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A tu per tu con il tacchino del Ringraziamento

di Redazione 21 nov 2017 0

Giovedì negli Stati Uniti si festeggia il Ringraziamento, è l’occasione giusta per imparare a preparare anche da noi il classico tacchino.

Il tacchino per la Festa del Ringraziamento

Foto di Paolo della Corte

La festa più sentita del calendario americano è senza dubbio il Thanksgiving, la Festa del Ringraziamento. In questa occasione gli Americani migrano da ogni parte del continente per raggiungere i loro cari, ovunque essi siano e celebrare insieme.

Il primo Thanksgiving si festeggiò nel 1621. Cinquantuno Pellegrini, uomini, donne e bambini, appena sbarcati nella terra promessa, ospitarono a cena novantuno indiani della tribù Wampanoag, insieme al loro capo Massasoit. Era autunno e la nuova terra offrì loro i suoi ricchi doni: granturco, selvaggina, frutti di bosco, zucche, riso e patate dolci. La festa durò tre giorni e da allora, ogni anno, l’ultimo giovedì di novembre, come decretato dal presidente Lincoln, gli Americani ringraziano il Signore e il loro paese per averli accolti con tale profusione di doni


TACCHINO DI THANKSGIVING

Ingredienti (per 10-12 persone)

un tacchino pronto per la cottura di circa 4 kg
600 g di castagne
200 g di coste di sedano
una piccola cipolla
100 g di burro
100 ml di panna liquida fresca
100 g di pangrattato
2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
prezzemolo
un mestolo di brodo
sale e pepe
alloro

Preparazione della ricetta

Fiammeggio il tacchino e con una pinzetta ripulisco bene la pelle dai residui di penne quindi lo lavo dentro e fuori e lo lascio scolare. Metto le castagne in una casseruola con acqua fredda che sopravanzi di due dita con una foglia di alloro e un bel pizzico di sale. Le faccio cuocere fino a che saranno tenere, 40-45 minuti secondo la grossezza. Ancora calde, le sbuccio, elimino la pellicina e le trito grossolanamente. 

Ripulisco le coste di sedano dai filamenti, le lavo e le trito a coltello insieme alla cipolla e a un bel ciuffo di prezzemolo. Unisco il trito alle castagne e unisco anche il burro fuso, la panna, il pangrattato, un cucchiaino di sale e un’abbondante macinata di pepe. Amalgamo molto bene il tutto.

Asciugo il tacchino dentro e fuori, lo salo all’interno e farcisco con il composto di castagne lasciando un po’ di spazio perché il ripieno si gonfierà con la cottura. Cucio le due aperture con un grosso ago e del filo bianco robusto quindi lego le cosce alla coda e le ali al corpo. Lo pennello completamente con un velo d’olio in modo che ci aderiscano sale e pepe e lo sistemo in una teglia ampia munita di griglietta che lo terrà sollevato dal fondo, così non sarà necessario girarlo durante la cottura. 

Lo metto nel forno già caldo a 220° portando subito il termostato a 180°. Lo faccio cuocere un po’ meno di 4 ore e dopo la prima ora proteggo il petto con un foglio di alluminio che tolgo l’ultima mezz’ora per uniformare la doratura. Durante la cottura bagno frequentemente il tacchino con il fondo di cottura. Quando è pronto, lo sistemo in un vassoio e lo rimetto nel forno caldo ma spento per una mezz’ora e intanto preparo il gravy.

Al momento di andare in tavola, tolgo gli spaghi e le cuciture e recupero il ripieno che servirò a parte come contorno. Verso il gravy e metto il tacchino in un grande piatto da portata affettandolo in presenza dei commensali distribuendo equamente carne bianca e carne scura. 

 

Il gravy preparato con il fondo di cottura del tacchino
Foto di Paolo della Corte

Il gravy

Nella cucina americana questo termine si usa per definire una salsa preparata con il fondo di cottura dell’arrosto (tacchino, pollo, manzo ecc.) con l’aggiunta di brodo e farina per addensare. Per il gravy del tacchino, sgrasso il più possibile il fondo di cottura e lo verso in una piccola casseruola. Impasto un cucchiaio di questo grasso (il resto lo scarto) con un cucchiaio di farina. Metto la casseruola sul fuoco e, mescolando con una frustina, unisco il composto di farina quindi aggiungo un mestolo di brodo di carne e faccio bollire dolcemente per qualche minuto sempre mescolando. Alla fine, profumo la salsa con un cucchiaio di Cognac e la verso in una salsiera scaldata. 

Tips & tricks

Il tacchino si porta in tavola intero e lo si affetta davanti ai commensali. Per facilitare il lavoro conviene sistemarlo su un tagliere ampio con il perimetro scanalato. Prima di tutto, per tenerlo fermo, si infila un forchettone all’altezza dello sterno e, con un coltello ben affilato, si incide la pelle all’altezza della coscia poi, tirando la coscia in fuori si taglia l’articolazione staccando insieme coscia e sopracoscia. Lo stesso dall’altra parte. Si tagliano nello stesso modo le ali dividendole a metà. Si passa poi al taglio del petto, dall’alto in basso, in senso longitudinale cercando di ricavare delle larghe fette sottili e regolari. Infine si stacca la coscia dalla sopracoscia e si divide ognuna in tre parti operando sempre in senso longitudinale e scartando contemporaneamente l’osso. La spiegazione è più complicata dell’operazione quindi non vi lasciate scoraggiare! 

Testi tratti da: I menu della festa - collana Cucinare insieme

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