SOTTOPIATTO Storie di cibo

Quello che c'è da sapere su Chef's Table (e la terza stagione)

di Gabriele Rosso 14 feb 2017 0

Su Netflix dal 17 febbraio sbarca la nuova stagione della serie che sta lasciando a bocca aperta tutti gli appassionati di cucina.

Un'immagine da Chef's Table

Difficile usare mezzi termini per definire quella che può essere considerata la migliore produzione televisiva sulla cucina degli ultimi anni. Chef's Table, arrivata alla terza stagione (dal 17 febbraio) più una quarta, se consideriamo anche lo spin-off Chef's Table Francia, è tutto ciò che un appassionato di cibo può chiedere. Va in onda su Netflix, la nuova "droga" per gli amanti di cinema, serie TV e documentari, ed è una robetta così:

«La serie Chef's Table mette i brividi. Da 10 in pagella, di una qualità imbarazzante. Guardi Grant Achatz e ti senti mezzo tumorale a Chicago. Arrivi ad Alex Atala e speri che non esca un pesce vivo dal frigo. Che meraviglia di produzione».

Parole di Alessandro Morichetti della banda di Intravino. Non possiamo dargli torto, d'altronde.

Partita nel 2015 con una puntata su Massimo Bottura (unico italiano finora), qualche mese in anticipo rispetto all'arrivo dello chef modenese sul tetto della World's 50 Best Restaurants, la serie si è distinta per l'altissima qualità della produzione e, allo stesso tempo, per l'intelligenza nella scelta dei cuochi da ritrarre. Il segreto forse sta anche qui: non si trovano i soliti noti, o meglio, si trovano alcuni volti noti, a patto che siano personaggi di grande carica innovativa e capaci di raccontare storie affascinanti ed esprimere idee solidissime dal punto di vista contenutistico, ma anche alcuni volti un po' meno conosciuti, che però rappresentano al meglio la ricchezza caleidoscopica della cucina contemporanea.

E poi c'è tutto il mondo, in un viaggio che non conosce confini e che disegna un ritratto davvero completo dell'alta ristorazione di oggi. Un ritratto che ogni italiano dovrebbe osservare a lungo, se non altro per uscire dal ristretto campo visivo a cui lo costringe il suo patriottismo alimentare. Insomma: Chef's Table è un efficace antidoto ai danni causati dall'italo-centrismo gastronomico

Qui sotto puoi vedere il trailer della terza stagione.

Basti pensare che la prima stagione ha visto fianco a fianco Bottura, Dan Barber (quello di La cucina della buona terra), Francis Mallman (episodio "patagonico" da divorare!), Niki Nakayama, Ben Shewry e Magnus Nilsson: Italia, Stati Uniti, Argentina, Stati Uniti in salsa giapponese, Australia e Svezia. E che la seconda, appena un po' più mainstream, ha messo insieme Grant Achatz, Alex Atala, Dominique Crenn (bellissima puntata), Enrique Olvera, Ana Roš (di recente designata migliore chef donna al mondo dalla World's 50 Best Restaurants), e Gaggan Anand.

La terza promette di spingere forte sull'acceleratore in termini di scelte. Ci saranno Jeong Kwan, una suora buddista della Corea del Sud, Vladimir Muhkin, chef russo del White Rabbit di Mosca, Tim Raue, che fa grande cucina orientale a Berlino, Virgilio Martinez, Ivan Orkin, re del ramen prima a Tokyo poi a New York, e la panificatrice Nancy Silverton.

Insomma, non ci resta che metterci comodi sul divano. A stomaco pieno, possibilmente, o il rischio è quello di morire consumati dall'acquolina.

P.S.: noi ci metteremo comodi sul divano, e torneremo a parlarne nelle prossime settimane, raccontandovi la terza stagione.

COMMENTI (0) AGGIUNGI UN COMMENTO



* Campi obbligatori

Non ci sono commenti