Baccalà alla livornese

Inserimento della valutazione...
di
Pesce Toscana
Baccalà alla livornese Foto di Lorenzo Borri
DIFFICOLTÀ: Facile
PREPARAZIONE: MIN
COTTURA: MIN
PER 4 PERSONE

INGREDIENTI

Baccalà già ammollato: g 800
Pomodori pelati: g 400
3 spicchi d’aglio
1 cipolla  oppure  1 porro
Prezzemolo
Rosmarino
Farina
Olio d’oliva
Sale
Pepe

PREPARAZIONE DELLA RICETTA

Eliminate con cura tutte le lische, quindi tagliate il baccalà con la pelle a pezzi di circa 5 x 7 cm.

Infarinateli e friggeteli in una padella con poco olio al quale avrete aggiunto 1 spicchio d’aglio e 1 rametto di rosmarino. Scolate il baccalà e tenetelo su della carta da cucina.

In una teglia fate rosolare, in 5 cucchiai d’olio, l’aglio tritato e la cipolla tagliata a fettine sottili; appena la cipolla appassisce unite i pomodori, salate, pepate e fate cuocere per circa 20 minuti.

Infine mettete nella salsa i pezzi di baccalà e cuocete ancora per 5 minuti. Spolverate con prezzemolo tritato e servite dopo qualche minuto; anzi, riscaldato è ancora più buono.

Per saperne di più

Questa ricetta è chiamata, nei libri di cucina, sia alla livornese che alla fiorentina e talvolta anche alla pisana. In effetti si tratta più o meno della stessa preparazione: le principali varianti consistono nel non usare la cipolla e nel togliere la pelle al baccalà. Esiste anche un procedimento di cottura diverso: si infarinano i pezzi di baccalà, si friggono in una teglia, poi, nello stesso recipiente sono messi i pomodori, cosparsi con un trito di aglio e prezzemolo, sale e pepe. Il tutto viene passato in forno caldo per circa mezz’ora.

Il vino giusto da abbinare

Pesce - Zuppe e Guazzetti

Come regoletta generale, più la base della zuppa contiene elementi grassi (ad esempio, delle fette di pane fritto), più è importante avere vini di buona acidità e alcolicità: Soave, Verdicchio, Grechetto dell’Umbria. Se la materia prima è costituita da pesci di grande sapore e untuosità, quali il tonno, il pescespada e il baccalà o lo stoccafisso, tornano di nuovo benissimo i rosati e anche i rossi giovani e poco concentrati, come un Chianti d’annata. Una ricetta robusta e intensissima quale il cacciucco sfida il classico luogo comune per il quale “sul pesce va il bianco”: un rosato o anche un rosso giovane, poco tannico, sgrassano il palato e preparano al boccone successivo. Un rosato poco alcolico è la scelta giusta anche su altre zuppe nelle quali entri come ingrediente il pomodoro. Con brodi e salse leggeri, poco grassi, con verdure, si passa invece a bianchi altrettanto leggeri, freschi e non alcolici.  

VINI: Grechetto dell’Umbria, Pigato, Verdicchio dei Castelli di Jesi

(L'indicazione dei vini in abbinamento è per forza di cose generica e privilegia tipologie di facile reperibilità in tutta Italia. Ciò non toglie che per molte ricette tipiche la scelta di vini della stessa regione sia non solo possibile ma addirittura molto raccomandabile.)

COMMENTI (0) AGGIUNGI UN COMMENTO



* Campi obbligatori

Non ci sono commenti