Crescentina modenese

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di
Pane, pizze, focacce e torte salate Emilia-Romagna Qualsiasi Stagione
Crescentina modenese Foto di Gigi Padovani
DIFFICOLTÀ: Media
PREPARAZIONE: MIN
COTTURA: MIN

INGREDIENTI

Farina 0 g 500
Acqua ml 230/250
Lievito di birra g 15
Strutto g 40
Sale g 8

PREPARAZIONE DELLA RICETTA

Fate intiepidire l’acqua, versatela in un bicchiere e stemperatevi il lievito.

Su un piano di lavoro setacciate la farina a fontana, al centro create un alveo e introducete il lievito sciolto e lo strutto. Con la punta delle dita intridete la farina, salate e iniziate a impastare con buona lena per 10’-15’, sbattendo l’impasto sulla spianatoia per renderlo elastico.

Formate una palla e avvolgetela in un tovagliolo inumidito: lasciatela lievitare per almeno 2 h in un luogo privo di correnti d’aria, finché raddoppi di volume.

Lavorate con le mani ancora un po’ l’impasto per sgonfiarlo e poi fatelo riposare per 10’. Quindi dividetelo in 8-10 palline: con il matterello, su un piano infarinato, stendetele, una per volta, trasformandole in dischi di 10 cm di diametro e 0,5 cm di spessore. Ponete le crescentine nell’apposita tigelliera elettrica o in una padella antiaderente e cuocetele a 200 °C per 3’-5’ rigirandole spesso.

Ancora calde, tagliate le crescentine a metà.

L'autrice di questa ricetta ci consiglia la classica farcitura con il “pesto”: un battuto di lardo, aromatizzato con aglio e rosmarino tritati, e una manciata di Parmigiano Reggiano grattugiato.

Per saperne di più

In origine questa specie di piadina un po’ più spessa e di minor diametro si cuoceva accanto al camino con le tigelle, dischi di terracotta da sistemare su apposite rastrelliere dopo averli scaldati sulla brace. Qualcuno l’ha battezzata “tigella”, ma a Modena, dove oggi è diffusa, si chiama più correttamente crescentina, in riferimento alla sua lievitazione. Silvana Migliori di La Chersenta ci ha dato la sua ricetta, che viene da Pavullo, sull’Appennino Tosco-Emiliano. La signora sostiene che il segreto della sua crescentina sia l’acqua che usa per l’impasto: è della sorgente sul Monte Cimone.

COMMENTI (8) AGGIUNGI UN COMMENTO



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Piero Lonardo
4 agosto 2014 13:17 MA QUELLA NON E' UNA CRESCENTINA: E' UNA TIGELLA !!!!!! E A MODENA LA CRESCENTINA SI CHIAMA "GNOCCO FRITTO"!!! Dai ma chi è il "critico" gastronomico ???? Ah ah ah
robby
4 agosto 2014 14:04 gnurant..... la tigella è quella che si usa x cuocere le crescentine. è di pietra.............e al gnoc fret .....è tutt' altra cosa. ma che modenese sei? d' altra parte uno che si chiama pielo lonardo an pol menga eser mudnes. va mo là................
Ivan
4 agosto 2014 14:44 ha ovviamente ragione robby!!! lo gnocco fritto (nel piacentino chiamato anche torta fritta) e' fritto (lo dice il nome stesso!), tagliato di solito a forma rettangolare, sottilissimo, e buttato nell'olio bollente dove si gonfia e cuoce. mentre quella descritta sopra e' la classica crescentina (chiamata erroneamente nel resto d'italia tigella)
Diego
4 agosto 2014 19:12 Dev'essere lo stesso che spacciava un salame per mortadella di Prato DOP
marco
18 agosto 2014 12:27 la crescenta fritta e bolognese ....ed è simile al gnocco fritto nostro è solo più spessa
marco
18 agosto 2014 12:31 e vogliono accompagnate da un buon lambrusco fresco....possibilmente di castelvetro
Iko
18 agosto 2014 23:14 Il test della "crescentina" la vera provenienza di un modenese è un po' come quello della "cadrega" x smascherare un finto milanese ;-)
Iko
18 agosto 2014 23:16 ...intendevo scrivere: il test della "crescentina" per verificare la vera provenienza di un modenese è un po' come quello della "cadrega" x smascherare un finto milanese ;-)