Dietro i libri

Viaggio nel mondo speziato

di Redazione 02 mar 2017 0

Da ingredienti esotici a prodotti utilizzati abitualmente nelle nostre cucine. Il mondo delle spezie ha radici di grande fascino, come racconta June Bellamy nel suo libro.

Pubblichiamo in anteprima l'introduzione del libro L'anima delle spezie di June Bellamy, in libreria a partire dal 22 marzo.

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Quando si narrano avvenimenti lontani nel tempo, i racconti sono spesso fantasiosi e ampliati dall’immaginazione della mente umana. Nella storia delle spezie, però, la verità va ben oltre e sorpassa la fantasia più accesa. Preziose e ambite non solo per la loro provenienza da terre lontane e misteriose, passando attraverso deserti, montagne e oceani per arrivare in Europa, ma anche per la loro sacralità, cantata nelle leggende antiche, le spezie assumono attributi esoterici.

Attraverso i millenni, le più grandi religioni e culture hanno sempre in qualche modo fatto uso di spezie, come risulta dai suggestivi racconti sulla loro creazione che affiorano dalla mitologia. In India, prima della nascita della scrittura, la conoscenza, racchiusa in strofe e inni, si tramandava per via orale. Già allora era stata elaborata la concezione filosofica per cui nel grande disegno dell’Universo tutti gli elementi dell’esistenza facevano capo a un’unica sostanza primordiale. Questo sapere per millenni è stato alla base della vita, e dunque anche del cibo e delle spezie.

Esiste però un altro potere delle spezie: il loro profumo, essenziale da sempre per la creazione dei balsami adoperati in riti religiosi. Profumi e oli essenziali estratti dalle spezie si bruciavano o ungevano gli oggetti sacri. Mentre alcune spezie erano conosciute e adoperate per le loro funzioni esoteriche, altre erano considerate afrodisiache e i loro oli essenziali erano usati per creare la base di profumi esotici destinati a uomini illustri. Da studi storici e antropologici risulta che questi uomini avvolgevano ciò che era ritenuto sacro e importante, ma anche se stessi, in speciali ed esclusivi profumi. Nel mondo antico esisteva un legame conclamato, intrigante ed esoterico tra potere e profumo. Secondo alcune scuole di pensiero, l’inizio di questo connubio si trova dapprima nelle leggende su Alessandro Magno e raggiunge il culmine con il racconto dei tre Magi che portano oro, incenso e mirra al Bambino Gesù, come riconoscimento del suo ruolo di Re dei Giudei.

Bacche e spezie preziose crescevano in zone particolarmente lontane dall’Europa, in piccole isole tropicali del Sudest asiatico: la loro fragranza nasceva da un insieme di luce, calore e umidità. Si dovranno aspettare molti secoli prima di avere una vera documentazione di come le spezie siano approdate in Occidente. Sembra che la prima sia di Plinio, il quale descrive con ammirazione come la cannella arrivasse in Africa dall’Indonesia e la cassia dalla Cina:

“Trasportate oltre i grandi mari, su zattere senza timone da uomini coraggiosi che salpavano nel mezzo dell’inverno quando i venti da est soffiavano più fortemente…”.

Molto prima della scoperta dei mercati verso l’Occidente, però, esisteva già il commercio di spezie fra i Paesi orientali. La cassia o la scorza di cinnamomo, per esempio, venivano imbarcate in Cina per raggiungere l’Indonesia, dove venivano scambiate con i chiodi di garofano. Nelle corti imperiali cinesi questi ultimi erano infatti considerati indispensabili.

Le isole del Sudest asiatico hanno avuto una storia sociale e culinaria tanto antica e varia quanto la storia dei grandi imperi. Per i mercanti potenti quelle acque erano un crocevia d’obbligo: i maestosi brigantini da carico e le splendide giunche dei vari ambasciatori ed emissari hanno per millenni solcato le acque che portano dal Sol Levante fino al Medio Oriente, attraverso l’India, navigando lungo la costa meravigliosa del Malabar, la “Terra del pepe”. 

Anche i mercanti di spezie indiani e arabi, con i loro veloci velieri, approdarono nei porti di quelle isole, diffondendo le usanze e le tradizioni di queste grandi culture in tutto il Sudest asiatico. La descrizione di un esploratore gallese, Alfred Russel Wallace, autore del libro L’arcipelago malese, ci fa capire quanto potesse apparire meraviglioso l’Oriente agli occhi di un occidentale:

“[…] l’eterno verde smeraldo delle sue foreste, i colori brillanti dei fiori e della frutta tropicale – ma soprattutto i suoi profumi e le sue fragranze. Fragranze di intere isole coperte dagli alberi di chiodi di garofano, cannella, noce moscata e baccelli di vaniglia. In quel caldo umido tutto è intenso, tutto è vitale. I grandi scrosci d’acqua delle piogge torrenziali – che danno vita a fiumi, risaie e laghetti ricchi di ogni tipo di pesce e creature anfibie – donano alla sua gente una vita di abbondanza.”

June Bellamy
L'anima delle spezie
Giunti Editore
Firenze 2017
pp. 192
prezzo di copertina: 22€

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