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Per un pugno di link: quello che scrivono gli altri

di Gabriele Rosso 29 giu 2019 0

Non prendetevela con l'insalata di riso, la storia (e il futuro) della carne in provetta, perché la World's 50 Best Restaurants è controversa, il finto hamburger che conquista il mercato di massa.

Le cose più interessanti che ho letto sul web negli ultimi giorni, commentate.

L’insalata di riso non si discute
Credo che in fondo abbia ragione Teresa Bellomo: in quest'epoca gourmetizzata tornare a dare un po' di dignità a piatti iconici della nostra tradizione più pop è cosa buona e giusta, se non altro per riconoscerne il valore storico e simbolico. Insomma io personalmente la tanto bistrattata insalata di riso non ho mai smesso di mangiarla con una certa soddisfazione, con i suoi ingredienti inscatolati e quel sapore che sa di tutto e di niente. E mai, lo ammetto, mi sono piegato alla gourmetizzazione dell'insalata di riso, cercandone versioni al passo con i tempi che corrono. Credo sia un piatto con una precisa funzione (estiva e di recupero, per pasti che non impegnano), e come tale va riconosciuto. Poi certo, il suo vero problema è che è brutta, ed essere brutti nell'era Instagram non paga. Ma ce ne importa davvero qualcosa? - Rivista Studio

Carne di laboratorio
Chi conosce questa rurica sa che il tema in questione è una delle mie fissazioni principali. Quindi non potevo esimermi dal condividere e commentare l'articolo di Davide Michielin, che come altri comparsi negli ultimi mesi su giornali, siti web e riviste di ampio respiro (da quelle culturali al lifestyle) testimonia la crescente attenzione alla questione. Con la carne ottenuta in laboratorio dobbiamo farci i conti, se non altro perché il suo sbarco tra gli scaffali dei supermercati è imminente. Credo che il dibattito allo stato attuale sia un po' drogato: vincono le posizioni di coloro che sottolineano la non sostenibilità degli allevamenti intensivi (ce n'eravamo già accorti, comunque), e viene data scarsa rilevanza alle posizioni più sfumate, come spesso accade nelle discussioni più ideologizzate. Aggiungo solo una cosa: la carne in provetta otterrà un successo reale nel momento in cui vincerà la battaglia del prezzo, quando cioè costerà meno di quella ottenuta in modo tradizionale. Sigh - Il Tascabile

OLTRE CONFINE

Why The World's 50 Best Restaurants 2019 List Is More Controversial Than Ever
Questo articolo è della settimana precedente rispetto a quella che si sta chiudendo. Ma vale la pena rileggerlo ora, dopo l'annuncio del vincitore della nuova edizione dei World's 50 Best Restaurants, perché fa una ricostruzione fedele di cosa è successo negli ultimi anni intorno a questo evento planetario. La mia impressione personale, suffragata da alcune delle osservazioni espresse dall'autrice Lisa Abend, è che la 50 Best sia una classifica che vive di spettacolarizzazione e che oggi aggiunge poco oltre la spettacolarizzazione stessa dell'alta cucina. Attenzione: accolgo con favore l'interesse che suscita la cucina sul pubblico di massa, quindi non mi lamentavo di Masterchef quando spopolava in TV e ho accolto con gioia il successo di Anthony Bourdain o della serie Chef's Table su Netflix. Ma qui il punto mi sembra un altro: l'ansia da red carpet che si respira intorno alla 50 Best mi spinge a dire che a fronte di un bagaglio di contenuti gastronomici scarno e poco coerente, si percepisce l'impostazione-showbusiness che la classifica ha raggiunto oggi. E quindi mi viene da dire che in fondo serve solo a creare hype intorno all'hype - Time

Achieving the Impossible
Ve l'avevo detto che ho la fissa della carne in vitro e di tutta quella galassia di finta carne sostitutiva della carne vera che sta prosperando di questi tempi. In questo articolo Andrea D'Aquino racconta come l'Impossible Burger, il burger di origine vegetale di cui tanto si sta parlando ultimamente, stia riuscendo a fare breccia nel mercato di massa. Come suggerivo più sopra, la carne finta vincerà davvero la sua scommessa quando sarà concorrenziale a livello di prezzi con la carne vera. E l'Impossible Burger lo è già, al punto che sta arrivando nella grande distribuzione e nei fast food, con Burger King in prima fila. Poi ci sarebbe anche questa operazione di PR fatta convincendo alcuni chef famosi a metterlo in carta, tipo David Chang. Ma qui il limite tra la marchetta, l'operazione-visibilità e la reale fiducia nel prodotto è labile - Eater

IN PILLOLE

Ecco Marrot, la carota di carne pensata come la risposta all'hamburger vegetale
Visto che è il tema di questa edizione della rubrica, vale la pena scandagliarlo per bene e fino in fondo: dopo la carne finta, ecco la verdura finta (fatta di carne) - Wired

Why so many beers have retro-looking cans
Traduco il titolo che così faccio prima: perché così tante birre hanno lattine retrò - Vox

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