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Déjeuner sur l’herbe a Pasquetta

di Redazione 17 apr 2017 0

Curiosità sull’origine della Pasquetta e sull’usanza di mangiare all’aperto, più una ricetta atipica perfetta per la vostra scampagnata.

Déjeuner sur l’herbe di Édouard Manet

Non si tratta di una festa religiosa, ma di un giorno di riposo lavorativo introdotto nel dopoguerra in Italia per allungare la festa di Pasqua, in cui è tradizione fare una scampagnata all’aria aperta con amici e parenti, tradizione che nascerebbe anche per ricordare il viaggio degli Apostoli diretti a Emmaus, durante il quale apparve loro il Messia risorto. 

È un giorno di cibo e di gioco e tante sono le feste con le uova sode di tradizione contadina. A Fiorenzuola d’Arda il gioco consiste nel tentare di rompere l’uovo dell’avversario colpendolo con la punta del proprio, che invece deve restare intatto. A Ferentillo invece lo stesso gioco si chiama “lu ciuccittu”, ciò che resta della tradizione contadina di raccogliere le uova per preparare le tradizionali focacce di Pasqua. Per tutti poi il menu deve essere per l’appunto a base di uova, quindi frittatine, tortini, insalate e uova sode. E insieme formaggi e salumi. 

IL PIC-NIC: LO SAPEVATE CHE...

Colazione o merenda all’aperto durante una gita in campagna o al mare. Così i dizionari definiscono il “picnic”, di origine antica, dal francese arcaico “pique” prendere, rubacchiare, e “nique”, roba di poco conto. La parola, in uso dalla fine del Seicento, si riferiva solo alla frugalità di un pasto di pochi e semplici cibi e consumati lontano dalla tavola imbandita.

Il picnic era un pasto legato alla caccia, per regalarsi di tanto in tanto, una pausa bevendo e mangiando, spesso su una tovaglia stesa in terra, consentendo così a gentiluomini e gentildonne un po’ di libertà dalle rigide regole di un’etichetta allora molto formale. 

PIC-NIC ARTISTICI

Nell’arte il picnic compare di rado prima del Settecento, e quando appare è in scene di caccia o come svago della nobiltà, nelle tele di pittori francesi, inglesi e fiamminghi, ma è nei secoli successivi che questo rituale alimentare si diffuse, e anche la pittura impressionista lo immortalò.

Il più famoso, e anche il più scandaloso, pic-nic della storia resta comunque il “Déjeuner sur l’Herbe” di Manet, non più una pausa della giornata di caccia ma un raffinato divertissement di intellettuali e artisti alla ricerca di un contatto più diretto con la natura. 


PERFETTA PER UN PIC-NIC: LA TORTILLA DI PATATE

Ingredienti (per 6 persone)

un kg di patate a pasta gialla e compatta
8 uova
una grossa cipolla chiara
olio extravergine d’oliva
sale e pepe

Preparazione della ricetta

Sbuccio le patate e le divido a metà nel senso della lughezza quindi le taglio a fettine di 1/2 cm scarso o a cubettini. Le sciacquo e le asciugo dentro un panno. Spello la cipolla, la divido in quarti e la affetto.

Patate a fette pronte per la cottura
Foto di PAOLO DELLA CORTE - FOODREPUBLIC

Scaldo due dita d’olio (non a temperatura di frittura!) in un’ampia padella antiaderente, unisco le patate e le cipolle e mescolo con due spatole in modo che tutte le patate siano rivestite d’olio. Copro la padella con un coperchio (le patate devono cuocere contemporaneamente nell’olio e a vapore) e mantengo la fiamma a metà altezza (non al minimo).

Faccio cuocere per una mezz’ora abbondante mescolando ogni tanto con le due spatole fino a quando le patate sono tenere (faccio la prova con la punta di un coltello). Verso fine cottura tolgo il coperchio ma faccio attenzione che le patate non prendano colore: dovranno avere più o meno l’aspetto di patate lesse. Verso il tutto in un colino e faccio sgocciolare l’olio. Non lavo la padella.

Rompo le uova in un’insaltiera e le batto con una macinata di pepe e 2 cucchiaini di sale. Unisco le patate e mescolo delicatamente per non schiacciarle. Faccio riposare per un po’ in modo che le patate si imbevano di uovo. Rimetto la padella sul fuoco e faccio scaldare 2 cucchiai d’olio. Verso il miscuglio di uova e patate e faccio cuocere a fuoco dolce scuotendo e muovendo ogni tanto la padella fino a quando la parte inferiore è leggermente dorata.

Faccio scivolare la tortilla su un piatto largo, la cospargo con un filo d’olio e la copro con la padella rovesciata quindi afferro con due mani (protette con i guanti da forno!) padella e piatto e giro la tortilla con un movimento deciso. Faccio dorare anche la parte inferiore e infine faccio scivolare la tortilla su un piatto. La servo fredda tagliata a quadrotti.

La tortilla servita fredda e tagliata a quadretti
Foto di PAOLO DELLA CORTE - FOODREPUBLIC

TIPS & TRICKS

La cottura della tortilla di patate, e in genere di tutte le frittate molto alte, richiede una certa attenzione e un po’ di pazienza per far sì che sia cotta all’interno e non bruciacchiata all’esterno. 

Per prima cosa occorre tenere la fiamma piuttosto bassa sistemando la padella non proprio al centro ma un po’ spostata e poi bisogna ruotare la padella, sempre nello stesso senso spostandola di 4 o 5 cm alla volta così che la frittatona si cuocia uno spicchio alla volta ricevendo lo stesso calore ai bordi e al centro.

Testo tratto da ⇒ I menu della festa - collana Cucinare insieme

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