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Chianti Classico 2016, una grande annata toscana

di Jacopo Cossater 19 feb 2018 1

Degustazione in anteprima di un’annata di grande valore, tra tipicità e classicità.

Ogni anno, come ormai da tradizione e durante la prima metà di febbraio, le principali denominazioni toscane propongono in anteprima i vini che usciranno in commercio nei mesi a venire. Una serie di appuntamenti per certi versi irrinunciabili durante i quali cominciare a mettere a fuoco non solo le peculiarità uniche delle nuove annate ma anche le loro etichette più rappresentative. Una serie di eventi che coinvolgono tutte le aree produttive più importanti: dal Chianti alle DOC della Costa Toscana, dal Brunello di Montalcino alla Vernaccia di San Gimignano, dal Vino Nobile di Montepulciano fino al Chianti Classico.

Quest’ultimo, in particolare, è uno di quelli che più negli ultimi anni ha saputo crescere non solo in termini numerici. Assaggiare diverse decine di Chianti Classico è esercizio che si rivela sempre più divertente tale è la qualità media e l’unicità espressiva dei vini proposti al pubblico. Mai come oggi è infatti diventato centrale, nell’affrontare l’argomento, parlare delle differenze territoriali che è possibile trovare all’interno della denominazione che da Firenze si allunga a sud fino a sfiorare la città di Siena. Un territorio unico, che può vantare non solo microclimi ma anche matrici geologiche molto diverse tra loro. Caratteristiche che, unite ai tanti stili dei tanti produttori, offrono un ventaglio quanto mai ampio tra cui scegliere.

Questione annate: se la già celebrata 2015 continua a offrire conferme, la 2016 si sta dimostrando come vendemmia di straordinario valore, in alcuni casi anche superiore alla precedente non tanto per intensità quanto per la quantità di dettagli che riesce a rivelare, una volta nel bicchiere. Un’annata più “classica”, meno potente e strutturata, magari meno longeva ma ricca di freschezze, caratteristica questa che la rende particolarmente godibile già da subito, nell’immediato. È questo il caso delle etichette che seguono, assaggiate in anteprima a Firenze lo scorso lunedì.

CHIANTI CLASSICO 2016 BADIA A COLTIBUONO (Gaiole In Chianti)
Da anni tra le cantine di riferimento di Gaiole quello di Badia a Coltibuono sembra un percorso sempre più virtuoso che trova nella 2016 particolare compiutezza. Si tratta infatti di un Chianti Classico incantevole per eleganza e piglio chiantigiano: rimandi floreali molto freschi, non senza una punta balsamica, aprono a un assaggio succoso, fine, dall’acidità squillante. Un rosso buonissimo, da bere e ribere. Sui 15 euro.

CHIANTI CLASSICO 2016 CASALE DELLO SPARVIERO (Castellina in Chianti)
Azienda particolarmente vasta quella di Casale dello Sparviero, una realtà che ben coniuga numeri e aderenza territoriale. Questo 2016 ne è la conferma: balsamico e floreale esprime dettagli olfattivi di rara qualità. Profumatissimo, si articola con leggiadria tra freschezza e setosità della trama tannica, non senza una lieve scodata minerale, in chiusura. Sui 10 euro.

CHIANTI CLASSICO 2016 CASTELLARE DI CASTELLINA  (Castellina in Chianti)
È dal 1977 che Castellare di Castellina rappresenta una delle pietre angolari della denominazione, realtà capace negli anni di esprimere alcuni dei vini più rappresentativi della sua storia recente. Questo 2016 si inserisce perfettamente all’interno di questa traccia, già oggi grande classico. Articolato e profondo, floreale e minerale, spicca per tessitura del tannino e per allungo. Un riferimento. Sui 13 euro.

CHIANTI CLASSICO 2016 CASTELLO DI AMA (Gaiole in Chianti)
Dagli anni ’70 Castello di Ama è cantina che coniuga con slancio quantità e qualità, anche e soprattutto nei propri vini considerati come “di ingresso”. Il Chianti Classico è come sempre, o quasi, una sicurezza, così capace di coniugare una certa semplicità a una grande solidità espressiva. Il frutto è impreziosito da piacevoli richiami mediterranei, sentori che si traducono in un assaggio saporito e ficcante, fresco, di grande equilibrio. Sui 15 euro.

CHIANTI CLASSICO “RETROMARCIA” 2016 - MONTE BERNARDI (Panzano In Chianti)
Monte Bernardi, bella realtà dal 2003 di Michael e Jennifer Schmelzer, negli ultimi anni si è fatta notare in modo particolare tra quelle di Gaiole e non solo. L’approccio biodinamico in vigna e tradizionale in cantina porta a un rosso di grande finezza, ben calibrato tra florealità, frutto e un piacevole ricordo affumicato. Luminoso per acidità e appagante per corpo, di straordinaria compiutezza. Sui 10 euro.

CHIANTI CLASSICO 2016 MONTERAPONI (Radda In Chianti)
Tra le aziende che più riescono a incarnare il senso dei vini di Radda un posto speciale lo merita Monteraponi, dal 2003 capace anno dopo anno di sfornare alcuni dei vini più fini e vibranti di tutta la denominazione. Il 2016 va esattamente in questa direzione: affianca a una bella freschezza tutta la stoffa dei grandi Chianti Classico grazie a note agrumate di particolare fragranza e profondità. Ritmico, succoso, lunghissimo. Sui 25 euro.

CHIANTI CLASSICO 2016 RIECINE (Gaiole in Chianti)
Nonostante la proprietà straniera, Riecine è da sempre uno dei nomi più importanti della tradizione, quando si parla di Chianti Classico. Una realtà da sempre capace di valorizzare non solo il proprio sangiovese ma anche le peculiarità del proprio territorio di origine, senza mai tradirne la vocazione. Questo 2016 ha piglio moderno e allungo tradizionale, ben calibrato tra note di violetta e di frutti rossi appena maturi. E poi che succo, che beva, che bell’equilibrio. Sui 15 euro.

COMMENTI (1) AGGIUNGI UN COMMENTO



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amadio ruggeri
19 febbraio 2018 12:33 Ciao Jacopo, tra decine di assaggi solo questi reputi meritevoli? E i vari Buondonno, Istine, Pomona, Le Cinciole, Isole e Olena, Val delle Corti ecc ecc... Ci sarà una prossima puntata? ;-)