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Per un pugno di link: quello che scrivono gli altri

di Gabriele Rosso 06 ott 2018 0

Verità che non lo erano e gastrodilettantismo, che succede alla guida dell’Espresso?, come ci si lamenta al ristorante, sommelier che cambiano lavoro.

Le cose più interessanti che ho letto sul web negli ultimi giorni.

Tutto quello che sai sulla mappa dei gusti della lingua è sbagliato
La vicenda raccontata da Diletta Sereni sulla mappa dei gusti della lingua, mappa ripresa più o meno fedelmente da tutte le fonti italiane autorevoli sul tema, dalle associazioni della sommellerie ai manuali e alle pubblicazioni tecniche più in voga, è lo specchio di una realtà, quella della cultura-critica-conoscenza enogastronomica che sconta ancora un profondo peccato di dilettantismo. Sì, dilettantismo. Perché mentre la comunità scientifica sforna ricerche approfondite sui temi delle percezioni sensoriali, sulle composizioni degli alimenti e sulla loro salubrità/non salubrità, quello che poi passa attraverso il filtro del giornalismo e dell'informazione gastronomica è spesso un messaggio banale e banalizzato. La polemica sull'olio di palma ne è un esempio, quella sugli OGM idem. Il continuo riproporsi di articoli sul vino che fa male, anzi no fa bene, un altro. Se poi anche le fonti che potremmo definire autorevoli toppano così rumorosamente, beh, forse siamo davvero perduti - Munchies

Le cappellate della guida dell’Espresso
Non poteva che essere Valerio Massimo Visintin, da tempo critico impassibile della guida ai ristoranti dell'Espresso e del suo côté, a puntare il dito sull'italica rossa all'indomani della sua presentazione. Facendoci notare una lunghissima serie di errori e di "indelicatezze" che si trovano tra le sue pagine. E in effetti ci sono passi falsi davvero pesanti, cappelli mancanti, inesattezze sul numero di premiati col massimo riconoscimento nell'introduzione (mica broccoli), una pubblicità di ristorante a fianco della recensione dello stesso ristorante. Al di là di quest'elenco che, bisogna dirlo, già da solo pesa come un macigno sugli estensori della guida, l'impressione è che il mondo enogastronomico de L'Espresso stia vivendo un momento di forte difficoltà e incertezza, dopo la (nei fatti) fine dell'esperienza della guida ai vini. Al di là delle considerazioni di merito, sorgono un po' di domande: si aprirà uno spazio importante nel panorama della critica enogastronomica italiana o soltanto un grande vuoto? O ancora, cosa in cui attualmente credo poco, ci sarà un rilancio da parte del gruppo editoriale in questione? - ViviMilano

OLTRE CONFINE

The Right Way to Complain at a Restaurant
Siamo nel bel mezzo di un'epoca iper-litigiosa. O almeno, questa è l'impressione diffusa da una dialettica pubblica che appare più arrogante, rancorosa e irrispettosa di quanto già non fosse in passato. Realtà, distorsione, problema di prospettiva? Non lo so. Fatto sta che anche la ristorazione vive sulla propria pelle questa condizione, di cui una delle rappresentazioni più emblematiche è la recensione negativa su TripAdvisor. Dato tale contesto, mi sembra utile questo post di Whitney Filloon, che mette giù qualche regola per lamentarsi di ciò che non va al ristorante senza arrivare a lanciare coltelli e piatti addosso al cameriere, o senza che il cuoco esca dalla cucina inviperito per affettare le dita del cliente. Niente di rivoluzionario, eh. Ammesso che oggi non si possano considerare rivoluzionarie la buona educazione, il buon senso, il dialogo pacato, la comprensione reciproca - Eater

The Sommelier Finds Room to Breathe
Parliamo sempre di ristorazione, questa volta però scavalcando la barricata: qui è dove Eric Asimov, super-giornalista enoico del New York Times racconta come alcuni sommellier (qui il focus è su Patrick Cappiello) abbiano abbandonato il proprio ruolo nel servizio del vino al ristorante per dedicarsi, con ottimi risultati, ad altre professioni legate a questo articolato mondo. Produzione, distribuzione, consulenze, per intenderci. Insomma, che essere sommellier di un ristorante sulla breccia richiede impegno e abnegazione straordinari, e si tratta di un'occupazione che assorbe tempo ed energie, al pari, verrebbe da dire, del mestiere di cuoco. Ecco spiegato perché molti a un certo punto della propria carriera scelgono strade alternative, potendo contare su un bagaglio di competenze maturato sul campo con pochi eguali - The New York Times

IN PILLOLE

Gli ultimi giorni del mercato del pesce di Tokyo
Un articolo che spiega cosa succederà a uno dei mercati più affascinanti del mondo, con tante foto che fanno crescere la vena nostalgica dei tradizionalisti più indefessi - Il Post

In Germany, an Entire Vineyard of Grapes Has Gone Missing
La strana storia del vigneto tedesco che è scomparso da un momento all'altro: qualcuno ha fatto sparire tutti i grappoli in amen, forse un concorrente col dente avvelenato? - Gastro Obscura

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