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Europea o giapponese? Voi, di quale nespola siete?

di Davide Pellegrino 27 mag 2019 0

Tutto quello che c’è da sapere su questo dolce frutto primaverile dalle eccezionali virtù benefiche.

Forse non tutti sanno che quando parliamo di nespolo possiamo intendere due piante della Famiglia delle Rosacee (quella del melo e del pero, per intenderci) piuttosto diverse fra loro.

Esiste, infatti, il cosiddetto “nespolo comune” (nome scientifico Mespilus germanica), un albero di origine europea, di scarsa rilevanza produttiva in Italia, rustico, con foglie grandi e fiori bianchi che si aprono nel mese di maggio; i suoi frutti si raccolgono in autunno inoltrato e sono bruni, rotondeggianti e non commestibili tal quali, ma devono essere fatti maturare qualche mese sulla paglia (l’operazione prende il nome di “ammezzimento”) in un luogo fresco e buio al fine di completarne la maturazione.

Nespolo comune

Le nespole cui siamo abituati e che troviamo già a maggio provengono, invece, dal cosiddetto “nespolo del Giappone” (nome scientifico Eriobotrya japonica), pianta più piccola della precedente, originaria della Cina e del Giappone dove è coltivata da moltissimo tempo. In Europa è stata importata solo verso la metà del ‘700 come pianta ornamentale. Oggi il nespolo giapponese è perfettamente naturalizzato in Italia ed è coltivato negli areali dell’olivo e degli agrumi, soprattutto nelle regioni meridionali; la sua zona di elezione è la Sicilia dove se ne coltivano diverse varietà tra cui il Nespolone rosso precoce, il Nespolone gigante bianco e il Nespolone ficarazzi. È una pianta sempreverde con foglie grandi e coriacee, di colore verde scuro lucido e fiori bianchi che compaiono con i primi freddi invernali.

Nespolo giapponese

Il frutto del nespolo giapponese, diversamente da quello del nespolo comune, matura già tra aprile e maggio, periodo in cui è molto suggestivo osservare i nespoli carichi di piccoli pomi ovali dalla buccia liscia, giallo-arancio a seconda della varietà. Il frutto contiene semi grandi, lisci e molto duri, non commestibili; la sua polpa, leggermente acidula e zuccherina, è ricca di vitamine, soprattutto betacarotene, precursore della vitamina A e vitamina C e, in misura minore, di sali minerali, in particolare di potassio.

Una volta raccolte, le nespole devono essere maneggiate con delicatezza evitando di ammaccarle per non farle imbrunire; da fresche, non si conservano a lungo e vanno mangiate il prima possibile. Inoltre possono essere consumate candite o trasformate in gelatine e confetture; possono essere utilizzate anche per preparare mostarde e liquori, come il cosiddetto “nespolino”. Si tratta di un liquore che ricorda molto l’amaretto e che si prepara mettendo 400 gr. di semi di nespola giapponese (precedentemente puliti e asciutti) a macerare, con una stecca di cannella, in 500 ml di alcol per circa un mese e poi aggiungendo uno sciroppo preparato con acqua (1 litro) e zucchero (500 gr.); dopo basta filtrare il tutto e imbottigliarlo aspettando almeno due mesi prima di berlo. Assolutamente da provare!

I semi della nespola
Foto di Shutterstock
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