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Il tè di montagna, o della forza e della salute

di Davide Pellegrino 19 feb 2019 0

Tutto quello che c’è da sapere su questa bevanda dalla storia millenaria molto apprezzata nei paesi balcanici e mediterranei.

Forse vi è capitato di riceverlo come regalo da qualche amico di ritorno dalla Grecia. Vi è stato probabilmente presentato come tè di montagna, o tè greco, e voi con un’aria un po’ perplessa avete annuito osservando dei rametti secchi (interi o a pezzetti) insieme a foglie e infiorescenze giallastre pensando a cosa mai vi stesse offrendo il vostro amico.

Se vi è successo così (ma anche se non vi è capitato ancora) sappiate che il tè del vostro amico è in verità una tisana prodotta da una piccola pianta arbustiva perenne del genere Sideritis, della famiglia delle Lamiaceae (la stessa della menta), che comprende più di 150 specie di piante originarie di tutta l’area balcanica (Grecia, Albania, Bulgaria e Macedonia, ecc.).

Tra quelle più produttive, di cui si utilizzano le foglie e le cime fiorite essiccate, sono la Sideritis syriaca, tipica di Creta; la Sideritis raeseri, presente sul Monte Parnasso e in Albania, e la Sideritis scardica, diffusa nel nord della Grecia (dove prende il nome di tè dell’Olimpo) e nelle regioni limitrofe. Queste specie si trovano allo stato selvatico anche se nel tempo i pascoli intensivi e la raccolta incontrollata ne hanno ridotto le popolazioni naturali nelle aree di origine; per questo oggi sono spesso coltivate.

La Sideritis syriaca, conosciuta in Italia come Stregonia siciliana

Delle tre specie citate, la più comune (anche in Italia dove è nota come Stregonia siciliana) è la Sideritis syriaca, piccolo cespuglio che cresce spontaneo su suoli rocciosi, a quote superiori ai 1.000 metri slm. Alto circa 40 cm, ha foglie oblanceolate-spatolate e fiori gialli che compaiono tra maggio e luglio attirando le api (in Abruzzo se ne ricava anche un miele uniflorale).

Già nel I sec. d.C il medico greco Dioscoride attribuiva a questo genere di pianta una funzione emostatica utile per curare ferite da armi di ferro; non a caso in inglese è chiamata anche “ironwort” (erba di ferro) e l’etimologia greca del nome Sideritis significa proprio “ferro”. Detta anche tè del pastore (i pastori greci usavano farne una tisana durante il pascolo delle greggi in alta montagna), in Grecia ha acquisito tanti nomi diversi a seconda del luogo di origine. A Creta, ad esempio, durante il dominio veneziano è stata ribattezzata “Malotira”, parola di derivazione italiana col significato di “tirar via i mali”, in riferimento alle sue citate virtù benefiche sulla salute umana.

I rami fioriti e le foglie sono raccolti durante la fioritura tra giugno e luglio, lasciati essiccare a mazzetti e utilizzati per preparare una tisana molto gradevole. Dall’aroma leggermente floreale, il liquore si caratterizza per un bel colore giallo-oro e un sapore che ricorda vagamente la camomilla e la liquirizia. Senza caffeina, è adatta a tutti e, grazie alle sue proprietà antiinfiammatorie e antibatteriche, è utilissima per alleviare mal di gola, raffreddori, sinusiti e disturbi digestivi. Inoltre svolge un effetto rilassante e ansiolitico facilitando il sonno serale. Alcune ricerche ne hanno dimostrato anche una capacità antiossidante analoga a quella del tè verde.

Il tè montagna può essere preparato sia per infusione che per decozione. Vi consiglio la seconda modalità procedendo come segue. In un pentolino mettete una manciata di foglie, fiori e rametti e aggiungete circa 300 ml d’acqua. Portate a ebollizione e lasciate sobbollire per 3-5 minuti a seconda dell’intensità di gusto che desiderate. Spegnete il fuoco e filtrate il decotto. Potete aggiungere miele e/o del limone se vi piace. Per l’estate ricordate che il tè di montagna è ottimo anche bevuto freddo, anche con qualche cubetto di ghiaccio.

Il tè di montagna, in genere preparato come decotto
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