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Per un pugno di link: quello che scrivono gli altri

di Gabriele Rosso 20 apr 2019 0

La mafia e il prezzo della verdura, agnello sì agnello no agnello dipende, se io sono vegano dovrebbe diventarlo anche il mio cane?, imparare ad amare l'amaro.

Le cose più interessanti che ho letto sul web negli ultimi giorni, commentate.

Ortofrutta, le mafie controllano il trasporto. E i prezzi triplicano dal campo alla tavola
Troppo spesso riempiamo le nostre dispense e i nostri frigoriferi di cibi acquistati frettolosamente, senza pensare più di tanto al percorso che hanno fatto. Fuori stagione, altamente processati, da allevamenti intensivi, e chi più ne ha più ne metta. Oggi però si sta diffondendo una sensibilità diversa, che ancora fatica a diventare mainstream, è vero, ma che un suo piccolo spazio lo sta comunque conquistando: è la sensibilità di coloro che cercano di fare acquisti etici, rispettosi dell'ambiente, del lavoro dei contadini e degli allevatori, del benessere animale e così via. Tra i principali bersagli della filiera, complici anche le inchieste di Stefano Liberti e Fabio Ciconte confluite nel bel libro Il grande carrello (Laterza), oggi c'è la GDO. A ragione, aggiungo io. Ma a creare storture in questo nostro malridotto sistema alimentare ci sono anche le organizzazioni criminali, che come sottolinea Rosy Battaglia in questa mini-inchiesta controllano in modo capillare interi mercati ortofrutticoli italiani, anche grazie alla loro presenza nel settore autotrasporti. A rimetterci sono, manco a dirlo, i produttori e i consumatori - Valori

Ambientalismo. Mangiare o non mangiare l’agnello a Pasqua?
Non sono un fautore del veganesimo, pur ritenendo centrale il tema del benessere animale, né uno di quelli che si fa i selfie con bistecca e salsiccia ironizzando su coloro che non mangiano carne. Ho letto quindi con estremo interesse questo valido articolo di Annalisa Zordan perché se ne sta un po' in mezzo, in quel terzo spazio in cui pure io tendo a ritirarmi ogniqualvolta le discussioni (su un tema qualsiasi) si infiammano. Insomma, Annalisa indaga giustamente la questione del consumo pasquale di carne di agnello, e quello che viene fuori è un mondo, lontano anni luce dai deprecabili allevamenti intensivi, fatto di allevatori che hanno a cuore le sorti degli allevati. Nello specifico parliamo della necessità di abbattere un certo numero di agnelli, legata alla preoccupazione di sopravvivenza del gregge. Insomma, non tutto è o bianco o nero - Gambero Rosso

OLTRE CONFINE

I don’t eat meat. Should my dog?
Ci sono articoli che a prima vista potrebbero sembrare poco interessanti o di importanza marginale, ma che poi si dimostrano capaci di aprire inaspettati spazi di riflessione. Questo, per quanto mi riguarda, è uno di quelli. L'ha scritto Rachel Sugar, ed è dedicato alle questioni etiche legate all'alimentazione animale. Insomma, Rachel è praticamente vegana, e si chiede se sia giusto imporre una dieta vegana anche al suo cane. Il risultato del ragionamento è tutto fuorché banale: nell'articolo c'è anche un bel pezzo della storia dell'alimentazione degli animali domestici, e poi una parte in cui si fa notare come i cani, ad esempio, siano dotati di empatia e capacità di discernimento. Quindi: voglio più bene al mio cane se gli impedisco di mangiare altri animali, o se assecondo i suoi liberi desideri? - Vox

Learning to Love Bitter Tastes
Bee Wilson, una delle food writer più brave che oggi ci è dato leggere, in questo articolo riflette sulla diffusione (o meno) delle nostre preferenze per l'amaro. E lo fa mettendo in evidenza un aspetto per nulla secondario: la differenza di gusto tra culture gastronomiche differenti. Ad esempio, nota come l'amaro sia meno radicato tra i palati del mondo anglosassone, nonostante la recente affermazione delle birre IPA, del caffè espresso o di cocktail come il Negroni negli Stati Uniti. I bambini americani e inglesi vengono tenuti a una distanza maggiore dai cibi amari, mentre altri paesi europei, tra cui l'Italia, o l'India, hanno tradizionalmente riservato loro sempre un po' di spazio. A mancare dalle tavole anglo-americane sono soprattutto gli ortaggi amari. Ed è un peccato, secondo la Wilson, perché mangiare senza amaro in fondo è come cucinare senza sale - Wall Stree Journal

IN PILLOLE

IL CIBO DEI RIBELLI. In onore di quelle donne e di quegli uomini che hanno combattuto per la giustizia e la libertà. Le nostre.
Si avvicina il 25 aprile, e in questi tempi scuri vale la pena dedicare un po' di tempo alla lettura di pezzi come questo, scritto da Pietro Stara - Vinoestoria

Starbucks Promised a Recyclable Drink Lid. Don't Believe the Hype
Sharon Lerner racconta come le promesse di sostenibilità di Starbucks siano in realtà poco più che promesse - The Intercept

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