Dietro i libri

“Cucina madre”: oltre 40 anni di vita dedicati all’amore per la cucina

di Elisia Menduni 12 giu 2018 0

Il racconto dell’avventura, semplice e al tempo stesso esemplare, di una grande cuoca che ha fatto un pezzo di storia della cucina italiana.

Cuoca totale, elegante e saldamente legata al suo territorio, la Maremma, Valeria Piccini ha vissuto la cucina della storica Trattoria Da Caino, della famiglia del marito Maurizio, fin dall’età di 13 anni. Il racconto di Cucina Madre parte dagli anni magici in cui Maurizio e Valeria si innamorarono, e da allora, traccia le tappe di un cambiamento generazionale che in quasi 50 anni di storia ha visto una trattoria di paese diventare uno degli indirizzi chiave della grande ristorazione italiana e una ragazza di Saturnia diventare una delle più grandi chef del paese.

Il racconto si sviluppa in frammenti di narrazione in ordine alfabetico e delinea un intimo e personale abbecedario di vita e cucina. In alcuni casi si tratta di ricordi, in altri di riflessioni. Dopo tanti anni di cucina, e soprattutto dopo tanti giovani passati dalle sue cucine come allievi e stager, Valeria Piccini ha deciso di raccontarsi e delineare una collezione di consigli, dritte e insegnamenti che in quasi oltre 40 anni di carriera hanno costituito le basi del suo stile, della sua filosofia ma soprattutto del suo racconto culinario nel piatto. 

Nel libro si susseguono storie, ricette, appunti e memorie: dal ricordo della ricotta sempre presente in casa ai prodotti coltivati dal padre nell’orto, dalla pulizia maniacale della cucina al lavoro attento sulla carne e sulle bestie intere, dal ricordo di un pranzo da Ducasse a Monte Carlo alla gioia di lavorare ogni giorno con Andrea, il figlio che, oggi più di chiunque altro, è erede di una realtà familiare unica. Tutto questo è presente in Cucina Madre e non è un caso che il titolo di questo libro unisca la femminilità e la maternità di Valeria alla sua arte: la cucina. Il binomio donna/cucina, qui più che mai indissolubile, racconta in queste pagine di una donna dedica al suo lavoro come una vestale, della magia creativa della cucina e della sua evoluzione naturale.

Il rimando del titolo Cucina Madre è anche altro: è archetipico, quasi antico, e rimanda anche alla capacità di Valeria Piccini di essere pura (e di esserlo stata sempre), di aver mantenuto con lucidità e forza i legami con il suo passato e il suo territorio, e di mantenere sempre un legame stretto, anzi strettissimo, con le origini e le proprie radici. 

Quando Marco Bolasco mi ha coinvolto in questo progetto mi sono sentita una neo “piccola scrivana fiorentina” in stile Edmondo De Amicis. Ho passato due mesi a mettere per iscritto con meticolosa cura le tracce di lunghe interviste, i frammenti di ricette, i quaderni e i ricordi di una cuoca che stimo da sempre e che, oltre per stile, su di me innesca un effetto proustiano. Essendo fiorentina e conoscendo Valeria Piccini da molti anni, il racconto per me è partito e si è sviluppato anche da quella capacità profonda di Valeria di riportarmi in un solo assaggio indietro nei ricordi antichi della mia memoria gustativa. Le madleines sono state negli anni crostini di pollo, piccioni o lampredotti, ma l’effetto, credetemi, era identico.

Valeria Piccini
Cucina madre
Giunti, Firenze 2018
pp. 128
prezzo di copertina: € 12

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