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Per un pugno di link: quello che scrivono gli altri

di Gabriele Rosso 12 gen 2019 0

Un calcio al cibo, la suspense dietro un grande progetto (gastronomico), tramortire gli animali prima di ucciderli non li fa soffrire?, i pomodori-peperoncino.

Le cose più interessanti che ho letto sul web negli ultimi giorni.

Calciatori a tavola
Questo bel pezzo di Fabrizio Gabrielli è comparso sul numero 20 di 11, o Undici, o Rivista Undici che dir si voglia, e da poco è anche online. La mia personale passione per il calcio c'entra poco, nel senso che non lo condivido soltanto perché c'è un mio interesse rispetto al tema. Non aspettatevi il solito articoletto superficiale sull'alimentazione degli sportivi. Qui c'è di più. C'è la questione tormentata del rapporto tra calciatori e cibo, durante la carriera e dopo la carriera. Ci sono i vizi e il lusso che le star milionarie possono permettersi, tipo i personal chef. Ci sono i nutrizionisti che stanno rivoluzionando il modo di stare a tavola dei grandi campioni. E ci sono i calciatori appassionati di cibo, quelli che investono nella ristorazione e – addirittura – quelli che appesi gli scarpini al chiodo vestono i panni del cuoco. Condisce il tutto la bella penna dell'autore - Rivista Undici

7 Days Out su Netflix. L’Eleven Madison Park di New York protagonista di un nuovo insolito format tv
Molto piacevole questo pezzo di Livia Montagnoli che racconta una nuova produzione Netflix (7 Days Out) che a sua volta racconta i sette giorni che hanno preceduto l'inaugurazione del nuovo Eleven Madison Park di New York, avvenuta l'8 ottobre 2017. Dentro c'è la narrazione di tutta la tensione, più o meno cinematografica, che anima una grande impresa, in questo caso di altissima ristorazione. E quindi la cura dei dettagli, le complicazioni, le ansie, le aspettative: «Chi vuole scoprire come si muove una macchina impostata per essere perfetta non deve far altro che osservare: la simulazione del servizio con stoviglie e finti clienti, in un “gioco di ruolo” che coinvolge tutto lo staff; la gestione delle anatre in cella di maturazione; l'ansia per l'allaccio del gas che non arriva, o per le nuove sedute troppo rigide. E l'infinita lista delle cose da fare prima dell'inaugurazione, fino al rito del barbiere in vista del primo servizio. Ecco spiegata quella teoria del cigno che apre la puntata: quel che vediamo della grande ristorazione è solo l'eleganza di un animale che scivola sull'acqua. Ma cosa succede sotto la superficie?». Da leggere l'articolo, da vedere il programma - Gambero Rosso

OLTRE CONFINE

Is Stunning an Animal Before Slaughter More Humane? Some Religious Leaders Say No
Qui è dove Karen Zraick affronta il tema della macellazione rituale, in questo caso secondo precetti religiosi ebraici (kosher) e islamici (halal). Lo spunto viene dall'approvazione in Belgio di una legge che vieta di uccidere gli animali destinati alla macellazione senza prima stordirli e fargli perdere i sensi, così come hanno fatto altre legislazioni nazionali europee. Com'è noto la religione ebraica e quella islamica prevedono che gli animali non vengano tramortiti prima di essere uccisi. Un tema, questo, destinato a fare capolino nella discussione pubblica di vari paesi europei e non impegnati, come sembra, a stringere i cordoni del multiculturalismo e del pluralismo religioso. Ora, al di là delle polemiche in salsa nazionalista, c'è da dire che sempre più leader religiosi ebraici e islamici stanno sottolineando un aspetto che in molti hanno sempre dato per scontato, ma che meriterebbe qualche riflessione più approfondita: siamo sicuri che tramortire l'animale non comporti dolore? D'altronde, come sostengono alcuni macellai kosher, «è vero che l’animale non viene preventivamente stordito al momento della macellazione, ma ciò non equivale a dire che l’animale soffrirà al momento dell’uccisione: la recisione della gola con un coltello affilatissimo e con un movimento estremamente veloce e privo di esitazioni assicura che l’animale perda subito conoscenza e si dissangui in modo rapido» - The New York Times

Scientists are creating super-healthy, gene-edited spicy tomatoes
Una questione su cui torniamo ciclicamente ogni volta che viene pubblicata una nuova ricerca scientifica a proposito degli esperimenti genetici sugli ortaggi: che "diritto" abbiamo di manipolare la natura e i suoi frutti? Ora, non sono un integralista, quindi ammetto che l'uomo da sempre manipola e indirizza la natura, con il suo lavoro, con le ibridazioni tra piante, etc. Quindi ci resta da capire quanto le nuove tecniche genetiche si spingano in là, e l'opportunità politica ed etica di certe operazioni. Dopodiché un pomodoro-peperoncino potrebbe pure essere una buona idea (mio suocero è calabrese NdA). E oltretutto avrebbe risvolti anche sulla nostra salute, dicono questi ricercatori brasiliani - Quartz

IN PILLOLE

Ricette immateriali. Polenta alla spianatoia
Quadri celebri, l'idea di convivialità, un piatto tipico che favorisce lo stare insieme a tavola. E purtroppo una foto davvero troppo brutta per essere vera (lo dico con ironia, eh) - Doppiozero

You Can Now Be Fined and Jailed for Calling This “Meat”
In Missouri chi si azzarda a chiamare carne qualcosa che carne non è (avete presente i vari "sostituti" vegani-vegetariani?) rischia una multa e addirittura il carcere - Mother Jones

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