE

INGREDIENTI

400 g di fusilli lunghi
300 g di pomodori ben maturi
50 g di mandorle
20 foglie di basilico
2 spicchi d’aglio
3-4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
sale grosso

PREPARAZIONE DELLA RICETTA

Tuffo i pomodori per pochi secondi in acqua in ebollizione poi li passo nell’acqua fredda, li spello, li privo dei semi e li spezzetto. Verso le mandorle in un pentolino con l’acqua in ebollizione e dopo un paio di minuti le tiro su e le spello premendole fra il pollice e l’indice. Lavo e asciugo le foglie di basilico. Elimino il germoglio interno degli spicchi d’aglio.

Metto nel mortaio le mandorle e le pesto, schiacciando bene fino ad avere una poltiglia granulosa. La tolgo dal mortaio e la lascio in attesa.

Metto nel mortaio l’aglio e lo pesto fino a ridurlo in crema quindi unisco il basilico e un bel pizzico di sale grosso e continuo a pestare fino a che tutto è ben omogeneo, aggiungendo ogni tanto un goccio d’olio. A questo punto metto nel mortaio i pomodori che schiaccio delicatamente e, mescolando, unisco l’olio rimasto e le mandorle pestate.

Quando il pesto è pronto lo lascio riposare per un’oretta. Cuocio la pasta, la scolo al dente e la verso in una ciotola riscaldata. La condisco con il pesto e mescolo bene. Personalmente evito il formaggio ma ci sta bene una spolverata di pecorino da aggiungere anche al pesto insieme ai pomodori.

È ovvio che con frullatore o minipimer il lavoro è molto più facile e rapido ma, pestata nel mortaio, la salsa sviluppa un profumo irresistibile specie se preparata in piena estate.

Il vino giusto da abbinare

Pasta - Condimenti intensi

Le migliori paste sono piene di sapore anche se semplicemente bollite con un po’ di sale e mangiate calde (un tempo a Napoli giravano dei banchetti ambulanti che vendevano cartocci di pasta scondita, tanto era gustosa la materia prima), ma nonostante questo a guidare la scelta del vino adatto sono senza dubbio il tipo di condimento e la sua intensità. Per “reggere” sughi di grande struttura e pienezza, a base di carni rosse o addirittura interiora, il vino deve essere per forza di cose a sua volta strutturato, alcolico, intenso: si andrà quindi su rosati o anche su rossi giovani, pieni, di media tannicità, quali un Cabernet del Trentino, un Cerasuolo di Vittoria, un Refosco friulano. Vanno molto bene anche vini mossi e di bella acidità, come un bel Lambrusco o un Gragnano.

VINI: Cabernet del Trentino, Cerasuolo di Vittoria, Refosco dal Peduncolo Rosso

(L'indicazione dei vini in abbinamento è per forza di cose generica e privilegia tipologie di facile reperibilità in tutta Italia. Ciò non toglie che per molte ricette tipiche la scelta di vini della stessa regione sia non solo possibile ma addirittura molto raccomandabile.)

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