Dietro i libri

I sapori in via d’estinzione sono quelli più comuni?

di Gabriele Rosso 19 mag 2017 0

“Bread, Wine, Chocolate” di Simran Sethi, un libro che denuncia il nostro sistema alimentare parlando di amore per il cibo.

Foto di Cem Ersavci

Hai presente Orwell e il suo grande capolavoro? 1984, intendo. Quello che prefigura un mondo soffocato dal controllo totalitario, ingabbiato, arido e privo di speranza. Ecco, immaginiamo per un attimo che il mondo di 1984 si riversi sull’universo-cibo. Che le logiche che guidano il nostro sistema alimentare siano quelle descritte con tanta efficacia da Orwell. A quel punto avremo entità multinazionali che decidono ciò che ognuno di noi mette in tavola. Avremo l’omologazione completa del gusto, la riduzione dell’alimentazione a strumento di profitto e di dominio, la fredda ingegnerizzazione della produzione alimentare.

Ora, lasciando da parte la letteratura distopica, che descrive società immaginarie del tutto indesiderabili e spaventose, è innegabile che alcuni dei processi che regolano il nostro sistema alimentare oggi possano rientrare, seppure a costo di qualche forzatura, in un orizzonte simbolico orwelliano. Il fatto è che così come Orwell usava la fantasia per denunciare pericoli e storture reali delle società contemporanee, anche noi potremmo pescare a piene mani nel mondo del cibo: di pericoli e storture reali il cibo contemporaneo ne conta un bel po’...

Segnalo quindi con piacere come il contesto della letteratura gastronomica di denuncia, che va da Slow Food e Carlo Petrini a Stefano Liberti e Giulia Innocenzi per rimanere in Italia, e da Michael Pollan ad Alice Waters e tutto il popolato food movement americano se volessimo sbarcare oltreoceano, oggi si sia arricchito di un’opera importante, che reca un approccio narrativo meno politico e di inchiesta a vantaggio di una scrittura più emotiva e calda. L’autrice è Simran Sethi, il titolo Bread, Wine, Chocolate. La lenta scomparsa dei cibi che più amiamo, appena tradotto da Slow Food Editore. È un libro che parla di cibo, ma è anche un libro sull’amore, come si affretta a dichiarare Simran nelle primissime parole dell’introduzione.

E in effetti l’amore è il chiavistello interpretativo che fa di questa documentatissima ricerca sul destino di cibi fondamentali come il pane, il cioccolato, il vino, la birra e il caffè non un pesante dossier da leggere con rigore scientifico, ma un viaggio di grande leggerezza ed efficacia alla scoperta delle dinamiche che stanno minando seriamente il nostro futuro alimentare, a partire dalla perdita di biodiversità dei sapori a cui più dovremmo essere affezionati. Un viaggio che dona consapevolezza al lettore, che convince scaldando l’anima.

D’altronde, Bread, Wine, Chocolate si conclude così:
«Questo libro parla della vita, e di tutte le speranze che il nostro cuore può nutrire».

E se si può aprire uno squarcio nel grigiore orwelliano di un certo mondo del cibo, questo squarcio ha bisogno sia della denuncia politica e delle grandi inchieste che di un appiglio affettivo. Le emozioni che regalano a ognuno di noi certi sapori sono il migliore antidoto contro l’omologazione del gusto, il risultato più diretto di un sistema alimentare governato dalla grande industria. Sono queste emozioni che risveglia il libro di Simran. Ed è questo uno dei motivi principali per cui vale davvero la pena leggerlo.

Simran Sethi sarà in Italia per un tour di presentazioni 
del suo libro dal 16 al 25 maggio. Qui sotto trovi tutte le date.

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