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Matcha, la magica polvere di tè giapponese

di Davide Pellegrino 08 gen 2019 0

Storia, caratteristiche e benefici di un ingrediente speciale in cucina per preparazioni dolci e salate.

Forse vi sarà capitato di leggere o sentir parlare del Matcha, intuendo la sua affinità con il tè, ma senza comprendere appieno di cosa si trattasse. Tè in polvere? Solubile o no? Tè edibile? Vediamo di chiarire un po’ le idee. Il Matcha indica generalmente un tè verde giapponese in polvere. Non si tratta però di un tè liofilizzato solubile in acqua, bensì di una polvere finissima di colore verde intenso, ottenuta dalla frantumazione, in frantoi di pietra, delle foglie di un particolare tè verde prodotto ombreggiando le piante con un telo qualche settimana prima della raccolta; in questo modo le foglie possono arricchirsi di clorofilla e amminoacidi conferendo al tè aromi e sapori speciali.

Il Matcha è utilizzato nella cerimonia giapponese del tè (il Chanoyu) e si prepara tradizionalmente in una tazza di ceramica (una piccola ciotola) senza manico utilizzando 1 cucchiaino colmo di polvere in 60 ml d’acqua a 80°C e frullando il tutto con un frullino di bambù simile a un pennello da barba (il Chasen). Si tratta di un modo di preparare il tè usato anticamente in Cina durate la dinastia Song (970-1279), poi sostituito dalla preparazione del tè per infusione delle foglie sfuse in acqua calda, ma di cui in Giappone è rimasta traccia nella tradizionale cerimonia del tè.

Una tipica tazza di ceramica senza manico utilizzata per degustare il Matcha

Non prevedendo alcuna filtrazione delle foglie, il Matcha è una bevanda molto nutriente, ricca di polifenoli, caffeina e vitamine, in particolare B1, B2 e C, e di betacarotene. Il sapore è spiccatamente amaro, erbaceo e lascia sulla lingua una piacevole e leggera cremosità. Per mantenerne intatte tutte le proprietà organolettiche si consiglia di conservarlo in frigo una volta aperta la confezione; ricordatevi comunque di aspettare fino a che non abbia raggiunto la temperatura ambiente prima di prepararlo.

Esistono diverse qualità di Matcha. Il più pregiato può raggiungere prezzi davvero alti a seconda dell’età delle piante di tè e del periodo in cui viene raccolto durante la primavera; le qualità più economiche, ottenute da tè verde semi-lavorato che non ha subìto alcuna ulteriore selezione o cernita delle foglie (Aracha), sono spesso utilizzate in cucina per preparare piatti dolci e salati, nonché bevande.

Si può aggiungere a succhi di frutta, frullati, centrifughe, cocktail oppure usare per colorare e aromatizzare un classico gelato alla crema o al fiordilatte. Il Matcha, infatti, si sposa benissimo con il latte; il cosiddetto “Matcha latte”, cappuccino alternativo con Matcha al posto del caffè, sta conquistando sempre più adepti.

Provate a preparare un tiramisù con il Matcha al posto del caffè per inzuppare i savoiardi e come polvere da distribuire alla fine sulla superficie del tiramisù; ne sarete piacevolmente stupiti! Il Matcha può essere aggiunto anche nell’impasto di base di ciambelloni, muffin e biscotti mischiandolo alla farina; da provare anche nell’impasto di pasta, pizza e gnocchi e, perché no, anche del classico panettone natalizio.

Con il Matcha si può preparare un specie di cappuccino chiamato Matcha latte
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