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Gli allevamenti intensivi e "il prezzo" della carne che mangiamo

di Redazione 20 feb 2017 3

Su Internazionale Stefano Liberti spiega perché si tratta di un sistema produttivo non sostenibile e con le gambe corte.

Un allevamento intensivo di maiali

Un allevamento intensivo di maiali

Foto di Jo-Anne McArthur, Essere animali

A maggio del 2016 un servizio di Report mise sotto la luce dei riflettori le cattive condizioni in cui venivano allevati gli animali in alcuni stabilimenti dell'azienda Amadori. Ne seguì una polemica abbastanza accesa, con tanto di replica dell'azienda stessa, e noi ne scrivemmo in un post intitolato Il prezzo da pagare per la carne a poco prezzo, scomodando anche alcune citazioni tratte dal libro Il dilemma dell'onnivoro di Michael Pollan.

Come spesso succede in questi casi, a pochi giorni dalla polemica i riflettori si erano però spostati da un'altra parte. Ci siamo dimenticati molto in fretta di cosa c'è dietro alla carne "economica", al di là di ogni ragionamento sulla qualità di ciò che acquistiamo e mettiamo nel piatto. Nel frattempo, è vero, si è parlato dei mattatoi francesi, in cui a partire dal 2018 sarà obbligatorio installare delle telecamere per prevenire eventuali maltrattamenti agli animali in via di macellazione. Ma sugli allevamenti intensivi più nulla, o quasi.

Nei giorni scorsi ci ha pensato però Stefano Liberti, autore per Minimum Fax del libro I signori del cibo, a rispolverare l'annosa questione, pubblicando su Internazionale un articolo che spiega come sia proprio la ratio fondante di questo sistema produttivo ad avere le gambe corte, pur garantendo enormi profitti alle industrie alimentari che lo applicano. Si parla di alimentazioni degli animali, di storia dell'allevamento intensivo e di un'inchiesta firmata dall'associazione non-profit Essere Animali, con tanto di foto e video-choc:

È il grande rimosso del nostro tempo. Gli allevamenti intensivi – i capannoni dove gli animali sono rinchiusi, fatti ingrassare, trattati con antibiotici per evitare che si ammalino, infine inviati alla macellazione – sono qualcosa che nessuno vuole vedere. Paradossalmente, mentre cresce il consumo di carne al livello globale, aumenta la distanza fisica e anche cognitiva tra noi esseri umani e gli animali di cui ci nutriamo.

Eppure, quella animale dovrebbe essere una delle questioni più dibattute del mondo contemporaneo, con le sue enormi implicazioni morali, ma anche ambientali ed energetiche. Oggi, nel mondo due animali su tre sono allevati in questo modo. Il sistema non è sostenibile: le bestie rinchiuse nei capannoni devono essere nutrite. Milioni di ettari di terreno servono alla produzione di cereali e legumi per i mangimi, e sono sottratti alla coltivazione per l’alimentazione umana. Secondo le stime di Tony Weis, professore all’università di Western Ontario, il meccanismo allevamenti-colture per la produzione di mangimi occupa oggi un terzo delle terre arabili.

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COMMENTI (3) AGGIUNGI UN COMMENTO



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Salvatore
2 marzo 2017 10:54 Bravi, questo è l'argomento da portare avanti: il prezzo della CARNE. Occorrerebbe prima o poi introdure un codice di AUTOREGOLAMENTAZIONE che dissuada il mercato dagli slogan-civetta: "ciccia a soli "x" euro al kilo; perchè siamo dalla parte del consumatore". Interessante anche il video-controllo che parte in Francia: un po' di VISIBILITA' a questi individui del mondo è un buon primo passo verso il rispetto di chi non ha voce. La legge della giungla è abissalmente più umana dell'atuale COLTURA di CARNE.
mexsilvio
2 marzo 2017 23:16 Quanto vi pagano per scrivere simili nefandezze ..?? ci sono allevatori ONESTI . E MOLTISSIMI , e ci sono delinquenti che per un euro in piu' sono disposti a fare di tutto ..?? POI IN ITALIA C'E' UN SERVIZIO VETERINARIO CHE CONTROLLA DALLA NASCITA A FINE MACELLAZIONE ,(( mette il timbro su ogni tagli di carne ) E SE QUALCOSA E' INSODDISFACENTE PIOVONO MULTE SALATE , TANTO SALATE DA OBBLIGARE I PRODUTTORI AD ESSERE COERENTI CON LE LEGGI IN VIGORE ..??? O VOI SIETE L'AVANGUARDIA DI QUEI PRODUTTORI CHE VOGLIONO VENDERE CARNE CLONATA ..???? CHE IN LINEE DI MONTAGGIO DA UN LEMBO DI MUSCOLO RIPRODUCONO IL MUSCOLO INTERO , SENZA ANIMALE ...????
Redazione Piattoforte
3 marzo 2017 07:24 Gentile Silvio, non ci pagano per scrivere queste "nefandezze". Semplicemente non ci riferiamo ai tantissimi bravi e onesti allevatori che, oltretutto, hanno a cuore anche il benessere degli animali che allevano. Come si può leggere chiaramente nell'articolo il riferimento è alle aziende che invece si comportano in maniera diversa, e che perlopiù sono legate ad altre aziende che macellano e commercializzano carne a poco prezzo. Le inchieste di Stefano Liberti sono molto documentate e sono il frutto di puntuali osservazioni sul campo.