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Una pianta molto alla moda che fa bene alla salute: la portulaca

di Franco Lodini 19 lug 2018 0

Proprietà, ricette e usi di una benefica “erbaccia” estiva ricca di Omega-3.

Eccola l’incontrastata regina delle erbe spontanee estive! La portulaca (Portulaca oleracea), prima negletta e calpestata erba “da marciapiede”, è ora assurta agli onori della cronaca per essere una delle più importanti fonti vegetali di acidi grassi Omega-3 (normalmente si trovano nei pesci e nella frutta secca) che svolgono un ruolo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari regolando l'equilibrio tra il colesterolo buono e quello cattivo e aumentando le difese del sistema immunitario.

Ha tanti nomi, non tutti belli: porcellana, porcacchia, purchiazza, erba grassa, erba dei porci, sportellaccio ecc. a seconda della regione in cui ci troviamo. Perché si trova veramente dappertutto ed è una pianta infestante che cresce fino a 1700 m in tutte le aree temperate del mondo, nei suoli poco ricchi, nei campi, vicino alle case, negli orti e tra i ruderi, a volte si trova anche nei vasi dove abbiamo piantato altre cose, cresce persino nelle fessure dei marciapiedi. È tra le poche erbe che si trovano nei periodi siccitosi d'estate e questa la rende ancor più ricercata e preziosa.

La portulaca è una pianta annua, glabra e grassa, con fusti striscianti cilindrici, molto ramificati, lisci, carnosi, cavi e spesso rossastri. Le piccole foglie verde chiaro sono ovate e spatolate, anch'esse carnose, alterne, lunghe sino a 3 cm e senza picciolo. I fiori sono molto piccoli, gialli, all'ascella delle foglie, si aprono alla luce del sole per poco tempo, tra maggio e ottobre. Si raccolgono gli steli con le foglie d'estate, finché non secca, tagliandola alla base, senza sradicarla.

Come molte piante grasse è una pianta molto resistente e grazie alle sue riserve d'acqua può sopravvivere alla mancanza di pioggia per diverse settimane, diventando un alimento ricercato da molti animali che se ne servono anche per dissetarsi.

Le sue proprietà sono innumerevoli: oltre a contenere gli omega-3 è rinfrescante, depurativa, leggermente lassativa e diuretica. I marinai se la portavano in quantità sulle navi perché si conservava bene e, contenendo la vitamina C, ha anche proprietà antiscorbutiche. Alcune ricerche hanno dimostrato inoltre che gli Omega-3 presenti nella portulaca hanno un benefico effetto sulla memoria e la capacità di attenzione, migliorando le nostre potenzialità intellettive sia a scuola che al lavoro. È persino utile come uso esterno: se vi punge un insetto potete lenirne il dolore strusciandola sulla pelle.

Ma parliamo anche della sua versatilità in cucina che deriva da un collaudato uso millenario: fondamentalmente, com'è in molte tradizioni gastronomiche sin dai tempi antichi, la portulaca aggiungerà un tono acidulo e fresco ai piatti in cui la utilizzerete, per esempio nelle misticanze della tradizione popolare romana, oppure abbinata alla rucola nelle insalate "povere" napoletane.  Ma dà il meglio di sé con i pomodori, come usa in Sicilia: aggiungete ai pomodori in insalata le sue foglie carnose e le parti terminali con un pizzico di origano, così diventano più appetitosi e rinfrescanti! Per farne poi un piatto unico aggiungeteci del formaggio fresco a pezzi e altre verdure (cetrioli, cipolle, peperoni, sedano ecc.) a piacere.

Nella versione cotta invece si trasforma in un gustoso contorno semplicemente con l'aggiunta di olio, limone e qualche acciuga al posto del sale; si può anche friggere, lessare con le patate (aggiungetela nella pentola un paio di muniti prima che siano completamente lessate), mettere nelle zuppe cui darà consistenza per il suo contenuto in mucillagini e usarla per farne delle ottime frittate. Infine dopo aver tolto le foglie non buttate via i rametti carnosi: tagliati a pezzetti li potete mettere sotto sale o sott'aceto e conservarli per l'inverno.

Istruzioni per l'uso: anche se molte piante spontanee, come la portulaca, crescono dappertutto è meglio cercarle e raccoglierle in luoghi non frequentati da uomini e animali. Evitate perciò luoghi pubblici, zone vicine a strade trafficate, prati e campi dove pascolano gli erbivori, vicino a vigneti e frutteti dove vengono irrorati pesticidi e diserbanti, per evitare contaminazioni e inquinamenti.

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