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Elogio della lenticchia

di Redazione 30 dic 2018 0

Storia, aneddoti e ricette di una tradizione millenaria assoluta protagonista di ogni Capodanno.

Storia davvero antica quella delle lenticchie. Si tratta forse del legume più antico coltivato dall’uomo, come testimonia anche il famoso passo della Genesi in cui Esaù si vende la primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie. Di certo erano già coltivate nell’VIII secolo a.C. in quella che adesso è la Siria Occidentale, e da lì poi si diffusero in tutto il Mediterraneo. Sono state trovate lenticchie infatti in tombe egiziane del III secolo a.C. e di certo questo legume non mancava sulle tavole dei Greci e dei Romani, anche se a consumarle erano soprattutto le classi più povere. Catone per primo ci raccontò come cucinarle e Galeno ne tessé le lodi. Nel Medio Evo poi le umili lenticchie furono usate nei giorni di digiuno in sostituzione della carne.


DICONO DI LORO

«Le lenticchie sono di due tipi, quelle grosse e quelle piccole, queste ultime si chiamano le lenticchie della regina e sono le più pregiate. Le lenticchie si cucinano come i fagioli, ma bisogna scegliere quelle di un biondo chiaro e cuocerle bene, perché ce ne sono che restano sempre crude, anche se cotte nelle acque più pure. Se ne fanno delle purèe per guarnire le zuppe, oppure si accompagnano con la carne».
— Da Le Grand Dictionnaire de cuisine di Alexandre Dumas padre (1802-1870), scrittore francese —

«In un paese della Mancia, di cui non voglio fare il nome, viveva or non è molto uno di quei cavalieri che tengono la lancia nella rastrelliera, un vecchio scudo, un ossuto ronzino e il levriero da caccia.Tre quarti della sua rendita se ne andavano in un piatto più di vacca che di castrato, carne fredda per cena quasi ogni sera, uova e prosciutto il sabato, lenticchie il venerdì e qualche piccioncino di rinforzo alla domenica. A quello che restava davano fondo il tabarro di pettinato e i calzoni di velluto per i dì di festa, con soprascarpe dello stesso velluto, mentre negli altri giorni della settimana provvedeva al suo decoro con lana grezza della migliore».
— Da Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes (1547-1616), scrittore spagnolo —

«Chi prende l’abitudine di mangiare lenticchie una volta ogni trenta giorni, tiene lontano il soffocamento dalla sua casa».
— Dal Talmud ebraico

«Lenticchia, beato er corpo ‘ndo se ‘nficca».
Proverbio romanesco


CAPODANNO E LENTICCHIE

Chi non ha mai mangiato lenticchie durante il cenone del 31 dicembre? Si mangiano a mezzanotte, insieme al cotechino, perché, così si dice, portano ricchezza. Per la loro forma ricordano infatti le monete, ecco allora che più ne mangiamo e più si suppone che i guadagni dell’anno nuovo saranno corposi. D’altronde sembra che persino gli antichi Romani l’ultima sera dell’anno avessero l’abitudine di regalare portamonete gonfi di lenticchie, con l’augurio che si trasformassero in monete d’oro. E ancora oggi a Capodanno bisogna fare molta attenzione: le lenticchie si mangiano infatti con le mani, così come con le mani si maneggia il denaro, e non si deve mai usare olio come condimento, perché così facendo i soldi scivolerebbero via.
Adesso però vediamo due ricette con le lenticchie da realizzare a Capodanno.


ZUPPA DI LENTICCHIE E FRUTTI DI MARE

Ingredienti

300 g di lenticchie
1,5 kg circa fra cozze e vongole
una bella seppia di circa 300 g
3-4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
poco vino bianco
150 g circa di polpa di pomodoro
una costa di sedano
una foglia di alloro
2 spicchi d’aglio
prezzemolo
peperoncino (facoltativo)
sale


PREPARAZIONE DELLA RICETTA

Metto sul fuoco 300 g di lenticchie piccole con l’acqua fredda che sopravanzi di due dita, una piccola cipolla, una costa di sedano e una presa di sale. Faccio aprire sul fuoco, a fiamma vivace, un chilo e mezzo fra cozze e vongole (pulite e spurgate). Poi le sguscio e conservo l’acqua che hanno emesso. Svuoto e spello una bella seppia fresca di circa 300 g e la taglio a pezzettini.

Scaldo 3-4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva in una casseruola e faccio rosolare dolcemente 2 spicchi d’aglio schiacciati, poi li scarto e unisco la seppia. Rialzo la fiamma e la faccio andare per qualche minuto fino a quando è quasi asciugata. Sfumo con due dita di vino bianco, insaporisco con sale e pepe e di seguito aggiungo 150 g di polpa di pomodoro. Copro e faccio cuocere dolcemente per una ventina di minuti.

A questo punto, unisco alla seppia le lenticchie scolate e il liquido dei molluschi filtrato. Faccio insaporire il tutto per pochi minuti e aggiungo cozze e vongole e, dopo un altro minuto, la zuppa è pronta.

Al momento di servirla, la spolvero di prezzemolo tritato. Per 6 persone. Un primo piatto perfetto per la cena di fine d’anno.

Guarda la videoricetta ⇒ Zuppa di lenticchie e frutti di mare

MINESTRA DI LENTICCHIE

Ingredienti

300 g di lenticchie piccole
150 g di pasta di piccolo formato (o pasta mista o spaghetti spezzati)
150 g di polpa di pomodoro 
4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
una cipolla piccola
una foglia di alloro
2 spicchi d’aglio
prezzemolo
peperoncino
sale


PREPARAZIONE DELLA RICETTA

Spello e trito la cipolla e, separatamente, trito anche gli spicchi d’aglio. Scaldo l’olio in una casseruola e unisco cipolla, aglio e peperoncino a pezzetti (in quantità secondo il gusto personale). Faccio cuocere dolcemente il soffritto per una decina di minuti facendo attenzione che non prenda colore ma che la cipolla cuocia bene.

A questo punto aggiungo la polpa di pomodoro e il sale e faccio cuocere la salsa per circa un quarto d’ora prima di aggiungere le lenticchie. Mescolo per un paio di minuti per farle ben intridere nella salsa e poi aggiungo circa un litro e mezzo di acqua bollente e la foglia di alloro. Metto il coperchio e faccio cuocere, a fuoco bassissimo fino a che le lenticchie non sono tenere.

(È quasi impossibile dare i tempi di cottura giusti per le lenticchie: a volte bastano tre quarti d’ora e anche di meno, altre un’ora, a volte anche una e mezzo. Dipende dalla varietà, dalla freschezza, dal liquido di cottura che quando è acido per la presenza del pomodoro, come in questo caso questo, rallenta la cottura degli amidi. In conclusione, controllate e assaggiate.)

Ora, assaggio per regolare il sale e calo la pasta. Mescolo e faccio cuocere per un quarto d’ora. Servo la minestra, calda o tiepida (in estate a temperatura ambiente) spolverata con poco prezzemolo tritato.

Prova la ricetta ⇒ Minestra di lenticchie

 

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