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Carcadè: proprietà, benefici e come gustarlo al meglio

di Davide Pellegrino 29 gen 2019 0

Tutto quello che c’è da sapere su questa bevanda rinfrescante e salutare dal sapore leggermente acidulo di mirtillo rosso.

In botanica il carcadè è l’Hibiscus sabdariffa, un arbusto annuale (o perenne) della famiglia delle Malvacee, parente del più noto Ibisco ornamentale, di altezza variabile fino ai 2,5 metri, con fiori gialli dal calice rosso e carnoso e frutti a capsula. La parola karkadè pare derivi da karkadeb, nome della pianta in dialetto tacruri, parlato in Etiopia. L’arbusto è conosciuto anche con altri nomi come “bissap” in Senegal, “roselle” o “sorrel” nei Paesi anglosassoni.

Originario del Sudan, la sua coltivazione si è poi diffusa in Egitto, Senegal, Tanzania, Mali, Jamaica, Messico, Tailandia e Cina; questi ultimi due Paesi ne sono diventati i maggiori produttori al mondo. L’Hibiscus sabdariffa è un’ottima coltura nei Paesi in via di sviluppo sia dal punto di vista economico che ambientale. Si tratta, infatti, di una pianta resistente alla siccità, facile da coltivare, ad alto impiego di manodopera e spesso utilizzata in sistemi colturali complessi in abbinamento ad altre colture. Esso fornisce diversi prodotti e sottoprodotti garantendo un reddito ai coltivatori: si va dai sepali dei fiori (utilizzati per preparare bevande, marmellate, ecc.), alle foglie (usate sia per il consumo umano o come foraggio per gli animali), alla fibra (da cui si ottiene un tessuto simile alla iuta) e ai semi (per l’estrazione di olio).

Pianta di Hibiscus sabdariffa

In Italia il carcadè cominciò a essere conosciuto negli anni Trenta quando la spinta autarchica del regime fascista ne promosse il consumo (il carcadè era un prodotto delle colonie italiane d’Africa) in sostituzione del classico tè “inglese”. Il carcadè conquistò subito gli italiani, forse per il suo color rosso simile al vino, l’aroma fruttato di mirtillo rosso e il sapore piacevolmente aspro.

A livello nutraceutico è indubbiamente una bevanda salutare: oltre all’apporto di vitamine e acidi organici, il carcadè favorisce la digestione, disseta e rinfresca; non contiene sostanze eccitanti (come la caffeina) e quindi si può bere, senza timore, in qualsiasi momento della giornata. È un prodotto molto utilizzato nell’industria alimentare per il gusto intenso e il colore vivo che dona all’acqua d’infusione; per queste ragioni è spesso presente nei tè aromatizzati o nelle tisane a base di altre erbe o spezie.

Se siete curiosi di provare un vero carcadè, o meglio un vero bissap alla maniera senegalese, vi consiglio la ricetta seguente. Per prima cosa sciacquate in acqua corrente 2 pugni di calici di carcadè per eliminare le impurità; sistemateli in una pentola, aggiungete 1 litro di acqua fredda e portate ad ebollizione. Ai primi segni di bollore, aggiungete zucchero a piacere mescolando per farlo sciogliere completamente e coprite la pentola facendo sobbollire il tutto a fiamma bassa per circa 15 minuti. Filtrate, fate raffreddare e servite con ghiaccio aggiungendo, se la gradite, qualche fogliolina di menta. Il bissap si conserva per una decina di giorni, ma sempre in frigo e in una bottiglia a chiusura ermetica.

In Senegal il carcadè è chiamato bissap, indicando sia la pianta che l'omonima bevanda da esso ottenuta
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