Dietro i libri

Archetipi e vino: dimmi chi sei e ti dirò cosa beve il tuo palato

di Filippo Bartolotta 26 giu 2018 0

Filippo Bartolotta, autore di “Di che vino sei?”, racconta la genesi del suo libro basato sulla teoria degli archetipi di Jung.

Dopo quasi vent’anni di saggi, assaggi e docenze sul vino ho sentito la chiamata a una responsabilità nella comunicazione. Non più e non solo assaggi e recensioni, ma anche e soprattutto la condivisione e la partecipazione con esperti e aspiranti tali o anche solo appassionati del vino.

Per fare questo è possibile leggere e assaggiare ma soprattutto condividere con gli altri. Infatti la verità del vino sta nella bottiglia, anzi nelle bottiglie e nella dinamica che queste generano tra i commensali e gli studenti.

Accanto agli assaggi in batteria ho sempre portato avanti bevute attente, ed è durante queste bevute, servendo e raccontando la storia di alcuni vini, delle loro terre d’origine e dei produttori, che ho cominciato a individuare alcuni profili di palato che si ripetevano aldilà dei confini geografici, politici, economici, ecc. Come molti colleghi infatti bastano alcune domande e ascoltare le riposte per capire “di che vino è” una persona, ed ecco che è nata l’idea di un libro.

Non ho mai sopportato sentirmi dire cosa dovrebbe piacermi, figuriamoci farlo con gli altri. A ciascuno piace ciò che piace e questo libro vuole essere una sorta di manuale dell’autodeterminazione del proprio palato.

Al netto di capolavori non avvicinabili, così come con l’arte o la musica, anche nel vino nessuno può imporre a un altro un gusto proprio perché l'altro potrebbe non essere pronto per apprezzare il capolavoro o anche più semplicemente preferisce un capolavoro diverso da Bach o Michelangelo.

Andando a scomodare la Teoria degli archetipi di Jung, elaborata negli anni da altri suoi colleghi, sono approdato a un’ipotesi di dodici modelli di personalità che come il Guerriero, l’Angelo Custode, l’Esploratore o l’Uomo comune sono molto facili da seguire, proprio perché ciascuno di noi sa che tipo è o che tipo vorrebbe essere o che archetipo possa appartenere un collega o un amico. Ebbene a questi archetipi ho affidato alcune scelte di carattere sensoriale ma anche di attitudine psicologica nella scelta del vino.

Così se il vostro datore di lavoro è un Sovrano potrete regalargli un vino di struttura e austerità come un Barolo, mentre al vostro migliore amico Esploratore potreste comprare una bottiglia di Semidano sardo.
Ciascun archetipo è legato a dodici vini, ma l’invito non è quello di fermarsi a dodici, quanto di capire come il vino possa essere scelto anche in base alla personalità; e dunque, una volta presa dimestichezza con il modello, potrete giocare con tutta la libertà che volete.

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