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Per un pugno di link: quello che scrivono gli altri

di Gabriele Rosso 01 dic 2018 0

Scienziati contro il bio (davvero?), Luciano Monosilio e il "segreto" della cucina italiana, la Michelin, San Francisco e l'Italia, l'alleanza tra industria del tabacco e del cibo.

Le cose più interessanti che ho letto sul web negli ultimi giorni.

L’agricoltura bio e i suoi pesticidi
Lungi da me l'idea che la scienza possa essere oggetto di discussione a-scientifica o addirittura anti-scientifica: avendo trascorsi nella ricerca universitaria credo di possedere una mente iper-razionale e iper-razionalista, e al tempo stesso un'indiscutibile fiducia nel metodo scientifico. Fatta questa doverosa premessa, leggo questo articolo di Elena Cattaneo, farmacologa, biologa e senatrice a vita, e rimango letteralmente a bocca aperta per la sua rigidità concettuale. Qui si dicono infatti una serie di mezze verità e di inesattezze che non sono soltanto figlie della necessità di semplificazione: chiedere a uno scienziato di rilievo di affrontare il tema dell'agricoltura biologica in circa 4.000 battute è effettivamente complicato, ma c'è di più. Tra queste righe si legge, come dicevo, una rigidità concettuale che stupisce proprio perché la riflessione scientifica dovrebbe essere flessibile e aperta. Mettere l'agricoltura biologica contro l'agricoltura convenzionale in questo modo ideologico non tiene conto di due dati incontrovertibili: che il biologico non è un ritorno al passato ma un passo in avanti, possibile grazie alle nostre aumentate conoscenze, e che complessivamente i terreni in regime biologico sono meno inquinati dei terreni in regime convenzionale. Che poi il rame sia un metallo pesante il cui uso va limitato lo sanno anche le pietre: chiedere ai viticoltori che hanno una certa sensibilità ecologica - Il Messaggero

Lo chef che a Roma ha lasciato la stella per fare la carbonara più buona del mondo
Pezzo bellissimo di Andrea Strafile, perché piuttosto che fermarsi in superficie e raccontare quella che per l'autore è la carbonara più buona di Roma, esplora a fondo tutto ciò che gli sta intorno. E più o meno consapevolmente affronta uno dei temi centrali per la comprensione della cucina italiana di oggi. Provo a spiegarmi meglio. Se pensiamo che per capire la direzione della cucina italiana contemporanea e la sua tradizione ci si debba concentrare (solo) sulle stelle beh, ci stiamo sbagliando. L'orgoglio della nostra specificità, le carte che la cucina italiana si può e si deve giocare nel mondo per non perseverare all'ombra di quella francese, sono 1) il prodotto 2) la convivialità 3) l'osteria (vecchia, rinnovata, nuova). La storia di Luciano Monosilio ne è una grandissima dimostrazione: questi tre ingredienti irrinunciabili possono essere declinati in modo più aristocratico o in modo più popolare, ma il fulcro rimane lì. E la carbonara può diventare un piatto di una nobiltà inarrivabile e al tempo stesso conservare tutta la sua illuminante dimensione popolana - Munchies

OLTRE CONFINE

Dominique Crenn Wins Third Michelin Star, a First for a Woman in America
La notizia è tutta nel titolo: Dominique Crenn ha ottenuto la terza stella Michelin (edizione San Francisco Bay Area), ed è la prima donna a raggiungerla in tutti gli Stati Uniti. C'è quindi una questione di genere, c'è la storia di questa grandissima cuoca, per cui invito a guardare la puntata di Chef's Table a lei dedicata, e ci sono una serie di altri dati. Il primo: nella sola Bay Area sono otto i ristoranti con tre stelle Michelin. Quasi come in tutta Italia. Poi... c'è un altro nuovo tre stelle: il Single Thread, aperto due anni fa (!); un tre stelle promosso lo scorso anno è subito tornato a due; e ancora... solo Parigi e Tokyo hanno più tre stelle di San Francisco. Insomma, pare di capire che il metro di giudizio utilizzato per San Francisco sia molto più fluido, flessibile, veloce di quello utilizzato per altre zone del mondo, Italia in primis. Sarà la distanza rispetto alla madre patria Francia? Sarà la consapevolezza che il metro francese non può funzionare efficacemente nel giudicare in modo corretto le cucine altre e quindi oltre oceano ci si lascia andare di più? Oppure sarà che la cucina francese negli Stati Uniti è profondamente radicata, e quindi in realtà c'è maggiore affinità? Insomma, un sacco di domande che meriterebbero un tentativo di risposta - The New York Times

New Archive Reveals How the Food Industry Mimics Big Tobacco to Suppress Science, Shape Public Opinion
Gli Stati Uniti, paese con una lunghissima tradizione di lotte legali e di inchieste contro le grandi corporation, ormai da anni hanno intrapreso una dura battaglia contro il tabacco. Come racconta bene quest'articolo di Virginia Gewin, negli ultimi tempi anche l'industria del cibo è finita sotto i riflettori, soprattutto coloro che producono bevande gasate e cibi ad alto contenuto di zucchero. Ora, ciò che traspare da una serie di documenti diventati recentemente di pubblico dominio, è come l'industria del tabacco e quella del cibo si siano alleate in passato, e come condividano strategie di distorsione della ricerca scientifica ai propri fini e per influenzare l'opinione pubblica. Insomma, la battaglia tra bene pubblico e profitto si gioca anche sul piano del sistema alimentare, e anche se questa non è una novità sconvolgente, è sempre utile il richiamo a tenere gli occhi ben aperti - Civil Eats

IN PILLOLE

Usa, lo chef Andrès che sfama gli ultimi candidato al Nobel per la pace
Al di là di ogni possibile riflessione maliziosa, una notizia che ci fa ragionare sull'accresciuta considerazione e sulla centralità che ha assunto la cucina nel mondo occidentale - Repubblica

'Lamentable': top French guide slams standard of restaurants
Dalle parti de La Liste, la classifica dei migliori 1000 ristoranti al mondo stilata dagli amici francesi sulla base di recensioni provenienti da diverse fonti (guide, recensioni online...), ci si lamenta della scarsa qualità della cucina francese popolare o comunque di fascia media. Più bravi gli italiani, ad esempio - The Guardian

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