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Le delizie delle Hautes Alps

di Camilla Micheletti 02 mag 2019 0

A pochi chilometri dal confine italiano, un tour tra salumi tipici, ristoranti gourmet e fiere del bestiame.

A volte bastano una manciata di chilometri per sentirsi in vacanza: a meno di un’ora di macchina dal confine italiano (lato Piemonte-Valle d’Aosta) è possibile immergersi – anche per un breve weekend – nei paesaggi, nella gastronomia e nella storia delle Hautes Alps, un pezzo di Francia dall’atmosfera molto diversa rispetto a quella che siamo abituati ad associare al raffinato paese d’Oltralpe.

Luoghi prediletti dagli amanti degli sport sulla neve, alcune di queste località – come Briançon, la città più alta della Francia a 1326 metri sul livello del mare – sono molto frequentate dagli italiani soprattutto in inverno. A dispetto della patina di glamour che riveste alcuni dei suoi luoghi cool invernali, il territorio delle Hautes Alps mantiene ben salde le sue origini contadine. Sono palpabili tra le viuzze, tra le case che punteggiano i tornanti e nei piatti tipici che si trovano sui menu. In questa stagione, in particolare, è possibile approfittare del risveglio della primavera e perdersi nei prati, nei laghi montani, nei paesini e nei panorami mozzafiato.

Scendendo per i tornanti di Briançon si arriva in poco tempo a Embrun, cittadina che domina, con la sua rocca costruita su un muraglione di tufo, la valle del fiume Durance.

La città affaccia su un plan d’eau, uno specchio d’acqua voluto dall’amministrazione comunale negli anni Sessanta quando fu terminata la costruzione della diga che oggi dà origine al Lac de Serre Ponçon. Mentre il lago artificiale è soggetto a periodici svuotamenti per assicurare la tenuta del fondo, il plan d’eau è un luogo dalla bellezza amena, in cui è possibile praticare sport d'acqua, affittare piccole barche, passeggiare sul sentiero che lo costeggia interamente.

Particolarmente suggestivo, nel periodo primaverile, è il Salon de l’Elevage delle Hautes Alps, una vera e propria fiera del bestiame ospitata sulle rive del lago, con tanto di pesatura dei bovini, esibizioni e premiazioni finali.

Tra i prodotti tipici della zona c’è la caillette, specialità ardéchoise che risale al XVI secolo e che veniva tradizionalmente mangiata calda durante la notte dell’uccisione del maiale. Conosciuta in passato anche come “petit pâté”, la caillette è un involtino di rete di maiale che al suo interno racchiude carne di maiale macinata, fegato di maiale ed erbe, biete soprattutto, ma anche germogli di papavero. Alcune ricette includono uova, condimenti (aglio) e altre varie aggiunte (noci, castagne, ecc.): come tutte le preparazioni contadine, del resto, le caillettes variano da famiglia a famiglia.

Caillette ardéchoise

Le caillettes si trovano in quasi tutti i menu dei ristoranti di Embrun, così come nelle macellerie che si affacciano sulla via principale. Tuttavia in città è possibile trovare anche proposte ristorative differenti. Chi si immagina solamente una spessa cucina di campagna dovrà ricredersi: è il caso de Les Curieux Gourmands, aperto poco più di un anno fa da un gruppo di giovani professionisti.

Qua un certo sapore rustico è riscontrabile solo nell'arredamento e nella selezione delle materie prime: verdure fresche e stagionali, carni locali e una piccola carta dei vini che spazia dalle proposte delle Hautes Alps alla Provenza. Il tutto trattato con mano sicura e garbata: una cucina che lascia ampio spazio al racconto dei prodotti e pesca nella tradizione contadina, ingentilendola e rendendola contemporanea.

Les Curieux Gourmands
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