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Per un pugno di link: quello che scrivono gli altri

di Gabriele Rosso 22 giu 2019 0

Il lato oscuro della Nutella, dì la verità: lo sapevi cos'è il mukbang?, coltivare senza acqua? si può fare!, Eric Asimov che mette in soffitta Robert Parker, la World' 50 Best e l'alta ristorazione senza donne.

Le cose più interessanti che ho letto sul web negli ultimi giorni, commentate.

Il gusto amaro delle nocciole
L'ennesimo reportage di Stefano Liberti non era perdibile. Qui sbarchiamo nel mondo Ferrero, un mondo che ha conquistato talmente tanti adepti, perlopiù seguaci della Nutella, che spesso sembra un tabù andarne a toccare le fondamenta. E poi c'è il fatto, che in quanto cuneese conosco bene, che l'azienda in patria (Alba e dintorni) è spesso venerata per la sua dimensione solidale: i dipendenti vengono coccolati, il territorio pure. Ma è inevitabile, come dimostra Stefano, che quando si vanno a costruire economie di grande scala nelle filiere ci siano dei nodi problematici. Sia che si tratti di agricoltori che coltivano nocciole in Turchia o del sospetto uso di un pesticida vietato in Europa nelle piantagioni cilene, poco cambia: ci troviamo di fronte alla grande mano dell'industria che tende a schiacciare tutto e a non considerare le tante microramificazioni che il suo operato prende. Insomma, anche nel mondo Nutella non tutto è così dolce come sembra - Internazionale

Quelli che si fanno pagare per mangiare online
Gli ultimi anni hanno visto una crescita esponenziale di fenomeni di origine "social" che fatico a comprendere, come quella cosa lì dei ragazzini e delle ragazzine che impazziscono per Musical.ly, in cui ci si diverte a mimare pezzi di canzoni famose. Ciò non fa altro che confermare la matusalemmizzazione del sottoscritto: un fenomeno complesso, considerato che tutto sommato mi ritenevo (l'imperfetto è d'obbligo) abbastanza smart (evidentemente a torto) nel campo delle nuove tecnologie e del mondo digitale. Allo stesso modo fatico a capire come possa avere successo il fenomeno del mukbang, descritto efficacemente da Arianna Cavallo in questo articolo. Riassumendo: gente che guadagna un sacco di soldi perlopiù su Youtube riprendendosi mentre mangia. La storia del mukbang contiene un po' di risposte alle domande che subito saltano alla testa, e racconta qualcosa del rapporto col cibo dei Paesi interessati, Corea e Stati Uniti in primis. Se nel primo caso abbiamo una cultura in cui mangiare da soli è diffuso e quindi condividere online il pasto o guardare chi mangia al di là dello schermo possono essere considerate attività rassicuranti, negli Stati Uniti sembra prevalere un istinto edonistico, come dimostra il successo di mukbanger (si scriverà così?) che si strafogano di crostacei costosissimi - Il Post

Gli agricoltori nel Salento che hanno deciso di coltivare utilizzando meno acqua possibile
Questo bell'articolo di Camilla Lucia Rebecca Dalla Bona suggerisce una serie di riflessioni. La prima, e forse la più banale, è che in un mondo che si sta riscaldando e in cui l'acqua sarà sempre di più un bene di lusso reintrodurre tecniche come l'aridocoltura (coltivazione senza irrigazione) potrebbe far sopravvivere la specie umana qualche annetto in più prima che iniziamo letteralmente a scannarci. Ma siccome l'aridocoltura è in questo caso una soluzione tampone, e dovremmo semmai concentrarci sulle origini dei nostri mali, vale a dire l'emergenza climatica e i nostri modelli di consumo a dir poco folli, la vera riflessione è un'altra, e riguarda il ritorno alla terra e il recupero di un certo bagaglio di sapienza contadina. Chi sostiene che certe pratiche sono nostalgiche, passatiste e superate, non tiene conto del fatto che molti di questi "recuperi" in campo agricolo sono oggi possibili grazie a una rinnovata e accresciuta conoscenza agronomica. L'agricoltura sostenibile e l'agroecologia non sono vagheggiamenti anti-scientifici, ma applicazioni più ragionate della conoscenza scientifica stessa. Quindi ben vengano queste giovani generazioni che tornano alla terra portando saperi nuovi, che non hanno paura di guardare in modo intelligente ai saperi contadini di un tempo - Munchies

IN PILLOLE

It’s Time to Rethink Wine Criticism
Robert Parker, voce e simbolo della critica enologica statunitense, se n'è andato definitivamente in pensione. Eric Asimov, voce e simbolo del vino sul New York Times, vorrebbe mandare definitivamente in pensione il modello di critica enologica che proprio Parker ha contribuito a imporre. E fa bene, perché per quanto mi riguarda quanto scrive Asimov è pienamente condivisibile, a partire dal fatto che il sistema dei punteggi (modello parkeriano) NON contribuisce a dare strumenti di conoscenza e di scelta ai bevitori. È una scorciatoia: questo modello, diffusissimo sul territorio anglosassone, sgrava il bevitore dalla necessità di avere un piccolo bagaglio di informazioni per giustificare la sua scelta. Il vino Pinco Pallino ha preso 98/100 e quindi va bevuto, stop. Asimov propone un modello completamente diverso, meno "prestazionale", e oltretutto prende di mira anche le degustazioni tecniche alla vecchia maniera, quelle in cui gli assegnatari dei punteggi di cui sopra assaggiano decine di vini alla cieca in serie per dare, appunto, i loro voti. Il mondo del vino è maturo per fare un passo in avanti, e alcuni lo hanno già fatto (leggi: Slow Wine in Italia) - The New York Times

Everyone Congratulate the World’s 50 Best for Including Six Women on Its New, Longer Long List
Questo è il periodo dell'anno in cui il mondo dell'alta ristorazione quasi si ferma in fremente attesa dei verdetti della World' 50 Best Restaurants, come in autunno (per l'Italia, perlomeno) succede con le stelle della guida Michelin. Nei giorni scorsi sono uscite le posizioni dalla 51 alla 120 di questa ormai prestigiosissima classifica, e non attardiamoci a discutere del perché la 50 Best abbia anche un elenco di ristoranti fino alla centoventesima posizione, che è meglio. Detto questo, in questo articolo ci sono alcune prime considerazioni, tra cui una sul numero di ristoranti a guida femminile inseriti nell'elenco, dopo le polemiche delle scorse edizioni. Sono 6 sui 70 finora annunciati, e non c'è da pensare che saranno molti di più quando si aggiungeranno i primi 50. Questo significa che c'è un problema, non necessariamente un problema della classifica. Il problema è che l'alta ristorazione sembra continuare pressoché indisturbata a essere regno maschile, in quanto settore professionale che dà pochi spazi alle donne per (nell'ordine) cultura e condizioni di lavoro. C'è ancora tanta strada da fare, ahinoi - Eater

IN PILLOLE

Quando la festa finisce
C'entra relativamente con la gastronomia, ma il rapporto tra alcol e letteratura, indagato da un bel libro di Olivia Laing (qui intervistata) è sempre "affascinante" - Il Tascabile

Les routiers sont sympas, les relais aussi
Anche la Francia ha le sue trattorie per camionisti, e questo pezzo le racconta - Le Monde

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