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Per un pugno di link: quello che scrivono gli altri

di Gabriele Rosso 18 mar 2017 0

L'inchiesta sui supermercati di Stefano Liberti e Fabio Ciconte, Lucky Peach che chiude (sigh!) e la polemica sulla birra artigianale.

Le cose più interessanti che ho letto sul web negli ultimi giorni, scelte da me medesimo. Ah, una precisazione: abbiamo cambiato un pochetto il nome e la forma di questa rubrica settimanale, online ogni sabato mattina.

Con le aste online i supermercati rovinano gli agricoltori
Terza (imperdibile) puntata dell'inchiesta sulla GDO di Fabio Ciconte e Stefano Liberti. Questa volta si parla di come le centrali di acquisto e le grandi catene mettano in piedi aste online al ribasso per comprare alcuni prodotti. Immagina chi sarà a rimetterci (il titolo fornisce un indizio). Siamo di fronte a un reportage di qualità assoluta, e a una nuova generazione di giornalisti che si occupa di cibo e del sistema alimentare producendo grandi inchieste, in stile anglosassone. Ne avevamo bisogno - Internazionale

L'estinzione dell'assaggino al Salone del Libro di Torino
Quando è stata annunciata la neonata (gramelliniana) rubrica Il buonappetito di Dissapore, firmata da Luca Iaccarino, ho reagito con qualche perplessità, pur conoscendo la bravura dell'autore. Mi dicevo: già fatichiamo – uso il "noi" – a scrivere cose interessanti in 3-4-5.000 battute, figuriamoci in una rubrichetta. Dopo qualche uscita però devo ammettere che a suo modo sta rinfrescando il panorama altrimenti stanco del giornalismo enogastronomico, pur non pretendendo di farne la storia, sia chiaro. Quindi clap clap a Massimo Bernardi e all'uomo delle trattorie pop. Ah, dimenticavo: nel post qui linkato Iacca parla di come (e aggiungo finalmente) al Salone del Libro di Torino l'area dedicata all'editoria enogastronomica non prevederà spadellamenti - Dissapore

Tritacarne: il viaggio negli allevamenti intensivi di Giulia Innocenzi
A proposito di inchieste e di una nuova generazione di giornalisti che scrive di cibo occupandosi di etica, giustizia ed eco-sostenibilità, lasciando da parte il buono del trittico slowfoodiano buono-pulito-giusto, in questo post Antonella De Santis racconta il libro di Giulia Innocenzi Tritacarne, uscito per Rizzoli e di ispirazione per il programma Animali come noi, in onda su Rai 2 ogni mercoledì alle 23:30 - Gambero Rosso

OLTRE CONFINE

We Need to Talk
Listiamoci a lutto. Lucky Peach, il magazine che senza usare mezzi termini ha rivoluzionato il modo di scrivere di cibo negli ultimi anni, chiude i battenti. Dopo una serie di voci incontrollate, quelle che alcuni definirebbero "di corridoio", è arrivato l'annuncio ufficiale di Peter Meehan sul sito. Attendiamo di conoscere le cause di questa sciagura, nel frattempo ci ritroviamo immensamente tristi e più "poveri" - Lucky Peach

50 Years Later, Heinz Approves Don Draper's "Pass the Heinz" Ads and Is Actually Running Them
Mad Men è una serie TV americana di discreto successo. Anzi, per i fanatici del genere una delle migliori di sempre. Racconta la vita nel mondo pubblicitario di New York negli anni Sessanta. Ebbene, in una vecchia puntata Don Draper proponeva alla Heinz (quella del ketchup, tra le altre cose), una campagna pubblicitaria che giocava sul concetto di "incompleto": di fronte a un'immagine di patatine, di un pezzo di carne o di un hamburger il claim diventava "pass the Heinz", la salsa che sarebbe servita a completare il quadro. Un modo per valorizzare il nome del brand, senza dover pronunciare la parola ketchup. «È Heinz, significa soltanto una cosa», dice Don Draper nell'episodio in questione. Ora, la notizia è che dopo 50 anni dal momento in cui è ambientato l'episodio Heinz ha deciso di dire sì alla campagna pubblicitaria che nella serie TV si rifiutava di produrre - Adweek

Chefs Struggle Over Whether to Serve Up Politics
L'elezione di Donald Trump ha messo molti personaggi pubblici, chef compresi, nelle condizioni di esprimersi su temi di natura politica. Nel caso della ristorazione, ad esempio, sul tema dell'immigrazione, considerato che è un settore in cui i lavoratori immigrati sono numerosissimi. Come scrive Kim Severson, il risultato è che «molti chef che non hanno mai considerato l'idea di mischiare la politica con gli affari ora si stanno chiedendo se non sia il momento di iniziare» - New York Times

SUL RING

L'era della birra al calzino (ma artigianale)
Valerio Visintin dalle pagine della sua rubrica Mangiare a Milano se la prende con la birra artigianale italiana. Dicendo alcune cose non granché condivisibili, ma soprattutto, ciò che più importa, mettendo sul piatto della discussione alcune verità scomode e non confutabili, di cui i beer-geek e i birrai italiani dovrebbero prendere atto - Corriere della Sera

VS

Appello ai birrai: fermiamoci, ragioniamo, altrimenti perderemo quanto di buono si è fatto in 21 anni
E infatti gli risponde Eugenio Signoroni, curatore della guida Birre d'Italia di Slow Food Editore. Non è un vero e proprio combattimento da ring, visto che Eugenio evidenzia e critica alcune inesattezze dell'articolo di Valerio, ma alla fine replica in modo elegante ammettendo che certe affermazioni del critico mascherato sono assolutamente fondate. Lanciandosi quindi in un appello ai birrai: è ora di cambiare marcia - Slowine

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