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Tra creatività e formazione: il nuovo Master dell’UNISG

di Marco Bolasco 05 giu 2018 0

Un originale approccio dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo per ripensare la gastronomia in chiave critica e sperimentale.

Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Foto di SLOW FOOD EDITORE

Nel marasma della proposta didattica relativa al mondo della gastronomia non è facile navigare. Un occhio poco attento potrebbe confondere corsi (e pseudotali) nati dall’(e nell’)improvvisazione ad una più rara offerta di alta formazione che sta cominciando a sfornare giovani professionisti che facilmente trovano impiego. Certo questo è difficile che avvenga quando si sente parlare di “master in giornalismo gastronomico”, ovvero un corso che insegna un lavoro che praticamente non esiste e dunque prepara ad una facile disoccupazione.

In questo mare si distingue invece l’offerta formativa dell’UNISG, Università di Pollenzo che oramai da anni costituisce un punto di riferimento assoluto a livello mondo ma che ancora non è conosciuta in Italia come meriterebbe. E nella ricca offerta di questa Università di Scienze Gastronomiche è comparso in queste settimane anche un nuovo e originale “Master of Gastronomy: Creativity, Ecology and Education”. Cioè che focalizza la sua attenzione sulla creatività e che usa la gastronomia come scienza multidisciplinare e strumento di applicazione di idee. Il tutto senza perdere di vista l’aspetto ecologico e ambientale come punto di vista per osservare il mondo della produzione e del consumo di cibo. D’altro canto siamo anche nell’ateneo fondato da Slow Food.

Il piano di studi prevede lezioni frontali, workshop, laboratori di degustazione e di scrittura, viaggi didattici e stage, e coinvolge un pool di docenti arricchito da visiting professor e professionisti prestati dal mondo della comunicazione, del marketing e dell’editoria. Il Master si svolge in lingua inglese ed è diretto dal Prof. Nicola Perullo, Associato di Estetica e autore, fra le altre cose, de La cucina è arte? (Carocci, 2013) e Il gusto come esperienza (Slow Food Editore, 2012).

Pensare alla gastronomia come strumento e approccio creativo non può non far venire alla mente l’attuale lavoro di Ferran Adrià e della sua elBulliFoundation, che attraverso la costruzione di un metodo originale applica quanto sviluppato negli anni di lavoro al elBulli a differenti contesti e discipline d’impresa. E chissà che Adrià non venga a far lezione. Anche perché la gastronomia, come scienza olistica, offre innumerevoli spunti di lavoro che in molti modi vanno oltre il piatto e l’ingrediente. E non c’è dubbio che un Master come questo potrà essere uno spunto importante per ripensare la gastronomia in chiave nuova e critica, superando modelli e modellini del mondo gourmet. Se ne sentiva la necessità.

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