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Scoppia il caldo ed è subito tempo di ciliegie!

di Davide Pellegrino 03 giu 2019 0

Varietà, ricette e benefici del dolce frutto estivo di un rosso che incanta.

Maggio porta con sé un altro frutto amatissimo: la ciliegia. La sua origine è probabilmente asiatica, anche se la pianta del ciliegio è presente nel bacino del Mediterraneo da più di tremila anni. Sappiamo che era molto apprezzata dagli antichi romani e diversi autori latini, tra cui Varrone, Plinio il Vecchio e il nipote Plinio il Giovane, ne hanno descritto le diverse varietà e le tecniche di coltivazione.

Dal punto di vista botanico le ciliegie sono delle drupe, cioè presentano un seme all’interno di un guscio duro e legnoso (chiamato “endocarpo”) ed esternamente uno strato carnoso (“mesocarpo”) ricoperto da una sottile buccia (“pericarpo”). La pianta del ciliegio appartiene alla famiglia delle Rosacee, genere Prunus, e se ne distinguono due specie principali: il ciliegio dolce (Prunus Avium), quello più coltivato in Italia, e il ciliegio acido (Prunus Cerasus).

Il ciliegio dolce si divide, a sua volta, in due varietà: le “duracine” (o “duroni”), dai frutti con polpa dura e croccante di colorazione diversa a seconda della varietà (bianca, rossa o nerastra), e le “tenerine”, con polpa più tenera e succosa, rossa o nera. Del ciliegio acido, i cui frutti sono impiegati soprattutto dall’industria alimentare, si riconoscono tre diverse varietà: le amarene, di colore rosso intenso e polpa chiara, utilizzate per la produzione di succhi e sciroppi; le visciole, di buccia e polpa di colore rosso intenso, utilizzate sia per il consumo fresco che per la produzione di confetture; le marasche, piccole e di colore rosso scuro, utilizzate per la produzione di liquori.

Le ciliegie si consumano fresche o trasformate in sciroppi, confetture e sotto spirito

Le ciliegie sono un frutto molto delicato che, una volta raccolto dalla pianta, tende a deperirsi velocemente e non matura più. Per questo la raccolta si effettua a completa maturazione. Per le ciliegie a consumo fresco si adotta la raccolta manuale, mentre per le ciliegie da industria si opta per quella meccanica. Vista la facile deperibilità del frutto, si consiglia di consumarle il prima possibile dopo la raccolta e in ogni caso di conservale in frigorifero.

Le ciliegie contengono poche calorie, hanno un effetto diuretico e leggermente lassativo; contengono potassio, calcio, vitamine del gruppo B, A e C, polifenoli e flavonoidi, con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. I lunghi peduncoli delle ciliegie possono essere utilizzati per preparare una tisana diuretica. I noccioli, puliti ed essiccati, si usano per riempire piccoli cuscini da utilizzare al posto della borsa dell’acqua calda (senz’acqua chiaramente) scaldandoli in forno a 100°C per 10 minuti o nel microonde fino a 600 W per circa 2-3 minuti oppure come borsa del ghiaccio mettendoli in un sacchetto di plastica nel congelatore e usandoli all’occorrenza sulla contusione.

I noccioli della ciliegia, utilizzati per riempire piccoli cuscini da usare al posto della borsa dell'acqua calda

Le ciliegie sono ottime fresche, ma possono essere anche candite, conservate sotto spirito, essiccate o cotte per la preparazione di dolci (come il clafoutis), confetture e sciroppi. Si utilizzano, a seconda della varietà, anche per aromatizzare vini (il famoso “vino di visciole”), preparare liquori e distillati (pensiamo al ratafià, al maraschino o al kirsch).

Prova la ricetta ⇒ Clafoutis di ciliegie

Claufotis di ciliegie
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