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Tutto quello che c’è da sapere sul melone

di Redazione 16 lug 2018 1

Le origini, la simbologia, una ricetta e soprattutto come riconoscere quando è maturo al punto giusto.

Confettura di melone al limone

Foto di Paolo della Corte - Foodrepublic

Siamo talmente abituati a vederlo sulle nostre tavole estive da essere quasi convinti che il melone sia una pianta nata su terreno italico. Niente di più sbagliato. Il melone arriva infatti dall’Asia e nel nostro paese è stato introdotto in età cristiana come ci raccontano alcuni affreschi di Ercolano. Certo è che imperatori romani come Tiberio e Diocleziano ne andavano pazzi, tanto che quest’ultimo emise addirittura un editto che prevedeva una tassa su quei meloni che pesassero più di 2 etti. Era, il melone, considerato simbolo di fertilità grazie ai suoi numerosissimi semi. Ma anche considerato simbolo di stupidità e goffaggine tanto che gli stolti venivano chiamati melloni e una scemenza era detta mellonaggine. Per molti secoli vennero poi dimenticati e tornarono in auge nel Medioevo malgrado che i medici dell’epoca li trovassero nocivi e Castore Durante sostenesse che mangiarne troppi sminuisse il seme genitale. Oggi sulle tavole del nostro paese, nelle afose estati italiane, un buon melone con il prosciutto non si nega proprio a nessuno. 

LEGGI LA RICETTA ⇒ Confettura di melone al limone

LO SAPEVATE CHE?

Il melone maschio è quello più saporito, per riconoscerlo dovete cercare il puntino nero sull’estremità opposta al gambo. Per rendere il melone digeribile bisogna mangiarlo con pepe e sale, e berci sopra mezzo bicchiere di Madera, o meglio di Marsala. Così afferma Alexandre Dumas che molto apprezzava questi frutti, soprattutto quelli provenienti da Cavaillon, tanto che in suo onore fu istituita la Confraternita dei meloni di Cavaillon.

IL MELONE AL PUNTO GIUSTO

Si dice che c’è un momento preciso in cui il melone raggiunge il punto giusto di maturazione. Deve essere raccolto quel giorno: né prima, né dopo. A questo proposito c’è una storiella che riguarda un sultano il quale teneva a disposizione due schiavi, uno per il giorno e uno per la notte con il compito di avvertirlo quando il melone era perfetto. Se era di notte, lo schiavo andava a svegliare il sultano che si alzava e, armato di coltello, andava nell’orto per gustare quella delizia. Questo è forse un po’ troppo ma è vero che, se non è maturo, il melone non ha né sapore né tanto meno profumo mentre, se lo è troppo, il profumo c’è ma la polpa diventa molliccia. 

Testo tratto da ⇒ Conserve di frutta e verdura - collana Cucinare Insieme

COMMENTI (1) AGGIUNGI UN COMMENTO



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Francesco Garzon
10 agosto 2016 15:30 Leggevo con attenzione la vostra ricetta, ...ma il frutto può avere un sesso? Non sono un conoscitore del melone, ma solo i fiori del melone hanno sesso maschio o femmina, non il frutto. E' possibile?