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Vin chaud, vin brulé, punch e gluwëin: a ciascuno il suo!

di Camilla Micheletti 31 gen 2019 0

La tradizione europea del vino aromatizzato e riscaldato, perfetto in questo periodo dell’anno.

Siamo quasi giunti al termine dei giorni della Merla, il periodo più freddo dell’anno, ma non per questo possiamo pensare di esserci lasciati alle spalle il gelo invernale. Nel mese di febbraio, infatti, tra settimane bianche e feste di Carnevale, sono molte le occasioni in cui capita di trascorre un po’ di tempo all'aperto.

Oltre a piatti sostanziosi e fumanti, in questi casi è l’alcol a correre in nostro aiuto, sotto forma di vino – solitamente rosso – riscaldato e aromatizzato.

Quella del vino caldo è una tradizione diffusa un po’ in tutta Europa, che prende diversi nomi a seconda del Paese in cui ci troviamo.

Se nelle nostre piazze, infatti, abbondano i chioschi che servono vin brulé, nelle altre capitali europee – in Francia, in Inghilterra, in Germania e in Austria – può capitare di trovare lo stesso prodotto, o una variante a base di altri alcolici sotto diversi nomi.

Scopriamo quali sono i principali “vini caldi” d'Europa.


Vin brulé

Diffuso soprattutto nel nord Italia dal periodo natalizio in avanti, il vin brulé si prepara con vino rosso corposo, agrumi, zucchero, cannella e chiodi di garofano. Ha una scarsa gradazione alcolica, dovuta all’ebollizione prolungata, mentre il vino di base cambia a seconda della regione: se per esempio in Emilia il vino più utilizzato è il Lambrusco, in Romagna e in Toscana si possono assaggiare vin brulé a base di Sangiovese.
In Valle d’Aosta il vin brulé può essere servito anche nella grolla valdostana, il tipico recipiente in legno solitamente usata per il caffè aromatizzato a fine pasto.

Vin chaud

Se provaste a chiedere un vin brulé in una città o in un paesino d’Oltralpe, probabilmente fareste sorridere i francesi. I nostri cugini, infatti, trovano bizzarro il nome “vin brûlé” che usiamo noi italici. Da loro si definisce vin chaud: vino caldo, appunto. La ricetta è simile a quella italiana – spezie, agrumi e zucchero che vanno ad aromatizzare il vino – ma talvolta viene aggiunto anche un goccio di cognac.


Gluwëin

Anche se nei paesi germanici il vino caldo è la specialità più bevuta nel periodo dei mercatini natalizi, il gluwëin si può gustare durante tutto il periodo invernale. La tradizione del vino caldo in questi Paesi risale al Medioevo quando vini di qualità non proprio eccelsa venivano resi più piacevoli grazie alla bollitura con erbe e spezie che li rendevano dolci e profumati.

In Germania, Austria e Alto Adige si usa come base la Schiava, conosciuta anche come Vernatsch e talvolta si aggiungono anche piccole quantità di anice stellato, cardamomo e alloro.

Nei mercatini di Vienna è facile trovare anche il punsch, bevanda calda e speziata a base di rum oppure gin, con l'aggiunta di agrumi e mele.


Non solo vino: il punch e il mulled cider

Tipico dei paesi anglosassoni, il punch non ha una ricetta definita, ma ogni famiglia è libera di sbizzarrirsi con spezie e frutta. Le basi sono acqua o tè, scorze di agrumi ed erbe aromatiche, mentre per quanto riguarda la parte alcolica il rum va per la maggiore, anche se non è raro trovare punch a base di acquavite. Tra le specialità inglesi c’è anche il mulled cider, il sidro brûlé e cui si aggiungono zucchero e varie spezie come cannella, chiodi di garofano e zenzero e, talvolta, tè, whisky o brandy.

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