Frittelle di riso fiorentine

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di
Dolci; Riso, Orzo e Polenta Toscana
Frittelle di riso fiorentine Foto di Paolo della Corte - Foodrepublic
DIFFICOLTÀ: Media
PREPARAZIONE: MIN
COTTURA: MIN
PER 6 PERSONE

INGREDIENTI

200 g di riso Originario
800 ml di latte
un uovo intero
un tuorlo
80 g di farina 00
un cucchiaino da caffè colmo di lievito in polvere
30 g di burro
30 g di zucchero
un cucchiaio di Rum
la scorza di un limone non trattato
sale
Per friggere
olio di arachide
Per le frittelle
zucchero semolato

PREPARAZIONE DELLA RICETTA

Raccolgo il latte in una casseruola con la scorza grattugiata di limone e ½ cucchiaino di sale e metto la casseruola sul fuoco con la reticella rompifiamma. Appena inizia l’ebollizione, unisco il riso e lo faccio cuocere dolcemente per poco meno di mezz’ora, fino a quando avrà assorbito completamente il liquido.

Ritiro la casseruola dal fuoco e unisco il burro a pezzetti e lo zucchero e mescolo bene. Lascio raffreddare completamente, poi verso il composto in una ciotola, la copro con la pellicola e la passo in frigorifero per qualche ora (o per tutta la notte). Trascorso questo tempo, lavoro un po’ il riso con il cucchiaio di legno per ammorbidirlo, poi unisco il Rum e, continuando a mescolare, la farina setacciata con il lievito, l’uovo e il tuorlo. Amalgamo bene e lascio riposare ancora per un’oretta.

Metto sul fuoco la padella con olio abbondante (almeno due dita) e, quando è caldo (170°), calo il composto a cucchiaiate (cucchiaino da tè). Le faccio cuocere per pochi minuti e le scolo quando sono belle gonfie color oro scuro e le passo su un doppio foglio di carta da cucina.

Quando sono tutte pronte, le rotolo nello zucchero semolato e le sistemo nel piatto da portata. Le servo tiepide o fredde ma comunque in giornata.

Per saperne di più

Fai così
L’amido rilasciato dal riso più la poca farina e il riposo sono elementi sufficienti a tenere insieme il riso ma, prima di calare tutte le fritelle in padella, conviene comunque provarne una. Se una volta in padella diventa piatta e non rotonda, basta aggiungere al composto un’altra cucchiaiata di farina setacciata.

Il vino giusto da abbinare

Fritture

La maggiore untuosità della frittura suggerisce di scegliere vini dalla corrente di freschezza acida più pronunciata, così da poter ripulire la bocca preparandola al boccone successivo: Blanc de Morgex et de La Salle, Sylvaner, Müller Thurgau, e tutti i bianchi snelli e rinfrescanti funzionano bene con il fritto cosiddetto di mare e anche con quello - più leggero - di verdure. Vanno invece evitati i vini – bianchi e rossi – dal gusto boisé troppo in evidenza: le note dolci, speziate o anche tostate confliggerebbero infatti con il piatto, generando un sapore metallico poco piacevole. Molto riuscito, in particolare con le fritture di carne (anche macinata: polpette) e di formaggi (mozzarella) l’accostamento con rossi frizzanti quali una Bonarda, un Lettere, un Reggiano: la sensibile freschezza acida, unita al potere sgrassante dell’anidride carbonica, controbilanciano adeguatamente la grassezza delle diverse preparazioni. Quanto alle fritture dolci (frittelle, cenci, krapfen, castagnole, eccetera), pure nella diversità di ingredienti, possono essere genericamente ma efficacemente accompagnate da vini dolci di buona o meglio marcata acidità: i Moscato d’Asti più freschi, dei Riesling Beerenauslese.

VINI: Blanc de Morgex et de La Salle, Bonarda Vivace, Lettere, Moscato d’Asti, Müller Thurgau, Reggiano, Sylvaner

(L'indicazione dei vini in abbinamento è per forza di cose generica e privilegia tipologie di facile reperibilità in tutta Italia. Ciò non toglie che per molte ricette tipiche la scelta di vini della stessa regione sia non solo possibile ma addirittura molto raccomandabile.)

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