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Spirulina, il superfood del futuro

di Davide Pellegrino 01 apr 2019 0

A metà tra un batterio e un’alga, conosciamo meglio questo superalimento dalle straordinarie qualità nutrizionali.

Il nome deriva dal latino e, com’è facile intuire, descrive la caratteristica forma a spirale di questo cianobatterio, un particolare tipo di batterio, lungo 0,3 mm, che si procura l’energia per alimentarsi attraverso la fotosintesi come fosse una pianta. Non cresce però nel mare, ma si trova naturalmente nei laghi salati e alcalini delle aree più calde del Pianeta. In Africa, in particolare, ha trovato il suo habitat ideale; per crescere in maniera ottimale, infatti, la spirulina vuole una temperatura dell’acqua tra i 32°C e i 45°C e un pH tra 8 e 11.       

In passato la spirulina sembra fosse già conosciuta e consumata dagli Aztechi e dalle popolazioni del lago Ciad dove ancora oggi la spirulina è raccolta tutto l’anno, essiccata e tagliata a forma di quadrato prendendo il nome di dihé. Utilizzato in diversi piatti tradizionali, il dihé è anche un’importante risorsa economica per le comunità locali.

La spirulina è diffusa tra le popolazione del lago Ciad che la raccoglie facendola essiccare per produrre il dihé, un quadrato secco di spirulina

La produzione della spirulina su larga scala inizia negli anni Settanta del XX secolo, quindi è piuttosto recente. Oggi è coltivata su larga scala in Cina, Usa, Tailandia e India e si sta diffondendo anche in molti altri paesi. Anche in Italia ormai da qualche anno sono comparsi molti allevamenti: oltre all’impiego alimentare sia umano che animale (è utilizzata anche come mangime per i pesci e integratore per i polli), infatti, la spirulina trova applicazione anche in altri settori come quello cosmetico o nutraceutico.

Esistono diverse specie di spirulina. Quelle più adatte e utilizzate all’alimentazione umana sono la Arthrospira platensis, la più comune, e maxima (non ammessa in Europa).

La coltivazione avviene generalmente all’interno di vasche dove la spirulina cresce e si riproduce durante tutto l’anno o solo nei periodi più caldi (a seconda delle condizioni di coltivazione). All’interno delle vasche l’acqua deve essere movimentata costantemente evitando il ristagno in modo da favorire la crescita della spirulina. La massa algale viene poi raccolta filtrando il liquido contenuto nelle vasche e lavorata in modi diversi a seconda del prodotto che si vuole ottenere. Infine si essicca. Il prodotto finale può essere una sorta di spaghettini, delle scaglie o polvere, quest’ultima utilizzata per preparazioni cosmetiche e per preparazione dell’industria alimentare.

Spirulina essiccata a spaghettini

La spirulina è stata definita come “il miglior cibo per l’umanità” dall’ONU. Ha un elevatissimo contenuto proteico (tre volte quello della carne di manzo), contiene diversi amminoacidi essenziali, vitamine, minerali (come il ferro di cui è ricca) e di pigmenti naturali come ficocianina, betacarotene e clorofilla. Il consumo è consigliato per il suo effetto disintossicante e antiossidante; aiuta inoltre a ridurre il colesterolo cattivo e a reintegrare il ferro. È un ottimo ricostituente durante i cambi di stagione e nei momenti di particolare stress e spossatezza. Perfetto anche per gli sportivi grazie alle proteine e ai sali minerali e nelle diete dimagranti.

Quando acquistate la spirulina, se possibile, preferite quella biologica, essiccata a bassa temperatura da produttori italiani o comunque europei che garantiscono l’origine e la qualità del prodotto. Le coltivazioni di spirulina, se non controllate, possono essere oggetto di contaminazione a seconda delle condizioni ambientali esterne e quindi è sempre meglio essere sicuri di chi la produce. 

Può essere acquistata in polvere, in pastiglie, a scaglie o in filamenti secchi (una sorta di spaghettini). Potete assumerla tale e quale oppure integrarla ai vostri piatti. Provatela, ad esempio, in un’insalata di tonno oppure utilizzatela per preparare della pasta fresca che assumerà un intenso e caratteristico colore verde. È ottima anche aggiunta allo yogurt o a un frullato di frutta. In una dieta normale la dose consigliata giornaliera è di 5 g al giorno.

La spirulina può essere aggiunta all'impasto della pasta fresca per un primo diverso dal solito
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