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Le 5 date che hanno cambiato la storia degli spirits

di Redazione 03 gen 2019 0

Alla scoperta delle date rivoluzionarie che ci hanno portato agli odierni long drink.

Foto di Holly Annam

450 a.C. – Invenzione del pot still

La storia degli spirits non può che cominciare dall'invenzione dell'alambicco per la distillazione: il primo esemplare di pot still, in terracotta, è datato 450 a.C, ed è stato scoperto nella città di Taxila, l'antica capitale della regione orientale del Punjab, a 30 km dall'odierna Islamabad. Si stima inoltre che anche le prime tracce della parola “alcol” risalgano a questo periodo, e che il termine derivi dall'antico sanscrito khola, la parola usata per descrivere una sorta di bevanda alcolica.

Pot still

1552 – La nascita dei distillati di canna da zucchero

Il primo documento che attesta l'esistenza di un distillato di canna da zucchero proveniente dalle Indie risale al 1552: si tratta di un report del governatore Tomeé de Sousa di Bahia, in cui si dichiara che gli schiavi erano molto più propensi a lavorare se si permetteva loro di bere cachaço (o cachaça, come la conosciamo oggi), il distillato del succo di canna da zucchero. Se parliamo invece di rum di melassa, il primo produttore sembrerebbe essere l'olandese Pietr Bowler, che ha introdotto nel 1637 il procedimento della distillazione della melassa della canna da zucchero a Barbados, ancora oggi uno dei maggiori luoghi di produzione del rum.

La cachaça è un'acquavite, comune in Brasile, ottenuta dalla distillazione del succo di canna da zucchero

1714 – La prima menzione del gin

Anche se il primo proto-gin della storia è italiano (un vino infuso con bacche di ginepro, prodotto nei monasteri salernitani intorno all'anno 1000), bisogna arrivare al 1714 per trovare la prima definizione di gin come lo intendiamo oggi. Compare in un trattato intitolato The Fable of the Bees, or Private Vices, Publick Benefits di Bernard Mandeville. Secondo quanto affermato da Mandeville, il termine gin è un imbastardimento britannico dell'ingrediente più riconoscibile del distillato, il gin, juniper in inglese.

Foto di The Gin Lady

1767 – L'invenzione dell'acqua tonica

Fu Joseph Priestly, un chimico inglese, ad addizionare per la prima volta nel 1767 l'anidride carbonica all'acqua. Tuttavia, la trasformazione della soda in acqua tonica e il suo successo commerciale si deve a Johann Jacob Schweppe, un orologiaio tedesco, che nel 1773 inventa il primo procedimento industriale per la cattura e l’imbottigliamento delle bollicine. La sua invenzione, l’acqua tonica di Schweppe riscuote subito un grande successo, viene approvata dai più grandi medici e venduta (principalmente in farmacie) come terapia per molti alimenti. Con la fondazione di Schweppes a Ginevra nel 1783, nasce la moderna industria delle bevande analcoliche e Schweppe diviene il creatore delle bollicine.

Johann Jacob Schweppe
Foto di Mike Sheridan

1862 – How to mix drink: la prima guida alla mixology

How to Mix Drinks or The Bon Vivant’s Companion è il primo libro della storia che insegna come si miscelano distillati e liquori per ottenere cocktail. Questi drink hanno cominciato a conquistare la borghesia e l'aristocrazia di tutto l'Occidente dall'inizio del secolo. La guida, pubblicata da Jerry Thomas, il Professore che è diventato il santo protettore di tutti i bartender, è strutturata come un elenco delle 200 ricette più popolari all'epoca, tra cui cocktail, punch, julep, cobblers, mulls, sours e cordiali.

Jerry Thomas
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