Bignè di gamberi con salsa agrodolce

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Bignè di gamberi con salsa agrodolce
Foto di Paolo della Corte - Foodrepublic
DIFFICOLTÀ: Media
PREPARAZIONE: MIN
COTTURA: MIN
PER 4 PERSONE

INGREDIENTI

32 gamberi di media grandezza
150 g di farina 00
50 g di maizena
1/2 bustina di lievito per torte salate
un uovo
un cucchiaio d’olio di arachide
Per friggere
olio di arachide
Per la salsa
mezzo bicchiere di brodo di pollo
4 cucchiai di aceto di riso  oppure  4 cucchiai di aceto di mele
3 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di salsa di soia
un cucchiaio di ketchup
mezzo cucchiaio di maizena

PREPARAZIONE DELLA RICETTA

Setaccio la farina, la maizena e il lievito in una ciotola, unisco l’olio e l’uovo intero e, mescolando con una frusta, aggiungo circa 150 ml di acqua fredda per ottenere una pastella liscia e densa, in modo che i gamberi siano rivestiti di uno strato spesso.

Dopo averli sciacquati rapidamente, sguscio i gamberi lasciando attaccata la parte terminale della coda. Con un coltellino, incido leggermente il dorso ed elimino il budellino scuro. Una volta pronti, tampono i gamberi con la carta da cucina.

Metto sul fuoco la padella piena a metà di olio e infarino leggermente i gamberi, scuotendoli per far cadere l’eccesso. Quando l’olio è caldo (170°) li passo nella pastella tenendoli fra due dita per la codina, in modo che questa rimanga pulita, e li calo nell’olio, non più di sette-otto alla volta. Li servo caldi, accompagnandoli con la salsa agrodolce.

Salsa agrodolce

Per la salsa raccolgo mezzo bicchiere di brodo di pollo sgrassato, 4 cucchiai di aceto di riso, o di mele, 3 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di salsa di soia e uno di ketchup in un pentolino, mescolo bene e porto a ebollizione lasciando sobbollire per un minuto. Ritiro dal fuoco e unisco mezzo cucchiaio di maizena diluita in 3 cucchiai di acqua fredda.

Amalgamo bene il tutto e rimetto sul fuoco con la fiamma al minimo, mescolando continuamente fino a che la salsa si addensa. Chiusa in un barattolo, si conserva bene in frigo per diversi giorni.

Il vino giusto da abbinare

Fritture

La maggiore untuosità della frittura suggerisce di scegliere vini dalla corrente di freschezza acida più pronunciata, così da poter ripulire la bocca preparandola al boccone successivo: Blanc de Morgex et de La Salle, Sylvaner, Müller Thurgau, e tutti i bianchi snelli e rinfrescanti funzionano bene con il fritto cosiddetto di mare e anche con quello - più leggero - di verdure. Vanno invece evitati i vini – bianchi e rossi – dal gusto boisé troppo in evidenza: le note dolci, speziate o anche tostate confliggerebbero infatti con il piatto, generando un sapore metallico poco piacevole. Molto riuscito, in particolare con le fritture di carne (anche macinata: polpette) e di formaggi (mozzarella) l’accostamento con rossi frizzanti quali una Bonarda, un Lettere, un Reggiano: la sensibile freschezza acida, unita al potere sgrassante dell’anidride carbonica, controbilanciano adeguatamente la grassezza delle diverse preparazioni. Quanto alle fritture dolci (frittelle, cenci, krapfen, castagnole, eccetera), pure nella diversità di ingredienti, possono essere genericamente ma efficacemente accompagnate da vini dolci di buona o meglio marcata acidità: i Moscato d’Asti più freschi, dei Riesling Beerenauslese.

VINI: Blanc de Morgex et de La Salle, Bonarda Vivace, Lettere, Moscato d’Asti, Müller Thurgau, Reggiano, Sylvaner

(L'indicazione dei vini in abbinamento è per forza di cose generica e privilegia tipologie di facile reperibilità in tutta Italia. Ciò non toglie che per molte ricette tipiche la scelta di vini della stessa regione sia non solo possibile ma addirittura molto raccomandabile.)

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