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Facciamo il bis con la “bismalva”!

di Franco Lodini 20 ago 2018 0

Storia, aneddoti culinari e curiosità di un’erba spontanea appiccicosa e gelatinosa, ma anche tanto bella e dolce!

A giugno vi avevo parlato della malva, stavolta faccio il bis e vi segnalo la bismalva, più comunemente nota come altea (Althaea officinalis).

Pianta tipicamente estiva che sopporta molto bene il caldo, si trova lungo i fossi, nei campi incolti e sui bordi delle strade, rallegrandoci la vista con i suoi fiori rosati, tra i pochi presenti in questi periodi siccitosi e quindi molto frequentati dagli insetti.

Si trova in tutta Italia (sembra manchi solo in Val d’Aosta) fino a 1200 m, è una pianta perenne, con numerosi steli ricoperti da peluria vellutata, poco ramificati, che può raggiungere anche 1,5 m di altezza. Ha la caratteristica distintiva di avere, sotto i 5 petali rosa del fiore dal diametro di 3-5 cm, un doppio calice (cioè un calice con un calicetto sottostante), rispetto alla sua cugina malva (Malva sylvestris) che ne ha solo uno.

Le foglie sono alternate e palmate e coperte da leggera peluria, si usano nelle misticanze cotte insieme ad altre specie, anche se in quantità moderata per l’effetto gelatinoso che producono; prima della fioritura è meglio, sono più grandi e morbide. Si usano anche i fiori, numerosissimi, che sbocciano continuamente ma si sciupano facilmente, per cui meglio raccoglierli appena sbocciati, tra giugno e agosto (secondo la latitudine): così belli e solari daranno un tocco di colore e di dolcezza alle vostre misticanze estive, ma mi raccomando, togliete il doppio calice che è duro e ispido.

Tutta la pianta è ricca di mucillagine, una secrezione appiccicosa che aiuta a trattenere l'acqua impedendone il disseccamento durante i periodi di siccità; è anche leggermente dolciastra e per queste sue proprietà la radice, senza la corteccia, veniva anticamente data ai bambini per aiutare la dentizione; inoltre le radici erano anche usate come cibo per placare la fame nei tempi di carestia (come del resto tutte le altre erbe spontanee di cui parliamo).

Proprio la presenza di mucillagine conferisce all'altea anche un’azione ipoglicemizzante che la rende adatta a soggetti diabetici. Essendo una tra le poche medicine “dolci”, era tra le preferite dalla medicina tradizionale da prendere per via orale, soprattutto per lenire le infiammazioni interne dell’esofago, della faringe e del tratto digerente.

Marshmallows

Una curiosità: il succo delle radici veniva impiegato per preparare dei dolcetti morbidi che curavano la tosse. Questi dolcetti sembra fossero conosciuti persino dagli antichi Egizi, ma sono tuttora molto comuni in Francia e in America, meglio conosciuti come marshmallow (il nome inglese dell'altea: letteralmente “malva di palude”). Se siete dei lettori dei Peanuts, ricorderete senz'altro che Snoopy usava arrostire le “toffolette” (la traduzione italiana di questo dolce americano) attaccate a un rametto, infatti è questo l’uso più tradizionale dei marshmallow, che si consumano quasi sempre sciolti dal calore.

Istruzioni per l’uso: spesso le nostre erbe, soprattutto quelle con i fiori più belli e appariscenti, sono molto frequentate dagli insetti, in primis dalle api che ne bottinano il nettare impregnandosi di polline e quindi aiutando le piante a riprodursi. Ma ci sono anche formiche, ragnetti e tanti altri ospiti indesiderati. Bisogna quindi fare attenzione quando si raccolgono i fiori a non incappare in qualche insetto che poi magari ci infligga qualche punturina. Nella maggior parte degli altri casi, basta depositare la nostra erba su qualsiasi superficie che gli insetti se ne andranno tranquillamente da sé. Nei casi più ostinati sbattete delicatamente i mazzetti di erbe: loro capiranno di essere ospiti indesiderati e se ne andranno per i fatti loro… 

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